La voce del popolo, 7 luglio 2011, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

Viva la bicicletta

 

di Maurilio Lovatti 

 

 

Le centinaia e centinaia di ciclisti confluiti in Piazza Loggia il 21 giugno, per protestare contro le multe comminate per il parcheggio delle biciclette fuori dalle apposite rastrelliere, sono solo un segno di quanto ormai sia ampia la diffusione di mezzi di trasporto ecologici ed economici, com'è la bicicletta.
Storicamente a Brescia l'uso della bicicletta non è mai stato diffuso come in altre città del centro-nord, almeno a partire dagli anni del boom economico. In questi ultimi anni però la tendenza si sta gradualmente invertendo. Spostarsi in bicicletta non inquina l'aria, fa bene alla salute, rende più fluido il traffico automobilistico (quasi sempre una bici in più corrisponde ad un'auto in meno che circola), consente di accedere in pratica dappertutto, non ha - o non dovrebbe avere - problemi di parcheggio. Per le distanze medie urbane, fino a 5-6 km, negli spostamenti da casa al lavoro o alla scuola, è certamente il mezzo di trasporto più rapido.
E' uno dei casi in cui l'ottenimento di vantaggi personali, in termini di tempo e risparmio economico, si combina agevolmente al perseguimento del bene comune (riduzione dell'inquinamento atmosferico e risparmio energetico). L'uso della bicicletta è un tipico comportamento virtuoso che ci aiuta a salvaguardare il creato.
Per diffondere ulteriormente l'uso della bicicletta sono però auspicabili altri interventi da parte degli Enti Locali. In primo luogo la realizzazione di nuove piste ciclabili in sede propria o comunque ben separate dal traffico automobilistico: chi viaggia in bici sovente si trova in situazioni di pericolo (pensiamo ad esempio alle rotonde) e in caso d'incidente il ciclista è il soggetto più a rischio. In secondo luogo va cambiato anche il modo di realizzare le piste ciclabili: attualmente troviamo in numerose piste ciclabili, sia in città sia in provincia, dei cordoli in granito ortogonali alla direzione di marcia. Sono belli esteticamente, ma determinano spesso dei piccoli dislivelli, spesso dei veri e propri gradini, che danneggiano le biciclette quando la velocità è sostenuta (forature, danni ai raggi, ecc.) e che possono provocare cadute o sbandamenti pericolosi. In terzo luogo va facilitata la sosta gratuita dei cicli ovunque, assicurando la facile accessibilità dei luoghi d'aggregazione sociale.
Infine è importantissima la dimensione educativa. Ancor oggi molti giovani delle scuole superiori preferiscono farsi accompagnare a scuola in macchina dai genitori, piuttosto che recarvisi in bici, quasi come se percepissero l'uso della bici come poco in, poco elegante e dignitoso. Certo si tratta di pregiudizi in declino, ma non ancora del tutto estirpati.

 

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 7 luglio 2011, pag. 6

 

 

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