Maurilio Lovatti 

 

 

Festa del Creato

 

Il Cantiere, settembre 2004

 

Forse non molti sanno che, nella nostra diocesi di Brescia, è prevista da qualche anno la figura di "Incaricato per la Pastorale del Creato", con il compito di promuovere e coordinare le varie iniziative attuate dalle comunità ecclesiali locali per sensibilizzare i fedeli sull'importanza del tema della salvaguardia del Creato e della difesa dell'ambiente naturale in cui viviamo.
Don Gabriele Scalmana, che è l'attuale incaricato per la Pastorale del Creato, nominato dal Vescovo, ha proposto, con una lettera inviata a tutte le comunità cristiane della diocesi, di dedicare una domenica l'anno alla festa del Creato, che diventi un'occasione particolarmente significativa per la comunità parrocchiale, sia come occasione di riflessione tramite le omelie dei Sacerdoti, sia come significativo appuntamento liturgico.
Penso che se una ricorrenza del genere fosse attuata anche nella nostra parrocchia potrebbe essere molto utile; anche se a parole tutti riconosciamo che l'inquinamento è ormai a livelli incompatibili con una buona qualità della vita e che l'ambiente va difeso con più decisione, questa consapevolezza non si traduce sempre in comportamenti coerenti: noi cristiani dovremmo avere motivazioni molto più forti e consapevoli per adoperarci attivamente nel difendere la natura, che è dono di Dio. Purtroppo i comportamenti poco rispettosi dell'ambiente naturale sono conseguenza anche di una mentalità diffusa molto radicata. Come ha scritto Giovanni Paolo II: "...alla radice dell'insensata distruzione dell'ambiente naturale c'è un errore antropologico, purtroppo diffuso nel nostro tempo. L'uomo, che scopre la sua capacità di trasformare e, in un certo senso, di creare il mondo con il proprio lavoro, dimentica che questo si svolge sempre sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Dio. Egli pensa di poter disporre arbitrariamente della terra, assoggettandola senza riserve alla sua volontà, come se essa non avesse una propria forma e una propria destinazione anteriore datale da Dio. che l'uomo può, sì, sviluppare, ma non deve tradire. Invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell'opera della creazione, l'uomo si sostituisce a Dio e così finisce col provocare la ribellione della natura, piuttosto tiranneggiata che governata da lui." (Centesimus Annus, 1991, n.37).
Ognuno di noi, se può sentirsi impotente rispetto alle grandi scelte di politica economica che stanno alla base di un abuso della natura, sia nei sistemi di produzione sia negli stili di vita, può invece fare molto per difendere l'ambiente ed evitare sprechi di energia e alimenti, che, di fronte a tanta parte dell'umanità che soffre affamata e priva di beni essenziali, risultano un vero e proprio scandalo per tutti gli uomini, e in particolare per noi cristiani.
Già nel Cantiere di giugno dello scorso anno erano stati individuati alcuni piccoli gesti quotidiani che, se attuati da molte persone, possono risultare significativi. Ne ricordo alcuni:
- evitare di buttare avanzi di cibo tra i rifiuti e cercare di riutilizzarli;
- educare i bambini a finire il cibo nel piatto e a non lasciare avanzi;
- evitare sprechi di luce, acqua e gas in casa;
- attuare la raccolta differenziata dei rifiuti; in particolare non buttare mai il vetro tra gli altri rifiuti (il riciclo del vetro consente notevolissimo risparmio energetico);
- riutilizzare volantini, avvisi, circolari ecc. stampati su una sola facciata, per scrivere sul retro, per disegni dei bambini ecc.;
- utilizzare meno l'automobile, andando maggiormente a piedi o in bicicletta, in particolare quando si ha meno fretta, come la domenica (anche per andare a messa o all'oratorio).
Forse l'occasione di una specifica ricorrenza può aiutarci a riflettere su questi temi e a fare un piccolo esame di coscienza rispetto ai nostri quotidiani comportamenti.

 

Maurilio Lovatti

 

 

Il Cantiere, settembre 2004, pag. 10

 

 

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