Battaglie Sociali, periodico delle ACLI bresciane,

 15-28 febbraio 1977, pag. 10

PROBIVIRI 

     

 

UNA DECISIONE

 

Come espressamente richiesto dal Collegio provinciale dei Probiviri, portiamo gli aclisti a conoscenza del dispositivo adottato, su denuncia della Presidenza provinciale, nei confronti di Maurilio Lovatti.

Il Collegio Provinciale dei Probiviri delle ACLI bresciane, su denuncia formulata dal Presidente Provinciale Sandro Albini in data 11 gennaio 1977 nei confronti dell'iscritto Maurilio Lovatti, si è riunito, presenti tutti i suoi componenti effettivi, presso la Sede provinciale in Brescia il giorno 20 gennaio 1977, per esaminare il caso.
Il Collegio all'unanimità, ravvisa nel fatto denunciato particolare gravità e ne decide l'immediata istruttoria formulando tra l'altro le seguenti richieste:
1. Estremi della delibera della Presidenza Provinciale in merito alla denuncia presentata a questo Collegio con lettera a firma del Presidente Provinciale Sandro Albini;
2. Produzione dei documenti originali relativi al fatto denunciato e di convocare presso il Collegio il socio Maurilio Lovatti il giorno 29 gennaio c.a. alle ore 10 per contestargli la denuncia presentata nei suoi confronti in conformità all'art. 48 dello Statuto.
Il Collegio Provinciale dei Probiviri delle ACLI bresciane, ottenuta la documentazione richiesta, acquisite le dovute testimonianze e prove relative al fatto; contestato al Maurilio Lovatti la denuncia a suo carico e le prove relative al fatto in possesso del Collegio; preso atto che l'interessato ha riconosciuto l'autenticità della lettera in esame; ha ritenuto all'unanimità:
a) idonea e conforme allo statuto la procedura della denuncia;
b) essere il fatto denunciato documentato, e accertato nel corso dell'istruttoria da questo Collegio, gravemente lesivo della autonomia delle ACLI e scorretto nei confronti degli organi del movimento e quindi di dovere applicare nei confronti del socio Lovatti Maurilio l'art. 51 dello statuto;
Tutto ciò premesso, il Collegio dei Probiviri, essendo provato che Maurilio Lovatti ha inviato nello scorso gennaio c. a. al segretario provinciale di un partito politico bresciano una lettera mediante utilizzo della stampigliatura "ACLI Brescia - Via Monti, 22 - tel. 48160-48170" omissis del seguente testo: "Ti mando copia di un articolo apparso sull'ultimo numero di Battaglie sociali. Penso che sia un esempio alquanto significativo delle tendenze anticomuniste che stanno riprendendo forza all'interno della maggioranza delle ACLI. Con la speranza che l'impegno delle sinistre ACLI per contrastare tale linea sia seguito con maggior interesse. Cordiali saluti"
f.to Maurilio Lovatti

Ritenute immotivate le ragioni espresse al Collegio dal Lovatti e comunque non riferibili al testo della lettera; essendo il fatto in esame:
a) una evidente sollecitazione verso un partito politico ad intervenire nelle vicende interne delle ACLI bresciane;
b) potersi ritenere la sollecitazione contenuta nel testo della lettera, richiesta di collaborazione al rafforzamento di un gruppo interno delle ACLI bresciane ed una discriminazione preconcetta nei confronti di un altro gruppo aclista;
c) essere il fatto aggravato dall'aver strumentalizzato il Movimento mediante l'uso della stampigliatura ufficiale delle ACLI;
d) l'essere il socio Lovatti un componente dell'Esecutivo di Gioventù Aclista ed, in quanto tale, membro a titolo consultivo del Consiglio Provinciale, ed avere il Lovatti sempre potuto esprimere le proprie tesi negli organi e con gli strumenti interni del Movimento (Circoli, Consiglio Provinciale, giornale "Battaglie Sociali").
Considerate altresì alcune attenuanti rilevate nel corso dell'istruttoria;
Il Collegio Provinciale dei Probiviri delle ACLI bresciane, con voto unanime espresso nelle forme dovute, ha deciso a carico del socio Maurilio Lovatti la sospensione dalle ACLI per un anno da oggi con la conseguente decadenza dalle cariche ricoperte a qualsiasi titolo.
Quanto sopra per i fatti descritti, ritenuti dal Collegio gravemente e palesemente lesivi dell'autonomia del Movimento Aclista sancita dai Congressi di Torino e di Cagliari e deplorevoli nei confronti della corretta convivenza tra iscritti di un Movimento Operaio Cristiano.

Cosi fatto in Brescia, lì 5 febbraio 1977.

Il Consiglio Provinciale dei Probiviri delle Acli Bresciane

Maffeo Chiecca
Angela Loda
Urbano Gerola

 

 

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