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Maurilio Lovatti San Luigi Gonzaga tra gli appestati di Giacomo Zoboli, nella basilica dei santi Ambrogio e Carlo al Corso in Roma (1726)
Il dipinto è conservato nella cappella dedicata a San Filippo Neri nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso in Roma. San Luigi Gonzaga (1568-1591) frate gesuita, durante l'epidemia di peste che colpì Roma nel 1590, si prodigò nell'assistenza dei malati, finché trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì: aveva solo 23 anni. Papa Benedetto XIII lo canonizzò il 31 dicembre 1726 insieme ad un altro gesuita, san Stanislao Kostka (1550-1568), anche lui morto giovanissimo. In vista della canonizzazione i gesuiti commissionarono a Giacomo Zoboli (1681-1767) una serie di stendardi per la cerimonia, otto medaglioni dipinti "a foggia di arazzo" oltre a due quadri olio su tela dedicati ai due santi gesuiti. Il quadro dedicato a San Stanislao, lo raffigura mentre riceve l'eucaristia. La commissione dei dipinti a Zoboli fu decisa dal superiore generale dell'ordine, il teologo modenese Michelangelo Tamburini (1648-1730). Subito dopo la cerimonia di canonizzazione il Papa Benedetto XIII decise di acquistare i due dipinti per complessivi 400 scudi d'argento e li fece collocare nel palazzo del Quirinale. Benedetto XIV (1740-1758) li fece trasferire nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Pio IX (1846-1878) li donò alla basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso in Roma. Il dipinto raffigura san Luigi Gonzaga che assiste un malato di peste, nel tentativo di portarlo in un ospedale, affinché possa venir curato e salvato. Nella parte superiore del quadro si possono osservare la Vergine con in braccio Gesù bambino, che pone una corona di rose sulla testa del Santo gesuita. La Madonna è attorniata da tre santi: Sant’Agostino, Santa Caterina d’Alessandria e San Tommaso d’Aquino. L’iconografia non è molto comune, ma la scelta di rappresentare san Luigi mentre assiste un infermo è un evidente richiamo alla causa della sua morte in giovane età. Anche se la cura dei malati fa parte della missione dell’ordine Gesuita, sono rari i dipinti che la raffigurano. L'impostazione del quadro è influenzata dalla lezione di Carlo Maratta (1625-1713). In effetti Zoboli giunse a Roma attorno al 1713-14 e probabilmente non lo conobbe mai; ne fu tuttavia un ammiratore: si ispirò alla sua tendenza classicista, contraria alle effusioni e alla ridondanza tipiche del Barocco di fine Seicento e della prima metà del Settecento, e in tutta la sua lunga carriera pittorica non si allontanò mai significativamente dall'orientamento maturato fin dal suo arrivo nella Capitale. Nel dipinto san Luigi è colto nel momento in cui sta per iniziare a sollevare il malato di peste abbracciandolo, con un movimento in cui i loro due corpi sono vicini, uniti dal medesimo infelice destino.
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