Maurilio Lovatti, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2009, pag. 451, € 20

 

 

 

 

La Voce del Popolo, n. 45, 20 novembre 2009, pag. 49

 

Un'opera su mons. Giacinto Tredici

Vescovo di Brescia in anni difficili

 

L'istituto di cultura "Giuseppe De Luca" per la storia dei prete continua la sua opera di ricerca e di pubblicizzazione, dedicata alle figure sacerdotali della Chiesa bresciana. Nelle ultime settimane sono stati pubblicati due volumi, il primo dedicato a mons. Giacinto Tredici e il secondo a mons. Ferruccio Ferriani (di cui parleremo in una prossima nota). Dobbiamo sottolineare subito che il lavoro compiuto da Maurilio Lovatti su mons. Giacinto Tredici è doppiamente encomiabile, innanzitutto perché è la prima opera che illustra una figura così importante della Chiesa bresciana e in secondo luogo perché il racconto copre un arco di tempo, dal 1934 al 1964, che è stato caratterizzato da eventi straordinari nel bene e nel male, dal fascismo alla guerra e alla Resistenza, dalla ricostruzione al boom economico, al Concilio Vaticano II. E lo sforzo non indifferente di Lovatti è stato quello di contestualizzare i giorni e le opere di mons. Tredici nelle vicende bresciane e nazionali.
Mons. Tredici era milanese di origine, essendo nato nel capoluogo il 23 maggio 1880. Ordinato sacerdote nel 1902, dedicò i primi anni di sacerdozio all'insegnamento della filosofia e della teologia, fino al 1924, quando venne nominato parroco di S. Maria del Suffragio a Milano. Nel 1930 il cardinale Schuster lo nominò vicario generale, incarico che mantenne sino alla nomina di 117° Vescovo di Brescia, resa pubblica nel dicembre del 1933. Consacrato vescovo il 6 gennaio 1934, mons. Tredici fece il suo ingresso in diocesi il 3 febbraio 1934. Concluse il suo cammino terreno il 19 agosto 1964. Lovatti ha diviso la biografia in due parti, la prima dedicata a mons. Tredici pastore della Chiesa bresciana e la seconda all'uomo di cultura, al suo pensiero filosofico e teologico. Nei trent'anni di episcopato, mons. Tredici si dedicò al ministero pastorale con grande impegno, svolgendo ben tre visite pastorali ('34-'40; '43-'52; '54-'62), che comportavano un grande dispendio di energie sia perché gli spostamenti erano molto più complicati di oggi (ci sono immagini che ritraggono mons. Tredici mentre raggiunge qualche parrocchia di montagna a dorso di mulo), sia perché le regole canoniche che si dovevano seguire erano molto severe e dettagliate. Nel 1952 celebrò il Sinodo diocesano.
Riassumere in così poche righe una personalità così importante, farebbe torto alla storia e alla verità. Ci limitiamo a suggerire la lettura del libro a tutti quelli che amano la Chiesa bresciana, ripercorrendo con Lovatti un'esperienza di vita molto intensa e significativa. Per quanto ci riguarda, vorremo sottolineare che mons. Tredici godeva di una grande autorevolezza, che si fondava su una fede profonda, su un animo mite eppure fermo, su uno stile di vita sobrio e di stampo ascetico(come sottolinea l'Autore).

(Angelo Onger)

La Voce del Popolo, n. 45, 20 novembre 2009, pag. 49

 

 

Maurilio Lovatti, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2009, pag. 451, € 20

 

Giacinto Tredici, vescovo di Brescia in anni difficili

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