Maurilio Lovatti 

 

La Natività di Vincenzo Foppa (1492)

 

Il Cantiere, giugno 2023

 

 

La parrocchia di Chiesanuova possiede due grandi capolavori dell'arte italiana: La Natività di Vincenzo Foppa (1492) e L'Assunta di Giacomo Zoboli (1748). Nel precedente numero del Cantiere ci siamo soffermati su Giacomo Zoboli e la pittura sacra del Settecento.

Vincenzo Foppa nel 1490 torna Brescia, la sua città natale, dopo un soggiorno di oltre 30 anni a Pavia, nel Ducato di Milano. Il grande pittore, precursore e maestro del Rinascimento lombardo, ormai sessantenne, era al colmo della sua fama, e il Comune di Brescia lo aveva nominato “pittore della città” con uno stipendio annuo garantito. Era un grande onore e il giusto riconoscimento per la sua opera. Una sorta di “premio alla carriera”, diremmo oggi.
Nel periodo della sua vecchiaia (1490-1516) Foppa dipinge a Brescia ancora tante opere importanti: il polittico di San Nicola da Tolentino per la chiesa di San Barnaba, ora alla civica Pinacoteca Tosio Martinengo, la famosa pala dei Mercanti, oggi anch'essa alla Pinacoteca, il polittico del Santissimo Sacramento per l'omonima cappella di San Pietro de Dom (la chiesa che allora sorgeva dove oggi c'è il Duomo Nuovo) smembrato nel 1604, quando la vecchia basilica fu demolita, e il polittico di Santa Maria delle Grazie, per la basilica omonima. Sempre in quegli anni Foppa dipinge per la chiesa domenicana di San Pietro in Gessate a Milano il famoso Compianto su Cristo morto, poi acquistato dal Re di Prussia Federico Guglielmo III nel 1821, andato distrutto durante i bombardamenti di Berlino nel 1945. Appartiene a questo periodo anche l'Adorazione dei Magi ora alla National Gallery di Londra, per certi versi la sua opera più spettacolare.
La Natività di Chiesanuova è particolarmente importante: è la prima opera rilevante realizzata dal Foppa dopo il suo rientro a Brescia. Il dipinto, a tempera e oro su tavola, non è di grandi dimensioni (cm 175 per 84). Faceva parte di un trittico comprendente due pannelli con S. Giovanni Battista e S. Apollonia finiti nel mercato antiquario e ora conservati nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. La Natività mostra l'intima religiosità del Foppa.
Nella tavola di Chiesanuova i giochi di luce, la rappresentazione dei personaggi (soprattutto del volto di Maria) e la ricchezza cromatica dei panneggi sono ancor oggi apprezzabili. In particolare il volto della Madonna e la posizione delle sue mani mostrano uno stato d'animo sereno e riflessivo, come se l'artista volesse comunicarci che la Vergine ancora considerava e meditava in cuor suo le parole dell'Angelo al momento dell'Annunciazione, mentre contempla ai suoi piedi, steso sopra un lembo della sua veste, un Bambino troppo piccolo e lontano da lei, già marchiato nella carne e nel volto dai segni del tempo e della sofferenza. La posizione di Gesù, in terra sul lembo del mantello, ricorda l'Adorazione del Bambino con San Benedetto ed Angeli dipinta dal Foppa quasi quindici anni prima, nel 1478, ora custodita dall'Institute of Arts di Detroit (Michigan, USA). A differenza, però del dipinto di Detroit, il paesaggio della tavola di Chiesanuova è meno accademico, più realistico nonostante sia meno dettagliato, sicuramente più mosso, con il cane intento a radunare il gregge e la luce che pare scendere in diagonale attraverso l'aria umida del mattino. La figura di Giuseppe, dall'aspetto muto e severo, è collocata lateralmente e appare quasi pronta ad uscire di scena.
Non si hanno notizie certe sulla destinazione originale del trittico del Foppa e nemmeno sulla provenienza della tavola centrale all'epoca del trasferimento a Chiesanuova. Inizialmente gli studiosi avevano ipotizzato che l'opera fosse stata realizzata per la Collegiata dei Santi Nazaro e Celso. Tuttavia le accurate ricerche svolte nei primi Anni Novanta hanno definitivamente escluso tale ipotesi.
A partire del 2003 è stata avanzata una nuova e più plausibile ipotesi, sia pure non sostenuta da conferme inoppugnabili. Sulla base di alcune venature velatamente immacolistiche nel quadro del Foppa, si è ipotizzato che l'opera provenisse originariamente dalla chiesa di San Francesco d'Assisi di Brescia. Se questa ipotesi fosse vera, risponderebbe alla domanda sulla committenza dell'opera e sulla collocazione originaria della stessa, ma ovviamente nulla ci direbbe su quando e come sia pervenuta a Chiesanuova. Sicuramente essa è giunta a Chiesanuova prima del 1821, quando l'altare della Beata Vergine delle Grazie, dov'era collocata, è nominato per la prima volta nella visita pastorale del vescovo Gabrio Maria Nava, avvenuta il 27 maggio 1821. Più verosimilmente potrebbe essere arrivata nel 1809-1810, quando si concludono i lavori di realizzazione di questo altare.
Anche ammettendo l'ipotesi della provenienza del dipinto dalla basilica di San Francesco, rimane una domanda: dove è stata l'opera tra il 1603 e il 1810? Nel 1760 Giovanni Battista Carboni pubblica un accurato inventario delle pitture e sculture esposte al pubblico a Brescia, entro il perimetro delle mura venete, nel quale è citata un'unica Natività di Vincenzo Foppa, all'altare dell'Oratorio di San Nicola, una piccola chiesa situata in Tresanda San Nicola (traversa di Corso Martiri della Libertà) poi sconsacrata in epoca napoleonica e infine demolita. Dalla descrizione di tale dipinto possiamo però escludere con assoluta certezza che fosse la tavola di Chiesanuova, sia perché il Carboni precisa che la lunetta superiore non era del Foppa, ma aggiunta successivamente, sia perché nel dipinto di Tresanda San Nicola era raffigurato anche San Nicola da Tolentino.
SE dunque la Natività del Foppa non era in una chiesa o in un altro luogo accessibile al pubblico, dove era? Dove è stata nel Seicento e nel Settecento? Come e perché è giunta a Chiesanuova? Sono tutte domande alle quali gli studi finora disponibili non consentono di dare risposta.


Maurilio Lovatti

 

 

 

La Natività di Vincenzo Foppa (1492)

 

 

 

 

 

Il Cantiere,  aprile 2023, pag. 14-16

 

indice degli articoli

 

Vincenzo Foppa e la Natività di Chiesanuova

 

Vincenzo Foppa è nato a Brescia

 

Giacomo Zoboli e il cardinal Querini

 

Maurilio Lovatti main list of papers