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Maurilio Lovatti Sacra Famiglia di Giacomo Zoboli nella basilica di Sant'Apollinare a Roma (1748) Giacomo Zoboli, Sacra Famiglia nella basilica di Sant'Apollinare a Roma (1748)
Il dipinto,
talvolta denominato anche come Riposo durante la fuga in Egitto, è conservato nella
seconda cappella a destra, dedicata a San Giuseppe, della basilica di Sant'Apollinare,
nel Rione Ponte a Roma. Proprio nello stesso anno 1748 la pala d'altare (olio su tela; cm 310 x 190) della cappella di San Giuseppe è stata dipinta a palazzo Farnese da Giacomo Zoboli. Giacomo Zoboli (Modena 1681 - Roma 1767) dal 1738 al 1760 abitò e lavorò a palazzo Farnese, all'epoca di proprietà dei Borbone di Napoli: il privilegio gli era stato concesso dal re di Napoli Carlo di Borbone, su richiesta del cardinale Neri Maria Corsini (1685-1770) nipote di Papa Clemente XII. Zoboli era divenuto famoso a partire dal 1729, quando dipinse San Gerolamo ascolta la tromba del giudizio universale, nella basilica di Sant'Eustachio a Roma, grandemente apprezzato dai contemporanei. Le numerose commissioni del pittore modenese tra il 1727 e il 1748 nella città di Roma sono principalmente dovute allo stesso cardinale Neri Corsini. Anche la Sacra Famiglia è stata commissionata dal cardinale Neri Maria Corsini e risulta pagata 300 scudi pontifici d'argento. Nell'ambito dei consistenti restauri degli interni della basilica a partire dal 2008, anche la pala di Zoboli è stata restaurata, tramite pulitura, rimozione polveri, grasso, sporcizia, fumi, vernici, fissativi, ridipinture a base di olii con rifinitura della pulitura mediante rimozione a bisturi di residui particolarmente compatti ed aderenti al substrato. Sono stata reintegrate le abrasioni e le lacune di piccole dimensioni, distribuite sulla pellicola pittorica; inoltre vi è stata la verniciatura protettiva finale su tutta la superficie. Nell’opera il bambin Gesù viene sorretto da Giuseppe e non dalla Vergine, come avveniva tradizionalmente nei dipinti dell'epoca, e ciò si spiega considerando che è stato dipinto appositamente per la cappella dedicata a San Giuseppe. Giuseppe osserva la scena con sguardo colmo di tenerezza. Il volto di San Giuseppe appare simile a quello di San Pietro nel dipinto di Zoboli per il Duomo Nuovo di Brescia (1733-35). Gli angeli, che sono tipici del pittore, prendono sia dal Maratta, che dal Correggio per la loro naturalezza e affettuosità. Il dipinto risente particolarmente dello stile del Maratta. Le figure angeliche, che portano la corona, alla sommità della pala, ricordano quella nel Martirio di Sant’Eleuterio (1738) nella chiesa di San Giovanni della Pigna sempre a Roma. La gamma cromatica, particolarmente vivace, è ora visibile in tutto il suo splendore grazie al citato restauro. Alcune affinità possono essere riscontrate anche con l’Assunzione di Ludovico Carracci, ora alla Galleria Estense di Modena, nella quale la composizione della scena è molto vicina alla pala del Duomo di Brescia. Nella tela si possono notare ulteriori influenze dello stile di Maratta, in particolare confrontandola con l’Immacolata Concezione in Santa Maria del Popolo.
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Autoritratto di Giacomo Zoboli (Museo civico di Modena) Dipinti di Giacomo Zoboli a Roma, Modena, Brescia ed altre ubicazioni Giacomo Zoboli e il cardinal Querini Giacomo Zoboli and Cardinal Querini: Rome and Brescia in XVIII Century Documenti su morte e sepoltura di Giacomo Zoboli Holy Family by Giacomo Zoboli in the Basilica of Sant'Apollinare in Rome
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