Maurilio Lovatti

Il caso di Mario Rossi (1954): testimonianze, documenti, lettere

 

Le deviazioni dottrinali di Mario Rossi secondo la Congregazione del Sant'Uffizio
(citazione dallo scritto di Maria Cristina Giuntella)

 

 

 

 

In una nota riservata la Congregazione del Sant'Uffizio spiegava ai vescovi cosa si intendeva per deviazioni dottrinali, perché essi potessero fornire chiarimenti confidenziali e privati a dirigenti e assistenti della loro diocesi; tra l'altro molti dirigenti locali, e intere giunte diocesane, disorientati e talora disgustati, dalle polemiche della stampa e dai commenti poco chiari e spesso affrettati anche di organi cattolici, avevano avanzato ai propri vescovi e a Roma richieste di chiarimenti e di delucidazioni su tali "deviazioni dottrinali"; innanzitutto, si chiariva nel documento, esse erano limitate ad alcuni ambienti e ad alcune persone responsabili, ma avrebbero potuto dare origine "fra i giovani meno preparati, ad atteggiamenti e stati d'animo pericolosi per la fede, se le Autorità competenti non ne avessero impedita la diffusione". In primo luogo si era riscontrata "una certa confusione tra i concetti di"sacerdozio" e di "laicato", con una sopravvalutazione di questo a scapito di quello"; inoltre - proseguiva il documento - si era manifestata una certa ignoranza e incomprensione della dottrina e dell'azione della Chiesa in campo sociale e un "accostamento a formule, metodi e programmi di intonazione marxista"; queste tendenze, secondo il Sant'Uffizio, erano state favorite da carenze di istruzione religiosa e "da un apparato culturale non di rado mutuato da una letteratura estranea o contraria alla sana tradizione del pensiero cattolico, con la ricerca esagerata di un linguaggio originale, spinto fino al paradosso, imprecisa e nebulosa". Si invitavano quindi i vescovi a insistere su alcuni punti della dottrina cattolica:
1) La distinzione netta del laicato dal clero "al quale soltanto è affidato il regime della Chiesa".
2) La subordinazione "sincera e totale" degli iscritti all'Azione Cattolica al papa e ai vescovi non solo in materia religiosa ma anche in quella etico-sociale e disciplinare.
3) La dipendenza dei problemi politici ed economico-sociali da quelli dottrinali.

 

 

Fonte: Istruzione agli Ordinari d'Italia circa la Gioventù italiana d'Azione Cattolica, allegato alla lettera del card. Adeodato Piazza, presidente della Commissione episcopale per l'Alta Direzione dell'Azione Cattolica, Roma 15 maggio 1954, Archivio centrale d'AC, b. Giac, tratto da M. C. Giuntella, Cristiani nella Storia. Il caso Rossi, in A. Riccardi (ed.), Pio XII, pag. 347-377. Il brano riportato è alle pag. 364-365. La fonte è indicata alla n. 67 di pag. 375.

 

 

 

 

 

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