Maurilio Lovatti 

 

 

Chiesanuova nel '700

 

Il Cantiere, dicembre 2014

 

 

Nelle due precedenti puntate ho raccontato la storia di Chiesanuova nel '600, a partire dalla consacrazione della vecchia chiesa (4 giugno 1629). Ora proseguo col XVIII secolo. Dalle visite pastorali dei primi anni del Settecento apprendiamo che a Chiesanuova (o Bottonaga come si diceva allora) vi erano circa 900 abitanti (esattamente 903 nel 1707, con 285 ragazzi sotto i 14 anni, che non accedevano ancora alla comunione) che popolavano la campagna dalla Noce e dalle Fornaci fino alle mura di porta S. Nazaro (mentre l'intera parrocchia di S. Nazaro, di cui facevamo parte, aveva circa 5400 abitanti).
Oltre alle due chiese principali di Chiesanuova e Noce, vi erano numerosi oratori e piccole cappelle in case di nobili, come l'oratorio di S. Michele alle Fontanelle, cioè ai Girelli, S. Maria del Serpente vicino a Fornaci, S. Maria ad Elisabeth a Vergnano, la Madonnina o "Madonna dei custù", che poi sarà chiamata S. Maria in Silva per la fitta vegetazione che la circondava, S. Maria del Carmine e S. Maria dei Tordi in via Rose (ovviamente allora non c'era ancora la ferrovia, e quindi Bottonaga comprendeva anche una parte dell'attuale quartiere Primo Maggio). Tra il 1701 e il 1707 è curato di Chiesanuova don Giambattista Baronio da Preseglie, che nel 1701 aveva quarant'anni. Come nel secolo precedente gli abitanti erano prevalentemente contadini, anche se diversi nobili bresciani avevano le loro residenze estive di campagna nel territorio della parrocchia di S. Nazaro.
Nei primi anni del '700 il territorio bresciano è invaso da eserciti stranieri, a causa della guerra di Successione spagnola (1701-1714) che porterà alla fine del dominio spagnolo in Italia. Si combatte aspramente a Desenzano, Palazzolo e Chiari, dove le truppe imperiali respingono ripetuti attacchi dell'esercito franco-spagnolo. Ed è proprio in seguito ai lutti e alle tragedie provocate da questa guerra cruenta, che nel 1717 nasce a Brescia la Confraternita delle anime del Purgatorio, che diffonde la devozione dei Sacri Tridui, prima sconosciuta. Dal 1721 s'introduce nella diocesi di Brescia l'uso di recitare le litanie alla Vergine all'aperto, di fronte ad immagini dipinte sulle case in città, o presso le santelle di campagna. Purtroppo non abbiamo notizie su quando esattamente queste nuove forme di culto siano state introdotte nel nostro territorio di Chiesanuova, ma sicuramente ciò avvenne nella prima metà del Settecento.

 

 

lapide di  mons. Giovanni Badoer

 

Brescia nel XVIII secolo aveva una grande importanza non solo dal punto di vista politico, nell'ormai decadente Repubblica Serenissima, ma anche dal punto di vista religioso; si susseguirono ben cinque vescovi cardinali: Marco Dolfin (1698-1704), Giovanni Badoer (1706-14), Gianfrancesco Barbarigo (1714-23), Angelo Maria Querini (1727-55) e Giovanni Molino (1755-73), privilegio che non si ripeterà più nei secoli successivi. Si pensi che il Badoaro, prima di essere nominato vescovo di Brescia era stato addirittura Patriarca di Venezia e che il Querini, anch'egli veneziano, già arcivescovo di Corfù, è stato il fondatore della biblioteca Queriniana e fuori Brescia è famoso per aver finanziato il rifacimento barocco della chiesa di S. Marco Evangelista in Campidoglio e la costruzione della cattedrale di sant'Edvige a Berlino. Nel Settecento i sacerdoti erano molto numerosi. Nel 1727 nella diocesi di Brescia vi erano 4720 preti, di cui 478 in città, e in seminario studiavano ben circa 1200 chierici.

 

card. Angelo Maria Querini

 

Nonostante l'abbondanza di sacerdoti, le parrocchie mantenevano alcuni privilegi in esclusiva, che non volevano cedere alle chiese dipendenti. Oltre ad avere il monopolio dei riti della Settimana Santa, la chiesa parrocchiale di S. Nazaro non concesse fin verso la fine del '700 la possibilità di celebrare i funerali a Chiesanuova. Per questo nel dicembre del 1792 il conte Pietro Giacomo Suardi e il nobile Gabriele Garbelli, commissari della "Generale Vicinia di Bottonaga" (una sorta d'antenato dei consigli di frazione o di quartiere) scrissero una lettera al prevosto di S. Nazaro per ottenere che fosse concessa la "tumulazione de' cadaveri nella suburbana chiesa filiale di S. Maria di Bottonaga". Dopo qualche settimana la richiesta fu accolta, e così il 15 febbraio 1793 si svolse il primo funerale in assoluto a Chiesanuova, quello di un certo Buonomo Bonomi di 93 anni, che fu seppellito nella terra sotto il pavimento della Chiesa vecchia. Qualche mese dopo furono realizzati alcuni sepolcri all'interno della chiesa, e la prima ed esservi tumulata fu una certa Maddalena, vedova di Paolo Balini, morta a 60 anni.


Maurilio Lovatti

stemma di mons. Querini

 

 

 


 

Il Cantiere,  dicembre 2014, pag. 10 - 11

 

 

 

 

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