La voce del popolo, 5 dicembre 2008, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

Una svolta ambientalista

di Maurilio Lovatti 

 

L'elezione di Barack Obama a 44° Presidente degli Stati Uniti d'America riempie di speranza la mente e il cuore di tutti coloro che si preoccupano per le sorti del nostro pianeta, di che ritiene che l'emergenza ambientale sia (insieme alla fame nel mondo) il più rilevante dramma del nostro tempo.
Se Obama manterrà fede alle promesse della campagna elettorale, il suo governo attuerà una radicale svolta in campo energetico. L'attuale modello di sviluppo americano, basato sul petrolio e sul nucleare, sarà profondamente modificato: le fonti energetiche rinnovabili, in particolare l'eolico e il solare, saranno molto sviluppate, con un investimento complessivo di circa 150 miliardi di dollari. Il suo obiettivo dichiarato è di raggiungere l'indipendenza degli USA dal petrolio e ridurre dell'80% le emissioni dei gas inquinanti entro il 2050. Inoltre gli USA aderiranno finalmente al protocollo di Kyoto.
Va osservato che le scelte ambientali costituiscono un fattore indispensabile della nuova politica economica prospettata da Obama. Le politiche liberiste e la deregulation voluta dall'Amministrazione Bush (sia detto per inciso: il peggior Presidente americano dai tempi di Herbert Hoover, 1929-32) sono una delle cause principali della attuale grave crisi dell'economia mondiale. Per uscire da questa situazione, Obama intende investire somme cospicue sull'ambiente, col duplice risultato di ridurre l'inquinamento e di usare la crescita della domanda interna determinata dagli investimenti pubblici come volano per rilanciare l'economia. Si tratta in fondo di riproporre, aggiornandole, le strategie del New Deal del presidente Roosevelt, anch'egli del Partito democratico, che salvarono l'economia mondiale dopo il crollo di Wall Street nell'ottobre del 1929.
Infatti, come insegnava l'economista Keynes, un qualsiasi investimento pubblico provoca una crescita della domanda complessiva, e quindi contribuisce al rilancio dell'economia a condizione che il deficit dello Stato sia basso. Tuttavia c'è investimento e investimento. Spendere per l'energia pulita, per ridurre l'inquinamento, significa investire anche per le future generazioni, per evitare di consegnare loro un pianeta irrimediabilmente degradato.
La speranza è che su questa linea gli USA possono trainare tutto il pianeta. Si ripete spesso che per salvaguardare il creato serve il responsabile impegno di noi tutti nelle scelte quotidiane: è assolutamente vero. Ma sono anche indispensabili scelte lungimiranti della politica: per questo l'elezione di Obama è una grande speranza per l'umanità.

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 5 dicembre 2008, pag. 6

 

 

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