La voce del popolo, 6 giugno 2019, pag. 6

AMBIENTE

 

 

 

La marea verde in Europa

 

di Maurilio Lovatti 

 

Nelle recenti elezioni per il Parlamento europeo i verdi hanno ottenuto quasi dappertutto un grande consenso: il 20,5% in Germania, il 16 in Finlandia, il 12,8 in Francia, il 12,2 in GB, buoni risultati anche Olanda Belgio e Danimarca. In Italia un misero 2,3% e nessun eletto. A cosa è dovuta una differenza così marcata? Per tentare una possibile spiegazione è opportuno, secondo me, considerare due distinti fattori causali che si sono sovrapposti: da un lato una diversa sensibilità ambientale e dall'altro una maggior caratterizzazione ideologica dell'ambientalismo italiano.
Non si può certo dire che in Italia ci sia minor attenzione ai temi ambientali che nel resto dell'Europa Occidentale. Ne è prova, ad esempio, la grande partecipazione dei giovani studenti Italiani alle giornate per la lotta ai cambiamenti climatici promosse da Greta Thunberg. Tuttavia, per complesse ragioni di carattere culturale e sociale, l'attenzione dell'opinione pubblica italiana ai temi ambientali tende a limitarsi ad un generico consenso sui valori, che però stenta molto a tradursi in coerenti comportamenti quotidiani individuali e comunitari. Basta osservare quante persone si muovono in bici nelle città tedesche, olandesi e danesi, o con quanto scrupolo sia attuata la raccolta differenziata in quei Paesi, per cogliere la radicale differenza rispetto all'Italia, dove talvolta siamo davvero incoerenti. Sono rimasto colpito nel vedere uno studente che gridava con passione slogan sui pericoli dell'inquinamento dell'aria per la salute... mentre fumava una sigaretta!
Ma al pessimo risultato dei verdi italiani ha contribuito in maniera decisiva il carattere ideologico di gran parte dell'ambientalismo italiano, rimasto fermo a slogan sessantotteschi o ad un anticapitalismo radicale e confuso tipico dell'estrema sinistra. Invece i verdi europei non sono contrari all'alta velocità ferroviaria, e anzi si battono per potenziare il trasporto ferroviario. I Verdi in Europa puntano a limitare i danni all'ambiente attraverso l’eliminazione graduale delle energie fossili e di quella nucleare, puntando a un’Europa che utilizzi il 100% dell’energia da fonti rinnovabili e creando nel contempo posti di lavoro sostenibili. Da questo punto di vista si battono perché siano attuate azioni concrete per rispettare il traguardo della completa decarbonizzazione, già fissato dalla CEE per il 2030. Ritengono che le istituzioni europee debbano sostenere con forza la transizione verso un’economia a emissioni zero, affinché l’aumento della temperatura globale non superi gli 1,5°C, per evitare la catastrofe ambientale.

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 6 giugno 2019, pag. 6

 

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