La voce del popolo, 27 novembre 2014, pag. 6

OPINIONI

 

 

Creato

Le priorità ambientali

 

di Maurilio Lovatti 

 

Bene ha fatto il Sindaco di Brescia, in accordo su questo con la Regione, ad opporsi all'art. 35 del decreto Sblocca Italia, che prevede di aumentare la potenza termica dell'inceneritore per bruciare rifiuti provenienti da altre regioni. Brescia è già talmente inquinata che non è il caso di farci carico delle conseguenze dell'inerzia e dell'imprevidenza delle regioni del centro sud.
Detto questo, non condivido però la richiesta di alcuni gruppi ambientalisti locali di chiudere immediatamente la terza linea dell'inceneritore. Le ragionevoli priorità per una politica ambientale mi sembrano altre:

1) è necessario eliminare definitivamente la combustione del carbone, molto inquinante, nella centrale termoelettrica di Lamarmora, nel cuore della città. Il trend in atto di riduzione del bisogno di energia termoelettrica, sia per il ristagno della domanda, sia per l'aumento di energia prodotta da fonti alternative non inquinanti come il solare, rende forse possibile anche dal punto di vista economico sostituire del tutto il carbone col metano, meno inquinante. 

2) è urgente aumentare la percentuale di raccolta differenziata. A Brescia è circa il 39%, tra le più basse tra le città del nord (a Milano ha superato il 50%) mentre la Comunità Europea ci chiede di raggiungere il 50 entro il 2020 e il 70 entro il 2030. Questo dato è aggravato dal fatto che la produzione media di rifiuti a Brescia (667 Kg per abitante all'anno) è di molto superiore alla media lombarda (477 Kg). Ovviamente chi crede ad una meccanica connessione tra presenza dell'inceneritore e la grande quantità di rifiuti indifferenziati prodotti è più ingenuo di chi crede a Babbo Natale che porta i doni ai bimbi (basti pensare che alcune province della Calabria, del tutto prive d'inceneritore, differenziano meno del 15%, mentre quasi tutti i capoluoghi dell'Emilia, regione con ben 9 inceneritori, differenziano oltre il 50% e alcuni raggiungono il 60%). Solo riducendo progressivamente la produzione di rifiuti indifferenziati, avrà senso pensare nel medio periodo ad una riduzione della potenzialità dell'inceneritore. 

3) E' necessario che per l'inceneritore si usino i migliori sistemi di filtraggio disponibili, per ridurre le emissioni e tutelare la salute dei cittadini. Per quanto l'inceneritore bresciano inquini meno di altri, qualcosa in più si potrebbe fare per ridurre le emissioni d'ossidi d'azoto. Inoltre i rifiuti sono un combustibile complesso, di composizione variabile e quindi non sono sempre prevedibili gli agenti inquinanti emessi con i fumi. Occorre pertanto rilevare altri inquinanti, oltre a quelli ora monitorati.

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 27 novembre 2014, pag. 6

 

 

 

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