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Maurilio Lovatti Morte di San Giovanni Francesco Regis di Giacomo Zoboli, nella chiesa del Gesù a Roma (1737)
Il dipinto di grandi dimensioni (olio su tela, 437 x 298 cm) è conservato nei locali della sacrestia nella chiesa del Gesù a Roma. Giovanni
Francesco Regis (1597-1640) nacque
a Font-Couverte, nella regione francese della Linguadoca in Francia e fu educato nel
collegio gesuita di Béziers; nel 1615 entrò a far parte della Compagnia
di Gesù all'età di soli diciotto anni. Terminato il primo anno di
noviziato, studiò retorica e logica a Cahors e Tournon. Durante il soggiorno a Tournon, accompagnava il sacerdote che officiava il suo ministero nella piccola
città di Andance ogni domenica e insegnava catechismo
mentre il sacerdote confessava. Il dipinto raffigura san Giovanni Francesco nel momento immediatamente antecedente la morte, mentre guarda rapito Gesù e la Madonna collocati nella parte superiore del quadro, caratterizzato da marcati contrasti luminosi, che si colgono nonostante lo stato di conservazione non ottimale. La rappresentazione degli angeli pare influenzata dalla lezione di Carlo Maratta (1625-1713). In effetti Zoboli giunse a Roma attorno al 1713-14 e probabilmente non lo conobbe mai; ne fu tuttavia un ammiratore: si ispirò alla sua tendenza classicista, contraria alle effusioni e alla ridondanza tipiche del Barocco di fine Seicento e della prima metà del Settecento, e in tutta la sua lunga carriera pittorica non si allontanò mai significativamente dall'orientamento maturato fin dal suo arrivo nella Capitale. La rappresentazione della Madonna richiama invece lo stile di Gian Gioseffo Dal Sole (1654-1719), del quale Zoboli fu allievo a Bologna per 6 anni (presumibilmente tra il 1701 e il 1707, perché negli anni immediatamente successivi è documentata la sua presenza a Modena, prima del definitivo trasferimento a Roma). Considerando che il dipinto non è datato, la vicinanza con lo stile di Gian Gioseffo Dal Sole potrebbe autorizzare la supposizione che il quadro appartenga ad una fase più giovanile del pittore e che quindi sia stato realizzato nel periodo della beatificazione di Giovanni Francesco Regis (avvenuta il 24 maggio 1716, durante il pontificato di Clemente XI). Questa ipotesi è tuttavia smentita dalla rappresentazione dell'aureola attorno al volto del protagonista, del tutto simile a quella di Gesù e della Madonna e chiaro indice di Santità. Il quadro è stato dunque presumibilmente realizzato in occasione della canonizzazione, avvenuta il 16 giugno 1737, e celebrata da Clemente XII, il cui nipote e Segretario di Stato, il cardinale Neri Maria Corsini (1685-1770), negli anni Trenta e Quaranta del Settecento, fu il maggior sostenitore e protettore del pittore.
(Morte di San Giovanni Francesco Regis, particolare del volto del Santo) (Morte di San Giovanni Francesco Regis, Gesù e la Madonna)
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