Battaglie Sociali, periodico delle ACLI bresciane, giugno 2026, pag. 25

 

Ariccia 1976, formidabili quegli anni

Il congresso nazionale di Gioventù Aclista

Maurilio Lovatti

 


Tra il 26 e il 29 giugno 1976, esattamente mezzo secolo fa, si tenne ad Ariccia (Roma) il XIV Congresso nazionale di Gioventù Aclista. Tra i delegati dei giovani bresciani ricordiamo, tra gli altri, Martino Troncatti (attuale presidente regionale ACLI), Sandro Pasotti (attualmente in presidenza provinciale), Flavio Dalla Vecchia (ora don Flavio), Vanna Benini, Titta Schena, Vittorangelo Archetti, Claudio Zaniboni, Angela Sabattoli, Mario Ferrari e Luigi Troncatti.

Il presidente nazionale delle ACLI Domenico Rosati, che era stato eletto solo un mese prima, motivò le centinaia di delegati presenti con un lungo e applauditissimo discorso. Fu l'occasione della “riconciliazione” tra GA e la presidenza nazionale delle ACLI, dopo due anni di tormentato confronto e di polemiche feroci. Infatti, in occasione del referendum sul divorzio, GA si era espressa per il NO, mentre le ACLI non avevano dato indicazioni di voto, pur ribadendo il valore “cristiano e umano” dell'indissolubilità del matrimonio. Dolores Deidda, leader di GA, disse a chiusura del Congresso: “Rosati ha dimostrato di essere un presidente che sa parlare ai giovani, che sa confrontarsi con loro, che sa accettare le differenze nell'analisi dei problemi e nel giudizio giudizio politico”.

 Ho raccolto alcuni ricordi di chi ha partecipato. Martino Troncatti: “ero nella segreteria nazionale uscente di GA, con Dolores Deidda e Alberto Begnoni. Parlavamo di alternativa al capitalismo,di Compromesso Storico, di unità sindacale in una logica riformista. GA iniziava una nuova stagione. Più condizione giovanile, meno rivoluzione.” Vanna Benini: “era l'età dell'oro: tutto sembrava possibile e credevamo nella nostra capacità di costruire un mondo migliore; sono state giornate impegnative di riflessione, ma anche di divertimento, occasione per costruire o migliorare relazioni amicali e affettive”. Sandro Pasotti: “era la mia prima esperienza nazionale; mi colpì la grande speranza dei giovani per una società più giusta, nonostante il clima cupo per le stragi e il terrorismo.”
Io ricordo che l'albergo di Velletri dove dormimmo la prima notte era fatiscente e sporchissimo. Poi ci trasferirono a Torvaianica e l'albergo era sulla spiaggia. Facemmo il bagno a mezzanotte. Io mi ero allontanato a nuoto un po' troppo; non c'era la luna e quando non mi videro più, si spaventarono. Temevano che una barca mi avesse investito...

Maurilio Lovatti

 

Battaglie Sociali, giugno 2026, pag. 25

 

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