Brescianuova, febbraio 1985

 

 

Per una politica dell'ambiente a Brescia

                                                                              di Vasco Frati

                                                                          e Maurilio Lovatti

 

 

L'attuale Giunta comunale di Brescia ha dimostrato di non essere assolutamente consapevole dell'importanza della tutela ambientale e della problematica ecologica. Non solo è del tutto mancato un progetto serio ed organico d'interventi per la difesa dell'ambiente e la valorizzazione e riqualificazione degli spazi naturali o storico-naturali; ma spesso, nelle scelte concrete dell'amministrazione comunale, si è rivelata una totale e gravissima sottovalutazione dell'impatto ambientale provocato dalla realizzazione di opere pubbliche. E sufficiente qualche esempio per rendersi conto di questa sottovalutazione:


1) il progettato prolungamento di via Volturno fino alla Torricella comporterà il deturpamento della fascia di campagna prospiciente la collina di S. Anna e del paesaggio della zona;


2) l'assurdo progetto della tangenziale est sostenuto dalla Giunta deturperebbe irrimediabilmente l'anfiteatro collinare della Valle di Mompiano e intaccherebbe il sistema della Maddalena;


3)Il prolungamento della tangenziale ovest da Ponte Grotte alla Stocchetta (già approvato) cancellerà il suggestivo percorso pedonale lungo l'argine del Mella e comprometterà la realizzazione del parco del Mella;


4) la copertura di diversi tratti di rogge e del torrente Garza in via Tartaglia (Banca S. Paolo) è in contrasto con il Piano regolatore, che prevede la tutela paesaggistica ed ambientale dei corsi d'acqua, che vanno disinquinati, non coperti (non si può al proposito non richiamare l'importanza del cosiddetto Decreto Galasso);


5) è stata più volte proposta una bretella sopraelevata in via Turati, che comprometterebbe la parte sud-orientale del Castello (via B. Avogadro e declivi collegati fino al baluardo della Pusterla).


Al di là di questi episodi specifici, emerge la totale mancanza di un progetto per la tutela e la valorizzazione (e socializzazione) dell'ambiente, che invece deve costituire un aspetto essenziale nella pianificazione e nel governo del territorio, non solo su scala comunale, ma anche nella dimensione comprensoriale. Il PSI, nel progetto "Bresciacittà" che stiamo definendo nell'ambito della preparazione della conferenza di programma, proporrà precise linee di intervento su questo tema. A nostro giudizio i punti essenziali per un progetto organico per la valorizzazione sociale dell'ambiente dovrebbe essere:


1) progetto concreto per la valorizzazione della Maddalena, finalizzato a consentire un'ampia e corretta (cioè rispettosa) fruizione del comprensorio per i cittadini di Brescia e i turisti, a costituire un polmone verde ad uso prevalentemente pedonale;


2) tutela delle colline, con il mantenimento di tutti i percorsi pedonali esistenti (già astrattamente previsto dalle norme edilizie) tramite un rilievo degli stessi, l'acquisizione e la sistemazione a verde pubblico di vasti spazi. Sulla Maddalena e sulle colline va proibita e repressa l'utilizzazione dei sentieri per il motocross (il passaggio delle moto, oltre a disturbare chi pratica la fruizione naturalistica delle zone collinari, provoca notevoli danni ai sentieri e all'equilibrio naturale; per gli sportivi va realizzata un'apposita struttura in zone diverse); e proibita, o limitata, la caccia;


3) identificazione delle aree verdi periferiche e tutela delle residue zone agricole (il problema del patrimonio abitativo va risolto con un'adeguata politica urbanistica nei centri storici e nelle periferie da riqualificare);


4) riqualificazione della zona delle cave a S. Polo (con previsione di un parco naturale in sostituzione del giardino zoologico e di attrezzature per alcuni sport, fra cui il motocross); concordiamo con la proposta di realizzare un grande parco urbano da S. Polo nuovo alle cave, ma non condividiamo le ipotesi di progetti faraonici e costosissimi che la Giunta ha avanzato: in questo modo si assorbirebbe gran parte delle risorse del Comune, e tutto il resto del verde pubblico ne risentirebbe;


5) rapida predisposizione del piano-quadro dei servizi per evitare che alcune importanti aree vincolate per uso pubblico vengano destinate ad altre attrezzature collettive (o peggio) anziché a verde, come è già accaduto in questi anni;


6) realizzazione di una rete di piste ciclabili;


7) divieto della copertura dei corsi d'acqua minori (Bova, Fiume Grande, Celato, Garzetta ecc.), che vanno disinquinati, e salvaguardia delle rive del Mella;


8) trasferimento di alcune attività industriali nocive fuori della città, o riconversione della produzione (come è più corretto);


9) definizione di un progetto organico per il Castello, che prevedeva l'allontanamento dello zoo, il recupero dei percorsi militari di epoca veneziana e l'apertura al pubblico delle gallerie e dei sentieri coperti, il divieto al traffico veicolare di attraversamento lungo la direttrice piazza Battisti - piazza Arnaldo e viceversa, la risistemazione del verde, l'apertura dei musei e delle strutture collegate, la realizzazione di parchi archeologici;


10) soluzione del problema idrico (interventi per il disinquinamento delle falde acquifere e contro le industrie inquinanti; realizzazione dell'acquedotto industriale con oneri a carico delle aziende produttrici; garanzie sulla purezza e sull'approvvigionamento delle acque potabili; ripristino del sistema delle fontane pubbliche).

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