La voce del popolo, 27 marzo 2009, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

Cambiare stile di vita

di Maurilio Lovatti 

 

 

Se in autostrada vediamo un grave incidente sull'altra corsia, ci viene spontaneo rallentare. Il pensiero delle irreparabili conseguenze di un piccolo errore c'induce alla prudenza. Ma i buoni propositi solitamente durano poco, e dopo qualche chilometro riprendiamo a correre come prima. Qualcosa di simile avviene per la crisi economica: crolli di borsa, disoccupazione crescente e pericoli di fallimento, inducono le autorità politiche e l'opinione pubblica a riflettere sul modello di sviluppo e a fare buoni propositi di razionalizzazioni, di correzione degli errori ed eliminazioni degli sprechi. Anche se, quando il peggio sarà passato, c'è il rischio che tutto torni sostanzialmente come prima. Ma la crisi economica può anche essere l'occasione d'autentici cambiamenti.
Il nostro attuale stile di vita è caratterizzato da molti sprechi. Sprechi energetici, innanzi tutto, ma anche uso indiscriminato delle risorse, scarso riciclo dei rifiuti, abitudini sbagliate nella mobilità. Allora la crisi economica può e deve diventare occasione di cambiamenti virtuosi. La politica deve fare la sua parte, ad esempio favorendo con incentivi più sostanziosi l'isolamento termico degli edifici e la produzione e l'uso di veicoli meno inquinanti. Poiché soldi pubblici devono essere usati per rilanciare la produzione, almeno usiamoli per difendere l'ambiente! Ma molto possiamo fare anche noi semplici cittadini. Durante una recente gita scolastica a Berlino, sono rimasto sorpreso nel vedere quante biciclette circolavano, anche nelle ore serali, nonostante il clima molto più freddo e piovoso del nostro. Perché nelle nostre città le bici spariscono quasi completamente in inverno?
Spostarsi di più a piedi o in bicicletta; utilizzare i mezzi pubblici, evitare spostamenti inutili, prestare maggior attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, scaldare un po' meno le case, magari vestendosi un po' di più, lavare i vestiti solo quando sono veramente sporchi, e così via: sono molti i modi con cui ognuno di noi può contribuire a ridurre i danni ambientali e a migliorare la qualità della vita. Un cambiamento di mentalità è' necessario, e la scuola, le parrocchie e le altre agenzie educative possono svolgere un ruolo determinante.
Anche la composizione dei consumi può essere cambiata. Se è vero che l'economia capitalistica presuppone inevitabilmente un continuo aumento dei consumi, perché la crescita della domanda è condizione necessaria per non ridurre l'occupazione a fronte della crescente automazione delle fabbriche, un riorientamento dei consumi è sempre possibile. E' possibile spendere di meno per automobili, barche da diporto, vestiti, gioielli, e di più per libri, dischi, computer, cibi sani, vini di qualità, attività sportive e simili. La crisi può divenire veramente occasione di cambiamento virtuoso: basta volerlo!

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 27 marzo 2009, pag. 6

 

 

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