Maurilio Lovatti

Il caso di Mario Rossi (1954): testimonianze, documenti, lettere

 

Udienza privata concessa da Pio XII a Mario Rossi, 26 aprile 1953

 

 

 

 

Roma-Vaticano, 26 aprile, venerdì, ore 11,45-12,20, 2° udienza privata. Porto un album bianco con le fotografie dei corsi tenuti in questi mesi dalla mia presidenza: corsi per rurali, operai, professionisti, presidenti diocesani, consulte, ecc. Appena entrate m'inginocchio secondo il rito. Lo spazio che mi separa dalla scrivania è breve, per cui non faccio a tempo che a inginocchiarmi una seconda volta quando bacio l'anello. Il Papa è seduto ed è serio, mi offre la mano e poi mi accenna a sedermi alla sua sinistra. Io resto in ombra, mentre la luce arriva dalla finestra direttamente al Papa. C'è un attimo di sospensione. Gli porgo l'album. Lo apre e subito fissa l'attenzione su mons. Sargolini. "Lei ha proposto di cambiare l'assistente?". Lo guardo sospeso. Non pensavo che l'udienza iniziasse con un argomento così spinoso. Spiego che io non intendevo fare proposte, ne avevo parlato con mons. Montini. Mi corregge: "No, lei ha scritto una lettera a mons. Montini, però non si è inteso con il prof. Gedda". Mi trovo impacciato. Spiego che avevo sentito voci per una sostituzione dell'assistente, che [avendo] domandato se quello di cui si parlava conosceva la gioventù, mi si rispose che non la conosceva, che era anziano, ecc.. sicché scrissi in un momento di perplessità sperando di essere interpellato prima di nominare un collaboratore così diretto e importante. Il S. Padre è solo preoccupato che non succeda un dissidio, mi dice che Lui non li conosce gli assistenti e che veda di andare d'accordo con Gedda. Non mi resta quasi il tempo di aggiungere che io non intendevo fare una proposta: tengo a chiarire tuttavia (e lo faccio con calore) che oggi il più preparato in Italia mi pare don Paoli. Col che io confermo ciò che scrissi nella lettera. Il colloquio si fa più affettuoso. Si parla del momento attuale. Votare Democrazia cristiana, "non certo perché sia il partito desiderabile nè perché sia privo di errori", ma è l'unico che dà qualche garanzia religioso-morale. Altri partiti? Il Santo Padre accenna ai monarchici. Al che io aggiungo che monarchici e massoneria sono stretti parenti. Il Santo Padre condivide, anzi aggiunge che la storia del parlamento di questi ultimi anni non dà certo affidamento per i monarchici. Silenziosamente annoto la possibilità che il S. Padre si propone solo verso destra. Mi invita a recitare Regina coeli (io la recito in ginocchio, bisognerebbe recitarla in piedi, la recita anche Lui in ginocchio). È bello questo momento, soli, in ginocchio, vicinissimi, uniti alla Mamma. Si alza. Rinnova l'invito a sedermi. Mi parla della sua salute: la penicillina-ipovitaminosi. Poi ritorniamo ai fatti. Le porgo i resoconti del tesseramento. Quasi 40 mila tesserati in più. Si congratula vivamente. Le porgo un foglio con la nostra azione civica. Legge attentamente e fa cenni di assenso profondo. Si vede chiarissimamente che il suo interesse è politico-sociale. Parliamo della libertà. Mi invita a far conoscere l'enciclica sulla libertà di Leone XIII. Parliamo della stampa. È costretto a vedere anche in giornali indipendenti tante fotografie, tante cose indegne... e la legge sulla stampa? Riprende il discorso sui Comitati civici: "non sono Azione cattolica, sono una idea geniale di Gedda". Io rispondo che sui Comitati civici i giovani sono molto perplessi perché non sanno esattamente cosa siano non essendo né partito ("No, non sono partito") né Azione cattolica ("No, non sono Ac"). Mi rimanda al suo discorso ai Civici riportato dall'Osservatore Romano che io avevo letto e che mi aveva lasciato perplesso. L'ultima parte dell'udienza è bella. Domando cosa devo dire ai giovani; domando che consigli dà a me personalmente. Ai giovani: dottrina e purezza di vita. A me: esemplarità e fedeltà. L'assicuro sull'unità fra noi laici nel momento attuale. Affettuosamente mi benedice (in ginocchio vicino alla sua poltrona sento un affetto doloroso). Porgendomi alcune corone del Rosario mi accomiata. Sono le 12,20. Mons. Callon di Vignale si congratula perché ho fatto abbastanza presto! Benedicendomi mi raccomanda l'unità, la sopportazione anche dei grossi difetti degli altri. Esco pieno di gioia.

 

 

Fonte: Archivio Rossi, Foglio Roma-Vaticano, 26 aprile, venerdì, ore 11,45-12,20, 2° udienza privata, cit. in F. Piva, La gioventù cattolica in cammino...Memoria e storia del gruppo dirigente (1946-1954), Angeli, Milano 2003, pag. 348 - 349

 

 

 

 

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