La voce del popolo, 29 agosto 2008, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

La festa del creato

di Maurilio Lovatti 

 

La Chiesa Cattolica italiana celebra il primo settembre la Giornata per la salvaguardia e la difesa del creato. Le singole parrocchie, in funzione delle locali esigenze pastorali, possono celebrare la giornata in una qualsiasi domenica di settembre. L'iniziativa nasce da una proposta formulata nel 1989 dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Dimitrios, che ha trovato ampia risonanza in ambito ecumenico. Essa è stata ripresa dalla II Assemblea Ecumenica europea di Graz del 1997 e nel 2001 dalla Carta ecumenica di Strasburgo, che ha invitato a diffonderne la celebrazione. La sua accoglienza da parte della Chiesa italiana testimonia la volontà di condividere la sensibilità ecumenica per i temi ambientali.
Questo è il terzo anno la in cui la festa è celebrata anche in Italia e la Conferenza episcopale italiana ha deciso di porre l'attenzione sul tema della terra come casa comune a tutti gli uomini. Oggi la Terra è minacciata da un degrado ambientale di vasta portata, in cui l'eccessivo sfruttamento di risorse, come quelle energetiche, s'intreccia con varie forme di inquinamento. Spesso tali minacce colpiscono anzitutto i soggetti più poveri, che sono meno in grado di difendersi dalle loro conseguenze. Numerosi conflitti che agitano le diverse aree del pianeta presentano - in misura più o meno grande - una componente ambientale.
Emerge dalla questione ambientale una triplice esigenza di giustizia: verso le future generazioni, verso i poveri, verso il nostro pianeta stesso. In particolare per noi che viviamo nella società "sviluppata", è necessario un profondo rinnovamento delle nostre forme di consumo. Occorre un nuovo stile di sobrietà, capace di conciliare una buona qualità della vita con la riduzione del consumo di ambiente, assicurando così un'esistenza dignitosa anche ai più poveri e alle generazioni future. È il richiamo formulato dal Santo Padre in occasione della Solennità dell'Epifania 2008: c'è bisogno di "preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi ed alla miseria di molti".
Si apre qui uno spazio importante per l'impegno delle comunità ecclesiali: la dimensione educativa, che da sempre caratterizza la loro azione, oggi deve esprimersi anche nella capacità di formare a comportamenti sostenibili. Si tratta, in particolare, di ridurre quei consumi che non sono realmente necessari e di imparare a soddisfare in modo ragionevole i bisogni essenziali della vita individuale e sociale.
Un efficace rinnovamento delle pratiche personali, familiari e comunitarie, non potrà realizzarsi senza una vera e propria "conversione ecologica", cioè senza uno sguardo rinnovato sulle nostre esistenze e sui beni che le caratterizzano. Tale processo potrà trovare alimento in una spiritualità eucaristica, capace di promuovere l'apprezzamento e la gratitudine per quanto c'è dato, orientandoci a gustare con saggezza la densità dei beni della creazione, senza cedere alla tentazione che induce a volerne sempre di più.

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 19 agosto 2008, pag. 6

 

 

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