Maurilio Lovatti 

 

 

Chiesanuova nella seconda guerra mondiale

 

Il Cantiere, dicembre 2017

 

Come abbiamo visto nella puntata precedente, il 16 novembre 1937 era morto don Francesco Pasinetti, curato di Chiesanuova per 13 anni. Ai primi di aprile del 1938 è nominato il nuovo curato: è don Martino Alessi, che rimarrà a Chiesanuova per quasi tutto il periodo della guerra, fino a gennaio del 1945.
Il primo rilevante impegno di don Martino è certamente la visita pastorale del vescovo mons. Giacinto Tredici (1880-1964). Tredici era entrato in diocesi il 3 febbraio dal 1934, e nella prima delle tre visite pastorali del suo lungo episcopato, visita ben 420 parrocchie in sei anni, tra il 1934 e il 1940. A Chiesanuova giunge il 4 marzo 1939, prima domenica di quaresima, accompagnato da mons. Pietro Perletti, canonico penitenziere della cattedrale e insegnante in Seminario. Chiesanuova aveva allora circa 1700 abitanti, quasi tutti praticanti, visto che la comunione pasquale era ricevuta da circa 1300 fedeli. A parte la facciata della chiesa che aveva bisogno di restauri, il Vescovo trova l'interno dell'edificio molto ben sistemato: il pulpito e la sua scala d'accesso, tre confessionali per le donne nella chiesa e due per gli uomini in sacrestia, il battistero, l'organo appena restaurato, l'impianto elettrico ben funzionante. Secondo il resoconto della visita pastorale, le opere d'arte presenti sono tre: la Vergine delle Grazie attribuita al Foppa, la pala dell'Assunta all'altare maggiore del XVIII secolo (non era ancora stato scoperto che era di Giacomo Zoboli) e la tela della Pietà (XV o XVI secolo).

 

 

Si celebravano la domenica solo due messe, alle 6 del mattino e alle 10. Il catechismo per i bambini e la Dottrina Cristiana per gli adulti si svolgevano la domenica pomeriggio. C'erano 6 classi di catechismo, tre maschili, due femminili e perfino una mista. I catechisti erano tutti dell'Azione Cattolica, a cui aderivano 61 uomini, 73 giovani e 26 aspiranti, che si riunivano periodicamente ogni due settimane. I gruppi parrocchiali più numerosi erano l'Apostolato della preghiera (762 iscritti) e la Confraternita del SS Sacramento (185 iscritti).
Il 10 giugno 1940 l'Italia fascista entra in guerra a fianco della Germania nazista. Una guerra sciagurata per il nostro Paese, che porterà alla morte circa 470.000 italiani, tra militari e civili, e alla perdita di molti territori, come parte del Friuli, l'Istria, Zara e la Dalmazia, le isole adriatiche dell'attuale Croazia e le isole greche ioniche e quelle del Dodecanneso.

 

 

Durante i primi tre anni di guerra la popolazione civile non è colpita, anche se significative erano le conseguenze sulla vita quotidiana: la chiamata alle armi dei maschi tra i 18 e i 45 anni, gli oscuramenti, le sirene degli allarmi, il razionamento del cibo. Il 26 febbraio 1943 don Martino è costretto a consegnare le due campane maggiori del campanile (una di 743 kg e l'altra di 530) al governo, che le requisisce per usare il metallo per esigenze belliche. Dal settembre del 1943, dopo l'armistizio, con la nascita della Repubblica Sociale Italiana (conosciuta anche come Repubblica di Salò) di fatto uno Stato fantoccio nelle mani di Hitler, Brescia è colpita da numerosi bombardamenti anglo-americani e vede la guerra civile tra i partigiani della Resistenza e i fascisti alleati ai tedeschi. I bombardamenti su Brescia distruggono completamente 135 edifici, mentre i vani interamente distrutti sono 2115. Complessivamente i vani distrutti o danneggiati sono il 35,2% del totale. Chiesanuova è colpita pesantemente solo dal bombardamento del 17 settembre 1944, che distrugge interamente la canonica e danneggia il tetto, i serramenti e i vetri della chiesa e marginalmente l'organo e altri arredi, senza fortunatamente distruggere le opere d'arte. Sono inoltre colpiti e distrutti totalmente o parzialmente numerosi cascinali, soprattutto quelli più vicini allo scalo ferroviario.

 

 

Il Cantiere,  dicembre 2017, pag. 16-17

 

 

 

 

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