La voce del popolo, 24 marzo 2011, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

Ancora sul nucleare

 

di Maurilio Lovatti 

 

Pochi conoscono il piccolo lago di Karachay, negli Urali del Sud in Russia, il luogo più contaminato del mondo: basta soffermarsi un'ora sulle sue rive per essere certi di morire. Nelle vicinanze di questo lago, vi è la centrale atomica di Mayak, ora in gran parte dismessa e utilizzata per lavorare le scorie radioattive. Si calcola che ospiti circa 36 milioni di mc di liquidi radioattivi.
Il problema delle scorie è un difetto enorme delle centrali nucleari: tutte le centrali attualmente in funzione, di seconda e terza generazione, producono tonnellate di scorie radioattive che resteranno attive per un periodo che va dai 20 mila ai 150 mila anni. Scorie completamente ingestibili, poiché risulta materialmente impossibile determinare la sicurezza dei siti di stoccaggio. Forse in futuro il problema sarà ridotto con le centrali di quarta generazione, che però saranno realizzabili solo dopo il 2040, quando si spera che la diffusione di fonti alternative renda non indispensabile il nucleare.
Le quattro centrali che il governo vorrebbero costruire in Italia utilizzeranno la tecnologia del reattore francese EPR, per il quale le Agenzie per la sicurezza nucleare di Francia, Finlandia e Gran Bretagna avevano individuato (nel 2009) problemi nei sistemi di sicurezza. Va inoltre tenuto presente che Paesi avanzati, come la Germania, stanno gradualmente uscendo dal nucleare e, anziché pensare a costruire nuove centrali, stanno investendo massicciamente nelle fonti alternative.
La recente tragedia giapponese ha solo reso più evidente la pericolosità delle centrali nucleari: in questi giorni, nel disperato tentativo di evitare il disastro centinaia di uomini stanno sacrificando la loro vita. Forse qualcuno può pensare che in Italia terremoti e ondate di quell'entità sono alquanto improbabili, ma le minacce alla sicurezza possono arrivare anche da altre cause, come attentati terroristici, che purtroppo non si possono mai escludere del tutto. La sicurezza, la salute, la vita delle persone sono valori non negoziabili: non possono essere barattati per qualche (presunto) risparmio della bolletta energetica! Il creato è "un giardino meraviglioso" che Dio ci ha donato e che dobbiamo consegnare integro alle future generazioni: ogni contaminazione irreversibile della natura è un crimine contro l'umanità.
Ogni centrale nucleare costerà circa 7 miliardi di euro: pensiamo a quanti investimenti in fonti energetiche alternative si possono sviluppare con questi fondi. L'Italia è idonea per la sua collocazione geografica a produrre energia sfruttando il fotovoltaico, ma il governo dovrebbe almeno evitare di tagliare gli incentivi!
Per fortuna il 12 giugno c'è il referendum: se tutti andremo a votare (contribuendo al raggiungimento del quorum) potremo definitivamente affossare questa folle, pericolosa intenzione di tornare al nucleare!

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 24 marzo 2011, pag. 6

 

 

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