Sud Informa, n. 3, giugno 2010, pag. 5

 

 

Un'insolita serata filosofica

di Maurilio Lovatti 

 

Nell'ambito della Rassegna culturale della Circoscrizione Sud di Brescia (l'Albero della Sud), giovedì 25 febbraio 2010, alle ore 20.30, nell'Auditorium Livia Bottardi della Scuola media Bettinzoli, si è svolta una "Serata filosofica" sul tema: ragione e sentimento nelle scelte dell'uomo. L'insolito tema, almeno per una rassegna culturale decentrata, costituiva una sorta d'esperimento per verificare se era possibile e realistico affiancare argomenti più impegnativi, anche se trattati in maniera accessibile per un pubblico non specialista, alle tradizionali iniziative culturali di circoscrizione, come proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali, concerti, mostre e serate di danza, che vanno incontro ai desideri più diffusi tra i cittadini. La scelta di temi filosofici attinenti l'etica, si spiega con il desiderio di affrontare argomenti anche complessi e difficili, ma che possano collegarsi con l'esperienza di vita quotidiana di ognuno di noi. Infatti, tutti noi ogni giorno dobbiamo compiere delle scelte, talvolta facili e immediate, altre volte difficili o incerte, che ci fanno pensare molto. Tutti noi abbiamo dei criteri morali che ci permettono di valutare come buone o cattive le nostre azioni, ma non sempre ne siamo consapevoli: la morale o etica è appunto quell'insieme di conoscenze che ci permette do orientare il nostro agire, di giustificare e spiegare le nostre scelte in conformità a precetti (regole, comandamenti) di carattere generale, cioè che supponiamo valide per tutti (universali). Nelle nostre scelte interviene sicuramente la ragione, ma anche le emozioni (brevi e intense) e i sentimenti (più duraturi e strutturati) svolgono un ruolo importante.
La serata è stata introdotta dall'avv. Luca Feroldi, presidente della commissione cultura della Circoscrizione Sud, ed è proseguita con un dialogo tra me e il collega prof. Franco Manni, docente di filosofia al Liceo Leonardo di Brescia, prima di lasciare spazio ai numerosi interventi del pubblico. Nel dialogo tra me e il collega, dopo una stringata definizione di ragione e sentimento, abbiamo riassunto le concezioni filosofiche che su questo tema si sono susseguite nella filosofia occidentale, dagli antichi greci ad oggi. Abbiamo richiamato il pensiero di Socrate, Platone, Aristotele e degli stoici, abbiamo esaminato la concezione cristiana e poi il pensiero moderno, in particolare l'illuminismo, con Hume e Kant, il romanticismo e la psicanalisi di Freud. Da questo esame è emerso che il rapporto tra ragione e sentimento è stato valutato dai filosofi in modi alquanto differenziati e spesso antitetici. Non solo, ma anche autori che concordavano nell'assegnare un primato assoluto alla ragione, come Platone, gli stoici o Kant, lo facevano con motivazioni diverse e partendo da differenti visioni dell'uomo. Così il pensiero di coloro che hanno rivalutato e sottolineato il ruolo del sentimento, come i romantici o Freud, ha avuto esiti molto diversi, come da un lato le tendenze irrazionalistiche di una parte del Romanticismo europeo, e dall'altro il tentativo di una comprensione razionale dell'inconscio e del ruolo delle passioni da parte della psicanalisi. Questa ricostruzione storica, molto sintetica, era essenzialmente finalizzata a mostrare come la comprensione razionale delle nostre azioni (degli scopi a cui sono indirizzate, delle regole alle quali si ispirano, delle responsabilità individuali e collettive che esse comportano) non è mai indipendente dalla cultura e dalla mentalità in cui siamo inseriti. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, il nostro modo di concepire la realtà e il nostro ruolo nelle relazioni con gli altri sono profondamente inseriti nell'eredità culturale che abbiamo ricevuto dalle epoche passate. Bernardo di Chartres, nove secoli fa, affermava che gli uomini sono come nani sulle spalle dei giganti: la nostra ragione potrà essere tanto più efficace e lungimirante quanto più saremo consapevoli del pensiero dei grandi del passato. In questa luce abbiamo cercato di mostrare come la conoscenza della filosofia possa servire ad illuminare e rendere più consapevoli le nostre scelte.
Nell'ampio e partecipato dibattito che ne è seguito, durato circa un'ora, abbiamo avuto l'occasione di toccare altri temi, come per esempio l'importanza del cristianesimo per la cultura occidentale, il significato e il valore della libertà umana e i condizionamenti che essa può subire, il valore e il primato della ragione, la distinzione tra ragione teoretica e quella pratica. Alcuni studenti presenti hanno successivamente steso una sintesi della serata, che è stata pubblicata su internet. Penso che da questa esperienza si possa trarre l'insegnamento che è possibile trattare anche nelle iniziative culturali decentrate dei temi impegnativi. E' però necessario che i temi da affrontare si colleghino con l'esperienza concreta di vita delle persone o che rispondano al desiderio di chi vorrebbe rivedere argomenti studiati anni prima a scuola (con quei caratteri di nozionismo o di specializzazione che spesso caratterizzano l'insegnamento) in una luce nuova, che possa magari creare la curiosità per nuovi studi o approfondimenti personali. Questi dovrebbero essere i caratteri di un'autentica divulgazione, non banalizzante o superficiale. Spero che in futuro tentativi simili posano essere fatti anche per altre discipline diverse dalla filosofia.

 

 

Maurilio Lovatti

 

Sud Informa, n. 3, giugno 2010, pag. 5

 

 

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