La voce del popolo, 6 ottobre 2016, pag. 6

CREATO

 

 

 

Se la legge è buona

 

di Maurilio Lovatti 

 

Il 14 settembre è entrata in vigore la legge 166 che prevede misure per ridurre lo spreco di cibo. Finalmente un provvedimento legislativo che va nella direzione giusta, di cui si sentiva la necessità. Attualmente, infatti, in Italia si sprecano circa 108 Kg di cibo all'anno per persona. Di questo spreco enorme, circa il 58% avviene nelle fasi di produzione e distribuzione, mentre il 42% nel consumo famigliare. In Italia questo spreco ci costa lo 0,5% del nostro Pil, oltre 8 miliardi di euro. Ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari. Un costo stimato di circa 450 euro all’anno per famiglia. Il cibo sprecato basterebbe a sfamare milioni di persone, secondo la Coldiretti. Secondo l’Osservatorio sugli sprechi, a livello domestico in Italia si sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini.

La nuova legge interviene prevalentemente nel settore della distribuzione e favorisce il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale, destinandole in via prioritaria all'utilizzo umano; limita gli impatti negativi sull'ambiente mediante azioni volte a ridurre la produzione di rifiuti e a promuovere il riuso e il riciclo al fine di estendere il ciclo di vita dei prodotti e infine prevede di incentivare l'informazione e la sensibilizzazione dei consumatori e delle istituzioni sulle materie oggetto della legge stessa, con particolare riferimento alle giovani generazioni. Una legge molto buona dunque, con un unico difetto: a differenza dell'analoga legge francese, non prevede sanzioni per i i proprietari dei supermercati che mandano al macero le derrate alimentari invece che regalarle a organizzazioni caritative. Si è preferito puntare sugli incentivi che sulle sanzioni.

Ma anche una buona legge non è sufficiente a risolvere il problema. Come scrive papa Francesco nella Laudato sì "L'esistenza di leggi e norme non è sufficiente a lungo termine per limitare i cattivi comportamenti, anche quando esista un valido controllo. Affinché la norma giuridica produca effetti rilevanti e duraturi è necessario che la maggior parte dei membri della società l'abbia accettata a partire da motivazioni adeguate." (n. 211). E' dovere quindi di tutti noi evitare sprechi di cibo, evitando di comprare più di quello che ragionevolmente consumeremo, stando attenti a cucinare solo quanto si consumerà, educando i bambini a non avanzare nulla nel piatto.

 

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 6 ottobre 2016, pag. 6

 

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