La voce del popolo, 8 marzo 2012, pag. 6

OPINIONI

 

 

 

Ambiente

Convertire le menti

 

di Maurilio Lovatti 

 

 

Il comune di Brescia spende 7 milioni di euro l'anno per l'illuminazione pubblica. E' una cifra che fa riflettere. Ha senso illuminare perfettamente le strade e i parchi in piena notte, quando non c'è nessuno in giro, salvo pochi nottambuli che scambiano la notte per il giorno? Qui il problema non è politico o economico, ma investe la mentalità diffusa e le nostre aspettative: strade semibuie nel cuore della notte ci darebbero una percezione d'insicurezza. E d'altro lato una semplice riduzione dell'illuminazione non comporterebbe un significativo beneficio ambientale se nello stesso tempo non ci abituassimo a usare maggiormente lavatrici e lavastoviglie nelle ore notturne, quando il fabbisogno di corrente per l'apparato industriale è molto ridotto.
E' proprio vero: molte ferite ambientali (non tutte) potrebbero essere attenuate o eliminate tramite una conversione della mentalità. Avanzo una proposta provocatoria: tutti noi siamo abituati in quaresima ad osservare i giorni di magro (in teoria tutto l'anno, ma è praticamente caduto in disuso). Come ci ricordano i vescovi "il digiuno e l'astinenza appartengono, da sempre, alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: rispondono, infatti, al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dell'aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre. Nella penitenza è coinvolto l'uomo nella sua totalità […] l'uomo che tende al possesso e al godimento dei beni e l'uomo che avverte l'esigenza di solidarietà che lo lega a tutti gli altri uomini. Digiuno e astinenza non sono forme di disprezzo del corpo, ma strumenti per rinvigorire lo spirito, rendendolo capace di esaltare, nel sincero dono di sé, la stessa corporeità della persona."
Allora mi domando: queste stesse finalità dell'astinenza dalle carni non sarebbero meglio raggiunte se si accompagnassero al conseguimento di un bene oggettivo come quello della salvaguardia del creato? Rinunciare a fare la doccia in giorno su due, per chi è abituato a farla quotidianamente, rinunciare ad usare l'automobile quando è possibile, andando a piedi, in bici o coi mezzi pubblici, comportano un atteggiamento penitenziale, di rinuncia, sacrificio e autocontrollo, come - o forse anche più - che rinunciare alle carni il venerdì, ma in aggiunta contribuiscono a ridurre i consumi e l'inquinamento, cioè a salvaguardare la natura che Dio ci ha donato.

 

 

Maurilio Lovatti

 

 

La voce del popolo, 8 marzo 2012, pag. 6

 

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