Maurilio Lovatti e Sandro Pasotti

 

 

Giorgio La Pira e Achille Grandi

La dottrina sociale della Chiesa

 

Il Cantiere, aprile 2020

 

Il circolo ACLI di Chiesanuova, nei mesi di gennaio e febbraio, ha promosso un ciclo di incontri formativi per presentare l'esperienza e la vita di alcuni testimoni emblematici del laicato cattolico impegnati nella politica o nell'ambito sociale e professionale, che non si sono lasciati tentare dallo scoraggiamento o dal disimpegno. Gli incontri, nella sala del fuoco, hanno preso in esame le figure di Giorgio La Pira, Achille Grandi, Laura Bianchini e Rosario Livatino. Le presentiamo qui brevemente, per chi non ha potuto partecipare.

Giorgio La Pira (1904 - 1977)

Giorgio La Pira nasce a Pozzallo (Ragusa) nel 1904. Nel 1922 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Messina. Nel 1925 entra a far parte del Terzordine domenicano. Nel 1926 si trasferisce a Firenze per seguire il docente con cui stava preparando la tesi e dopo pochi mesi si laurea e inizia ad insegnare diritto romano nell'ateneo fiorentino. Nel tempo libero promuove e partecipa assiduamente ad iniziative caritative a favore dei poveri. Partecipa alla Resistenza. Ricercato dalla Polizia si nasconde a Siena. E' eletto nella lista della DC all'Assemblea Costituente (1946-47), dove contribuisce alla scrittura dei principi fondamentali della Costituzione, in particolare il testo dell'art. 2. E' eletto alla Camera nel 1948. E' Sottosegretario al Ministero del Lavoro (1948-50).
E' divenuto famoso come Sindaco di Firenze (1951-65), sia per aver promosso convegni di sindaci delle maggiori città del mondo a favore della pace nel mondo, sia per l'impegno della sua Amministrazione comunale a favore dei lavoratori, dei poveri e dell'edilizia popolare.
Tutto l'impegno politico, sociale e caritativo di La Pira si è basato su poche convinzioni, vissute con fede e determinazioni. In primo luogo una salda fiducia nella Provvidenza, tipicamente manzoniana, che non lo ha mai abbandonato. Poi il forte spirito di servizio: i ruoli di parlamentare, membro del governo e sindaco gli sono sempre stati richiesti (dall'arcivescovo di Firenze e dalla DC) e lui li ha accettati per dovere, rinunciando al suo desiderio di dedicare la maggior parte del suo tempo allo studio e all'insegnamento.
Infine la sua ferrea convinzione che le priorità per la politica debbano essere l'impegno per contrastare la povertà, la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori, la pace.
Così definiva la politica nel 1945: “Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa 'brutta'! No. L'impegno politico è un impegno di umanità e di santità, è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità.”
Nel 1986 è stata avviata la causa di beatificazione.


Maurilio Lovatti

 

Giorgio La Pira

 


Achille Grandi (1883 - 1946)

Achille Grandi è stata una figura importante del laicato cattolico in un periodo particolarmente complicato che ha visto la rivoluzione industriale, la nascita delle prime forme di tutela del lavoro attraverso il sindacalismo, il protagonismo politico dei cattolici dopo anni di non impegno, l‘avvento del fascismo e la nascita della repubblica democratica
Nasce a Como il 24 agosto 1883, e morirà nel 1946 appena in tempo per vedere un sindacato unitario libero e la nuova Italia finalmente liberata dalla dittatura e dalla guerra.
E’ il primo di 4 figli, Il padre lavora nell’industria tessile, ma presto verrà licenziato e Achille sarà costretto a lasciare la scuola a 11 anni e a lavorare come apprendista in una tipografia.
In quel periodo, dopo il lavoro, frequentando un circolo popolare di ispirazione cristiana matura il suo impegno sociale e religioso che lo renderanno uno dei leader del nascente sindacato cattolico prefascista e del sindacato unitario postfascista.
In quel periodo i cattolici sotto la direttiva della gerarchia ecclesiastica non partecipavano alle elezioni politiche in polemica con lo stato liberale.
Ben presto però questa situazione cambierà con la nascita del Partito Popolare di Don Luigi Sturzo che vedrà anche la partecipazione attiva di Grandi.
La condizione dei lavoratori in quel periodo è particolarmente difficile, sottopagati con un orario di 12 ore al giorno anche per le donne e per i minori, nessuna tutela in caso di malattia o infortunio. Grandi si impegnerà attivamente per la loro emancipazione, con le prime esperienze di sindacato e la nascita della CIL, la confederazione del lavoro di ispirazione cristiana che insieme alla CGdL di ispirazione socialista rappresentano le prime vere forme di organizzazione dei lavoratori.
Costretto dal fascismo a lasciare (Mussolini scioglie infatti tutte le organizzazioni sociali e politiche e perseguita i suoi dirigenti), organizza clandestinamente contatti per la rinascita dell’Italia. Nel 1930 partecipa a riunioni clandestine di cattolici (Milano, Como, Brescia e Torino) e a convegni vari tra cui quello di Borgo Valsugana (con il gruppo di De Gasperi) che getto le basi per la nascita della Democrazia Cristiana.
Tiene inoltre i contatti con gli esponenti sindacali anche di ispirazione socialista per la nascita del sindacalismo democratico. Nel periodo clandestino matura una riflessione sui limiti della azione sindacale prefascista e sulla necessità che nel nuovo Stato democratico si provi a dar vita ad una unità sindacale
Nel 1944 firmerà il cosiddetto Patto di Roma che darà origine alla (breve) esperienza della CGIL unitaria. Tale esperienza finirà, per contrasti insanabili, nel 1948.
Già nel 1943 cioè durante gli incontri preparatori per la nascita del sindacato unitario trovando resistenze, illustra al papa PIO XII, che lo approva, il suo progetto di affiancare al nascente sindacato unitario una nuova associazione che si curi della formazione spirituale e sociale dei lavoratori cattolici. E’ da questa idea che nascono le ACLI, di cui Achille Grandi sarà il primo presidente.
Morirà a Desio nel 1946 lasciando ai lavoratori cattolici un’eredità inestimabile di opere e di testimonianza .


Sandro Pasotti

(segue nel prossimo numero)

 

Achille Grandi

 

 

 

 

Il Cantiere,  aprile 2020, pag. 16-17

 

 

 

 

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