La voce del popolo, 7 luglio 2016, pag. 1

EDITORIALE

 

 

 

La storia infinita della Caffaro

 

di Maurilio Lovatti 

 

Roberto Moreni, commissario straordinario del sito di bonifica della Caffaro, ha annunciato nei giorni scorsi le sue dimissioni, che diventeranno effettive solo tra sei mesi, per non causare danni ai procedimenti di risanamento dal PCB. Moreni si è dimesso in polemica con il Ministero dell'Ambiente, lamentando sia l'esigua assegnazione di fondi governativi per la bonifica, sia soprattutto la scarsità di poteri attribuita al commissario, che può solo proporre interventi e iniziative su aree private, ma non può deliberare nulla senza preventiva autorizzazione ministeriale. Moreni accusa pure l'assessore regionale Terzi per non aver accettato la proposta di circoscrivere il sito di bonifica, che avrebbe consentito interventi più efficaci, mentre non ha nulla da rimproverare all'Amministrazione comunale, che ha fatto tutto il possibile.
Pochi giorni dopo l'annuncio delle dimissioni, il Ministero ha reso disponibili altri 1,7 milioni di euro, portando così il totale dei fondi disponibili a quasi 20 milioni (compresi gli stanziamenti comunali e regionali) sempre molto pochi rispetto alle necessità.
Questa vicenda ci rammenta la gravità della situazione ambientale della nostra città: per un'efficace e completa bonifica dal PCB ci vorrebbero risorse ingentissime, inimmaginabili in questa situazione di crisi economica e di restrizioni al bilancio dello Stato. Per la tutela della salute pubblica è auspicabile che l'ASL bresciana avvii un monitoraggio epidemiologico per fornire un quadro veritiero della dimensione del rischio sanitario che incombe sulla popolazione bresciana, tenendo presente la tendenza emersa dai dati dell'Istituto Superiore di Sanità sull'aumento delle patologie cancerogene a Brescia più che nelle altre città industriali italiane.
Di fronte alle preoccupazioni per la salute dei cittadini, le forze politiche bresciane dovrebbero agire di concerto per ottenere più impegno e più fondi dallo Stato e dalla Regione. Invece sta accadendo decisamente il contrario. Hanno stupito le durissime critiche dei rappresentanti del centro-destra nei confronti dell'Amministrazione comunale, che pure in questi anni ha avviato le bonifiche di aree verdi e di giardini scolastici dal PCB, oltre alla progettazione di un intervento urgente per mettere in sicurezza il sito industriale per evitare di contaminare la falda acquifera, dopo che nei cinque anni della precedente Amministrazione, nulla era stato fatto (e, anzi, 1,5 milioni di euro stanziati dal Ministero erano stati persi perché non utilizzati). Verrebbe da esclamare: da che pulpito viene la predica!

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 7 luglio 2016, pag. 1

 

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