Bresciaoggi,  8 aprile 1987

 

 

LETTERE AL DIRETTORE

 

Palagiustuzia e verde pubblico 

 

Il progetto di massima degli Uffici giudiziari, recentemente presentato alla stampa e all'opinione pubblica, pur pregevole dal punto di vista compositivo ed estetico, non consente di sciogliere i gravi interrogativi suscitati dalla discutibilissima scelta di localizzare un volume così cospicuo nell'area dell'ex macello.
Chi scrive si è sempre opposto all'infelice scelta di ubicare il palazzo di Giustizia nell'area di via Spalto S. Marco e non può non deplorare la preconcetta mancanza di volontà politica, da parte soprattutto del Sindaco e di alcuni settori della DC, nel ricercare costruttivamente altre possibili soluzioni.
Con eccessiva superficialità sono state scartate le soluzioni di ubicare gli Uffici giudiziari nelle aree disponibili dell'ortomercato  o a Brescia-2. Ci sembra che il relativo disagio degli operatori nel raggiungere le zone non sia di rilevante entità di fronte a ben più gravi problemi di carattere urbanistico, di viabilità, di conservazione delle memorie storiche e dell'impatto ambientale.
Ma non sono solo i notevoli problemi di viabilità e parcheggio a motivare le preoccupazioni: la massiccia edificazione nell'area dell'ex-macello non lascia spazio per realizzare neppure un dignitoso polmone di verde pubblico in una zona così urbanizzata.
Non è certo un caso che a Brescia, a partire dagli anni '60, si siano sprecate tutte le occasioni di riuso di aree centrali, si pensi all'ex-Ospedale civile, che invece avrebbero consentito di migliorare la qualità della vita nella città.
Non si governa la città calpestando le legittime esigenze degli abitanti della zona, sostenute con coerenza e lucidità dal Consiglio della Nona circoscrizione, e dalla grande maggioranza dei cittadini bresciani. Ci sembra che la prima rilevante decisione della giunta Padula non vada nella direzione di accrescere la sensibilità dell'Amministrazione nei confronti della tutela ambientale.
Le perplessità si accrescono se si considera che altre iniziative discutibili saranno prossimamente in discussione: ci riferiamo alle proposte della tangenziale Est del raddoppio di via Turati.
Il PSI ha più volte, anche ufficialmente, espresso un parere contrario al traforo della Maddalena secondo il progetto presentato dal professor Caracoglia. Non solo per i 700 metri di strada a cielo aperto, con lo svincolo verso Mompiano, che deturperebbe l'anfiteatro collinare da Costalunga alla valle di Mompiano, ma anche per ragioni strettamente economiche. Rimane non motivato un investimento così cospicuo per realizzare una strada larga sette metri e mezzo, non pianeggiante, con altri quattro chilometri ininterrotti di galleria (dove è vietato sorpassare) e quindi presumibilmente poco scorrevole.
Le recenti proposte di varianti nel tracciato della tangenziale (spostandola più a est) appaiono ancora meno realistiche, oltre che ancora meno utili per decongestionare il traffico cittadino.
Addirittura gravissime sarebbero le conseguenze del raddoppio di via Turati per quanto concerne la tutela del paesaggio e dei beni storico-ambientali.
Se all'interno della Giunta dovessero trovare adesione le suddette proposte sulla viabilità, si renderebbe necessaria una ben più ferma e decisa presa di posizione da parte delle forze progressiste più sensibili ai valori ambientali.

Vittorangelo Archetti
dell'esecutivo provinciale PSI

Maurilio Lovatti
dell'esecutivo cittadino PSI


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