La voce del popolo, 8 maggio 2009, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

Politici disattenti

di Maurilio Lovatti 

 

 

I politici italiani, e non solo loro, sono molto disattenti sui temi che riguardano l'ambiente e la salute dei cittadini. Non è un luogo comune, purtroppo: questa tesi può essere giustificata con molti esempi. Il più sorprendente mi sembra quello del cromo nell'acqua.
Il cromo è un metallo che si presenta in varie forme (stati d'ossidazione) le più stabili e diffuse sono il cromo trivalente e quello esavalente. Il cromo trivalente, in piccola quantità, è utile per la salute, poiché serve per il metabolismo degli zuccheri (un'eventuale carenza di cromo influenza la capacità dell'insulina di regolare il livello di glucosio nel sangue); solo oltre certi limiti può divenire tossico.
Invece il cromo esavalente è sempre dannoso per la salute. I composti del cromo esavalente sono molto tossici se ingeriti; sono irritanti per gli occhi, la pelle e le mucose, ed un'esposizione cronica ad essi può causare danni permanenti agli occhi. L'inalazione di composti di cromo esavalente può provocare ulcerazione e perforazione delle membrane mucose del setto nasale, irritazione di faringe e laringe, bronchiti asmatiche, broncospasmsi, edema, insufficienza epatica e renale e alterazioni del materiale genetico. E, soprattutto, il cromo esavalente è un fattore cancerogeno per gli esseri umani.
Per questo, fin dal 1958, l'Organizzazione mondiale della sanità consigliò una concentrazione massima ammissibile per il cromo di 50 microgrammi per litro nell'acqua potabile (senza distinzione tra quello trivalente e quello esavalente) e questo è tuttora il limite di legge.
Tuttavia, negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sui danni provocati dal cloro esavalente, e quindi, ragionevolmente, il decreto legislativo 152/2006 ha fissato per le acque di scarico industriale a scopo irriguo un limite di cromo esavalente di 5 microgrammi per litro. Tuttavia il legislatore si è "dimenticato" di ridurre il valore anche per l'acqua potabile. Ci troviamo di fronte a questo paradosso: una ditta di Castelletto d'Orba (AL) imbottiglia e vende acqua minerale, consigliata per "la preparazione di alimenti per lattanti" con 23 microgrammi di cromo esavalente per litro (dichiarati sull'etichetta), con la bella conseguenza che l'acqua minerale in questione, se fosse uno scarico industriale, sarebbe inquinante e fuori legge per l'uso irriguo, mentre rispetta i limiti per la potabilità! Anche in alcuni pozzi dell'acquedotto comunale di Brescia sono state rinvenute concentrazioni di cromo esavalente attorno ai 20 microgrammi per litro. Se fosse acqua di scarico sarebbe inquinante, ma per la legge è perfettamente potabile!

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 8 maggio 2009, pag. 6

 

 

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