La voce del popolo, 18 luglio 2008, pag. 6

OPINIONI

 

 

Ambiente

La strategia rifiuti zero

di Maurilio Lovatti 

 

Negli Stati Uniti, più esattamente nel Colorado, c'è un'impresa, la Ecocycle, che nel 2007 ha realizzato circa 4 milioni di dollari di utile, semplicemente riciclando rifiuti e seguendo la strategia rifiuti zero (si veda www.ecocycle.org). La strategia rifiuti zero si basa sul principio che il rifiuto è una ricchezza e che tutto può essere riciclato, ovviamente con costi molto diversi secondo il materiale: i grandi utili derivanti dal riciclo di alcuni materiali, come l'alluminio o il vetro, vengono in parte reinvestiti per il riciclo di rifiuti "diseconomici", nel senso che il valore del prodotto finito è inferiore alle spese di recupero. In questo modo, riciclando tutto, non c'è bisogno né di inceneritori, né di discariche. E, infatti, in diversi Stati degli USA non si costruiscono più inceneritori. La strategia rifiuti zero, inoltre, se attuata su larga scala, comporta notevole risparmio energetico (fabbricare ad esempio una bottiglia partendo da vetro riciclato, piuttosto che dalla sabbia, richiede molto meno energia) con ovvi benefici ambientali.
Perché la strategia rifiuti zero non è attuata anche in Italia? Perché questa politica funzioni, servono in particolare tre condizioni essenziali: la raccolta differenziata porta a porta e precise normative di legge sulla ricuperabilità degli imballaggi e delle confezioni e sugli scarti delle lavorazioni industriali. Per fare un solo semplice esempio: le attuali confezioni del latte, tipo tetrapak, sono costituite oltre che da carta e da polietilene (un tipo di plastica) anche da un sottilissimo strato di alluminio che, per essere separato dalla carta, richiede costi molto alti. Per attuare il recupero totale bisognerebbe da un lato obbligare per legge chi produce le confezioni a rispettare criteri che rendano economico il riciclo e dall'altro favorire il minor uso di confezioni, agevolando la distribuzione di prodotti alimentari sfusi (esistono già a Brescia dei distributori alla spina di latte, altre bevande, ma anche detersivi, shampoo, ecc., anche se sono poco usati).
In astratto la strategia rifiuti zero non sarebbe difficile da attuare, se ci fosse la volontà politica. In pratica occorre tener conto che attorno al trattamento dei rifiuti speciali, alla costruzione di inceneritori, alla gestione delle discariche, gravitano ingentissimi interessi economici, spesso legati alla criminalità organizzata. Inoltre una efficace raccolta differenziata richiede una collaborazione dei cittadini e un minimo di senso civico e di consapevolezza ambientale. Per ora il cittadino bresciano dalla politica (Governo, Regione, Comune) ricava solo delusioni: nonostante le promesse in campagna elettorale, l'inceneritore di Brescia smaltirà migliaia di tonnellate di rifiuti campani.

 

Maurilio Lovatti

 

La voce del popolo, 18 luglio 2008, pag. 6

 

 

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