La voce del popolo, 22 dicembre 2011, pag. 6

OPINIONI

 

 

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La conferenza di Durban

 

di Maurilio Lovatti 

 

 

Dov'è Durban? Anche se in Italia molti non l'avevano mai sentita nominare prima (una volta si chiamava Port Natal) è una città portuale di circa tre milioni d'abitanti in Sudafrica. Lì l'11 dicembre si è conclusa la conferenza dell'ONU sul clima. Una delle varie conferenze che suscitano molte speranze, e poi spesso finiscono per deluderle. La conferenza ha definito il secondo periodo del Protocollo di Kyoto (quello sulla limitazione dei gas serra) che dovrà partire alla scadenza del primo periodo, ossia dal 2013. Però gli impegni futuri dei paesi industrializzati non sono stati decisi e saranno comunicati entro maggio 2012. Si è preso atto che tre paesi escono dal Protocollo di Kyoto: Canada, Giappone e Russia (gli USA non hanno mai aderito). Kyoto, nel 1997, aveva stabilito obiettivi solo per i paesi industrializzati, che allora erano responsabili della maggioranza delle emissioni serra. Oggi però le parti si sono rovesciate: i paesi emergenti inquinano più degli altri e la Cina ha sorpassato gli Stati Uniti nella classifica delle emissioni d'anidride carbonica, il più importante dei gas serra che moltiplicano alluvioni, uragani e siccità.
Qualche passo avanti si è fatto: è stata approvata l'aggiunta del trifluoruro d'azoto (NF3) nella lista di gas-serra da limitare nelle emissioni; sono stati deliberati gli elementi fondamentali del Fondo Climatico Verde, e indicati i paesi nei quali sarà messo in opera entro il 2012; l'anno prossimo diventerà operativo il Meccanismo Tecnologico per lo sviluppo e la condivisione di soluzioni (si rafforza cioè la cooperazione internazionale sul clima); sono state adottate nuove regole di conteggio degli assorbimenti ed emissioni di gas serra per le foreste nei paesi ricchi. E' una decisione molto importante perché rappresenta uno degli argomenti tecnicamente più controversi dell'intero negoziato. Questa decisione è fondamentale affinché paesi come Australia e Nuova Zelanda possano partecipare al secondo periodo d'impegno del Protocollo di Kyoto.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Di fronte al rapido riscaldamento del pianeta e ai crescenti disastri causati dal clima è troppo poco; tuttavia quando si valutano i risultati di una conferenza come quella di Durban, bisogna tener presente che il negoziato è sempre lento e difficile, ma rappresenta anche l'unica strada che possiamo percorrere per un futuro più giusto.

 

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 22 dicembre 2011, pag. 6

 

 

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