Maurilio Lovatti 

 

 

Intervista a Roberto Omodei 

 

Il Cantiere, aprile 2022

 

 

1) Ciao Roberto, ormai son passati quasi quattro anni da quando sei stato eletto a far parte del Consiglio comunale di Brescia. Come hai vissuto questa esperienza? Cos'è che hai trovato e che non ti aspettavi o non ti immaginavi?

Provo a raccontare questa esperienza con tre parole: ascolto, studio e passione.
Mi scrivono, o incontro, quasi quotidianamente tanti cittadini: segnalano malfunzionamenti o situazioni problematiche, richiedono informazioni, presentano idee. Cerco sempre di incanalare correttamente il tutto ai vari uffici e di seguirne l’esito. Talvolta si viene investiti di temi che non competono al Comune, ma a privati o ad altri enti (penso ad esempio al recente pensionamento dei medici in quartiere), ma se nasce un problema credo sia importante provare a risolverlo, attivando contatti, informazioni e possibili soluzioni. E poi dall’ascolto si traggono punti di vista nuovi e utili.
Tanto studio: se penso ai tomi che compongono il bilancio, ai documenti di programmazione urbanistica, sociale, ambientale, al materiale inerente ai diversi osservatori ambientali di cui faccio parte, servono diverse settimane per un’analisi ragionata, oltre a riunioni di approfondimento. Poi serve conoscere le delibere di Giunta e le determine dirigenziali, pur non di competenza consiliare, altrimenti si perde l’indirizzo amministrativo nella sua complessità.
Infine la passione. “Non si amministra con l’umore ma con l’amore”, diceva un sindaco. Certo a volte ci si scalda, ma la passione per la città è una spinta straordinaria a migliorarsi, a ignorare qualche velenosità eccessiva, a prediligere il confronto.

 

 

 

Roberto Omodei col sindaco di Brescia Emilio Del Bono

 

 

2) Quali sono i risultati dell'Amministrazione ai quali pensi di aver contribuito in modo significativo e di cui puoi ritenerti soddisfatto?

Il ruolo di consigliere di maggioranza si gioca molto nel lavoro di squadra e di sostegno alla giunta. Sono tante le cose di cui andiamo orgogliosi: le bonifiche, la mobilità sostenibile, la centralità delle persone (Brescia investe per il sociale e l’istruzione il doppio della media dei comuni italiani), la Capitale della Cultura… In questi anni mi sono alternato alla presidenza di due commissioni, prima Lavori Pubblici e ora Ambiente, seguendo da vicino alcune partite. Penso di avere contribuito, con una mozione da me scritta, a porre in Loggia il tema del cambiamento climatico. Ne è seguita la redazione del PAESC (il Piano per l’energia sostenibile e il clima, che parte da un inventario emissivo della città ed individua le azioni utili a ridurre entro il 2030 le emissioni di CO2 del 50%) e della strategia di transizione “Un filo naturale”, che contiene interventi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, e che a loro volta si sono già tradotti in atti concreti come il nuovo regolamento edilizio, la sperimentazione delle comunità energetiche, l’abbraccio verde della città (Colline e Mella, Cave, e il “Parco delle Cascine” a tutela delle aree agricole tra la Noce e San Polo di prossima istituzione), lo stop anticipato al 2020 al carbone alla centrale di Lamarmora, l’imminente alberatura lungo la tangenziale sud, l’efficientamento energetico di scuole e uffici. Ovviamente molto di questo era già nel nostro programma, credo però sia stato importante porre l’urgenza del tema per accelerarne i risultati.
Con l’assessore e amico Valter Muchetti ho seguito la valorizzazione di immobili comunali vuoti o poco utilizzati, restituiti a funzioni qualificanti. Per Chiesanuova penso a via Rieti, oggi sede di Bresciasoccorso, ai nuovi spazi del Tempo famiglie 0-3 anni accanto all’asilo Chizzolini, un servizio che il quartiere rischiava di perdere, al centro di via Livorno in cui è in corso una manutenzione e che presto ospiterà nuove associazioni. In altri quartieri presto aprirà la sede di un istituto di ricerca e un vecchio laboratorio sta diventando una bottega artigiana, il tutto chiaramente assegnato tramite bandi pubblici.

 

3) Quali sono state invece le tue maggiori delusioni, ovvero gli obiettivi che speravi di conseguire e che invece le condizioni oggettive non ti hanno consentito di raggiungere?

In generale, la complessità dell’amministrazione, la stratificazione di competenze e norme spesso rallenta la conclusione dei programmi, oltre alla difficoltà a reperire risorse. Va detto che, pur nella immane tragedia del covid, dal 2020 si è invertita la rotta con ingenti risorse statali ed europee per i comuni, che premiano in particolare chi è capace di fare programmazione: il PNRR ha già portato in città quasi 18 mln € per investimenti, di cui oltre 7 saranno spesi a Chiesanuova per concludere le bonifiche dei parchi.
Nello specifico, nel 2019 avevamo presentato un ambizioso piano di efficientamento sismico delle scuole, che avrebbe comportato temporanei spostamenti di studenti in altri plessi. La necessità del distanziamento anticontagio, nelle scuole e sui mezzi di trasporto, ci ha costretto a rimandare gli interventi, che confido troveranno realizzazione nei prossimi anni.
Credo infine che serva, dopo la pandemia, ragionare in modo creativo e innovativo sulle politiche giovanili. Non è facile ma lo dobbiamo ai nostri ragazzi.

 

 

 

Roberto Omodei, 33 anni, cresciuto a Chiesanuova, laureato in Giurisprudenza. Dal 2018 consigliere comunale, componente della commissione Lavori Pubblici (che ha presieduto fino al 2021) e presidente della Commissione Ambiente. Componente degli osservatori Caffaro, Alfa Acciai, Ori Martin, Termoutilizzatore, Aria, Acqua.

 

 

Il Cantiere,  marzo 2022, pag. 14-15

 

 

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