Maurilio Lovatti

Una battaglia per la serietà e trasparenza nella scuola di Stato
 (1995-97)

 

 

 

APPELLO AL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

L'abolizione degli esami di riparazione può contribuire nei risultati oggettivi, anche se forse non nelle intenzioni a dequalificare la preparazione scolastica in quanto:

a) Quasi tutti anche gli appassionati dello studio - evitano di studiare tutte le materie di un corso o tutti gli argomenti di una stessa materia se manca la scadenza di una verifica selettiva. Questo accade anche nell'Università, nei Concorsi e nella vita in generale. Al massimo, una persona motivata allo studio, se non ha una scadenza di verifica, studia ciò che le interessa e solo quello. Gli esami in generale svolgono una funzione positiva nel processo di apprendimento. In passato l'esistenza degli esami di riparazione induceva molti studenti ad impegnarsi maggiormente per evitare di essere rimandati. La maggior parte degli studenti rimandati si esercitava e studiava, nei mesi estivi, certamente per molto più tempo di quanto faccia attualmente negli interventi didattici integrativi (di recupero) che normalmente durano meno di 10 ore all'anno.
b) L'abolizione degli Esami di Riparazione, scardinando il principio di accertamento delle competenze, potrebbe portare la scuola ai Stato a livello di molte scuole private, cioè dei "diplomifici" in cui si è sempre e comunque promossi. Questo scadimento della scuola statale potrebbe favorire nella pubblica opinione l'orientamento favorevole alla privatizzazione massiccia delle scuole.
c) Con la normativa attuale lo studente dichiarato promosso dal consiglio di classe benché impreparato in una o più materie avrà nella sua documentazione scolastica (pagella) obbligatoriamente un 6 anche in queste materie. In sostanza i consigli di classe sono obbligati dalla legge a compilare "carte false", dichiarando sufficienze non corrispondenti alla realtà, che entreranno a far parte del curricolo scolastico che per tutta la vita lo studente potrà produrre a chiunque. Ciò è diseducativo sia per gli studenti interessati (che potrebbero illudersi di aver raggiunto una preparazione sufficiente) sia per gli altri studenti, che hanno effettivamente raggiunto la sufficienza, e si ritrovano in pagella lo stesso 6 dei loro compagni impreparati.
d Gli interventi didattici integrativi ("corsi di recupero") che vengono attuati in alternativa agli esami di riparazione, oltre a risultare insufficienti per il numero di ore dedicate all'intervento (mediamente meno di 10), possono essere utili solo nei casi in cui l'insufficienza deriva da difficoltà di apprendimento, mentre sono inefficaci nei casi di mancanza di motivazione o di impegno.

Al fine di ridurre le conseguenze negative dell'abolizione degli esami di riparazione sulla qualità della scuola, in attesa di una riforma che introduca avanzamenti differenziati nelle varie discipline, disarticolando l'attuale rigidità delle classi, si richiede, nell'immediato:

1. Modifica (a costo zero) del 1° comma dell' art. 193 del T.U. sulla scuola (D.L. n. 279/94) al fine di prevedere che:
 "La promozione è conferita agli alunni che abbiano ottenuto voto non inferiore a 6/10 in ogni disciplina. Può essere conferita anche ad allievi che abbiano conseguito insufficienze non gravi in non più di tre discipline se il consiglio di classe ritiene che gli stessi possano frequentare proficuamente la classe successiva. Per tali insufficienze viene attribuito in pagella il voto di 5/10; nel diploma conclusivo del corso di studio sono espressamente indicate le materie relativamente alle quali l'alunno è stato valutato non sufficiente negli scrutini finali dei diversi anni del corso."

  2. Aumento della dotazione finanziaria per gli interventi didattici integrativi che consenta alle scuole di organizzare corsi di recupero più efficaci.

  3. Introduzione di una norma legislativa che consenta alle scuole di attuare sperimentazioni che prevedano l'avanzamento differenziato per materie sul modello della scuola inglese.

 

Brescia, ottobre 1995

Comitato per la difesa della qualità della scuola di Brescia

 

 

 

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