La voce del popolo, 4 dicembre 2009, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

L'acqua è vita

di Maurilio Lovatti 

 

 

L'acqua è vita. "L'acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore - ha scritto recentemente il vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro - ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra, fatta ad immagine di Dio, che dall'acqua trae esistenza, energia e vita." E il 16 luglio Benedetto XVI ha affermato: "Riguardo al diritto all'acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l'acqua unicamente come bene economico."
Le parole del Papa e dei Vescovi non sono state ascoltate della maggioranza del parlamento italiano che, il 19 novembre (con 302 deputati a favore e 263 contrari, dopo che il governo aveva posto la fiducia) ha approvato definitivamente il decreto Ronchi, che nell'ambito di norme volte a ridurre la presenza dei Comuni nelle società che operano nei servizi pubblici, contiene la privatizzazione della gestione delle reti idriche. La scelta di affidare ai privati la gestione dell'acqua è motivata ufficialmente sia dall'esigenza di favorire una maggior concorrenza, sia dall'aspettativa che l'intervento dei privati possa portare quei 60 miliardi d'investimenti necessari per risistemare tubature e fogne (su 100 litri captati alla sorgente solo 63 arrivano in media nelle case italiane, gli altri vanno dispersi per le perdite delle reti distributive).
Dai consumatori arriva una prima stima dei rincari: la liberalizzazione dell'acqua prevista nella nuova legge porterà ad aumenti significativi. Si profila una vera e propria stangata, dicono Codacons, Mdc, Adiconsum. Nel giro di 3 anni, alla fine di questo processo di privatizzazione, il rischio concreto è rappresentato da un aumento medio del 30% delle tariffe. Così l´onere per le famiglie potrebbe passare dai 268 euro d'esborso medio del 2009, considerando un consumo annuo di 200 metri cubi d´acqua, ai 348 euro all'anno del 2012.
Ma non è solo un problema economico: soprattutto al Sud, nelle regioni dove sono potenti le mafie e la criminalità organizzata, come mostrano le vicende dello smaltimento dei rifiuti, l'affidare a società private la gestione di delicati servizi pubblici porta a gravi infiltrazioni criminose, all'aumento della corruzione, a pesanti conseguenze per i cittadini. Il rischio è di passare dalla padella alla brace!
Durissima la reazione di diverse Regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Marche stanno affilando le armi e pensano ad un ricorso alla Corte Costituzionale per stoppare la privatizzazione. E pensare che un disegno di legge di iniziativa popolare per evitare la privatizzazione dell'acqua, con oltre 400.000 firme, era stato presentato lo scorso anno, ma la maggioranza parlamentare lo ha tranquillamente ignorato.

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 4 dicembre 2009, pag. 6

 

 

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