Maurilio Lovatti, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2009, pag. 451, € 20

 

 

 

 

Il Cantiere, dicembre 2009, pag. 5 - 6

 

EDITORIALE

Mons. Giacinto Tredici

 In un bel libro di Maurilio Lovatti la biografia del vescovo di Brescia dal 1933 al 1964

 

Raccontare la vita un uomo, soprattutto se l'ha in gran parte passata alla guida di una realtà importante come è la diocesi di Brescia, significa aprire uno spaccato su questa stessa realtà nelle sue vicende storiche, sociali, culturali e religiose. Di più, ricostruire i fatti del recente passato rappresenta la strada maestra per meglio comprendere la società di oggi. E' questo, credo, il risultato della fatica dell'Autore che, attraverso la figura di Mons Tredici, ha fatto riemergere, con una scrittura facile e coinvolgente, il mondo che con Lui ha interagito: lo svolgersi di tante vicende umane, il dispiegarsi degli eventi, il formarsi di idee e l'origine di associazioni e organizzazioni sociali, culturali e politiche che hanno grande importanza anche oggi nella vita bresciana, e non solo. Il libro, preceduto dalla interessante introduzione dell'attuale Vescovo di Brescia Mons. Monari, si apre con la narrazione dell'ambiente familiare di Mons. Tredici, degli anni dedicati all'insegnamento nel liceo del seminario di Monza, della sua nomina a parroco a Santa Maria del Suffragio e, quindi, la nomina a vicario generale a Milano. Nel 1933 la nomina a Vescovo di Brescia, preceduta da una difficile successione al Vescovo Gaggia. Vale la pena di accennare, ricorda il prof. Lovatti, che anche Mons. Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII, "aveva aspirato a succedere a Gaggia" (fonte: le carte dello storico bresciano mons. Paolo Guerrini).
Si passa quindi alla ricostruzione dei primi dieci anni (1933-19439 del suo episcopato caratterizzati da un'azione prettamente spirituale e pastorale: viene indetta la prima visita pastorale (34-40), la grande missione del 1934, la pubblicazione del giornale diocesano "La voce cattolica" a partire dal gennaio 1937. Il rapporto con il governo e quindi verso il fascismo è improntato ad un atteggiamento di sostanziale rispetto degli specifici ambiti e competenze, promuovendo, almeno fino alle leggi razziali, uno spirito di collaborazione senza, tuttavia, pronunciare "nessun particolare elogio al fascismo e al duce, se non per i Patti lateranensi". Gli attriti con le autorità locali si riferiscono per lo più ad episodi di scarsa collaborazione di parroci e alla difesa dell'autonomia dei gruppi di azione cattolica. Va peraltro ricordato che questi sono "gli anni del consenso" al fascismo, secondo la definizione dello storico Renzo De Felice. Diverso è l'atteggiamento verso il razzismo. Basta, al riguardo, ricordare che Mons. Tredici pubblica sul Bollettino ufficiale della Diocesi il testo integrale dell'omelia del Card. Schuster, arcivescovo di Milano, tenuto a Rovato in occasione del quarto centenario della nascita di San Carlo, nel quale, per la prima volta pubblicamente si condanna il razzismo e il governo che ha appena promulgato le leggi razziste.
Nel periodo della guerra intensifica l'attività caritativa del Vescovo, svolta attraverso il suo segretario don Angelo Pietrobelli definito "il volto credibile e buono della carità del vescovo". Molto interessanti sono le pagine riservate agli anni della Resistenza, durante i quali il clero ed i cattolici bresciani hanno scritto significative. Numerosissimi sono gli episodi di eroismo di sacerdoti, religiosi, suore e laici in questa vicenda, episodi per i quali rimando alle pagine del libro. Ricordo solo che Brescia era in quel periodo uno snodo cruciale: nella provincia aveva sede il governo della Repubblica di Salò, il territorio era occupato dalle truppe tedesche, sulla sua montagna era operativo il movimento partigiano. Mons. Tredici si avvale della collaborazione di sacerdoti molto attivi nella resistenza (don Almici, don Vender, padre Luigi Rinaldini, don Pasini, ecc.) che difficilmente avrebbero agito contro la volontà del loro pastore. Tratta con le autorità per salvare e liberare numerosi partigiani. Allo stesso modo, nei mesi dopo la liberazione, si adopera affinché non vengano commesse vendette e inutile spargimento di sangue. Sono i mesi in cui il palazzo vescovile diventa il punto di riferimento e la guida per la società civile bresciana. Nel periodo post-bellico si assiste, con il determinante apporto del clero e dei cattolici, all'opera di ricostruzione del tessuto sociale: nel 1945 nascono la DC e le ACLI bresciane, nel 1948 la CISL, riprende in pieno l'attività dell'Azione Cattolica. Accanto a ciò il Vescovo adopera per una rinascita morale della popolazione bresciana.
L'ultima parte del libro è dedicata al pensiero di Mons. Tredici, alle sue posizioni sul modernismo e sulla filosofia neoscolastica (alla luce della quale sono stati allevati migliaia di sacerdoti e laici nei seminari e nella scuole cattoliche) e alle sue riflessioni sulla guerra.
Per concludere la presentazione di questo libro non trovo parole più appropriate di quelle scritte da Mons. Monari nella sua introduzione. "Mons. Tredici - scrive il Vescovo - è riuscito a essere e rimanere un punto di riferimento credibile durante tutto il suo ministero. Lo è stato dal punto di vista evangelico, custodendo una fede genuina e un amore concreto, fattivo nei confronti delle persone; il testo del prof. Lovatti lo documenta bene. Lo è stato dal punto di vista culturale. La preparazione filosofica e l'apertura intellettuale gli sono stati preziosi: la crisi modernista con le sue motivazioni vere ma anche con le sue paranoie che hanno fatto soffrire persone degne; il confronto con la scienza (la scienza fisica e le nascenti scienze umane) e con le trasformazioni nella mentalità che esso ha comportato; il problema del cristiano di fronte alle diverse forme del potere politico.. Sono tutti problemi che richiedevano solidità di fede, ma anche chiarezza di pensiero. E Mons. Tredici era particolarmente attrezzato per muoversi in questi campi difficili."
Il libro di Lovatti può essere acquistato nelle librerie cittadine e in parrocchia, da Don Arturo.

Gianni Omodei

 

 

Il Cantiere, dicembre 2009, pag. 5 - 6

 

 

Maurilio Lovatti, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2009, pag. 451, € 20

 

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