Maurilio Lovatti
 Testimoni di libertà. Chiesa bresciana e Repubblica sociale italiana (1943-1945),
 Opera San Francesco di Sales, Brescia 2015, pag. 336, € 24

 

 

 

Premessa

 

Tra il settembre del 1943 e l'aprile del 1945, durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, la brutale violenza dei fascisti italiani e degli occupanti tedeschi si è abbattuta non solo sui militanti delle formazioni partigiane, ma anche su larghi strati della popolazione civile. Nella provincia di Brescia, tra i perseguitati dai fascisti e dai tedeschi ci sono moltissimi esponenti del clero locale. Nel libro cerco di trarre un bilancio complessivo di questo fenomeno molto complesso, cercando di compiere una sintesi che tenga conto di tutta la documentazione disponibile, sia quella degli archivi, sia quella già pubblicata o citata, ma di difficile reperimento, come pubblicazioni celebrative, bollettini parrocchiali e giornalini locali, atti di convegni commemorativi, ecc.
Nel primo capitolo sono riassunti gli eventi fondamentali di questo periodo. Ho cercato di ricostruire i fatti essenziali, senza pretendere di scrivere una storia generale della resistenza bresciana e nemmeno, più limitatamente, una storia del contributo dei cattolici bresciani alla resistenza. Ho cercato, in sostanza, di selezionare soltanto gli eventi utili a collocare e comprendere la persecuzione del clero nel contesto storico locale del periodo.
Nel secondo capitolo ho cercato di seguire più da vicino alcuni sacerdoti che non solo hanno svolto un ruolo significativo nella resistenza, ma hanno anche costituito, con la loro parola e col loro esempio, una guida autorevole per molti giovani laici appartenenti all'Azione cattolica o ai gruppi parrocchiali, che coraggiosamente hanno scelto d'essere "ribelli per amore", talvolta pagando eroicamente con la vita la loro coerenza ai valori in cui credevano. Solo così penso sia possibile comprendere le motivazioni profonde delle scelte di questi sacerdoti e come queste siano scaturite dalla loro vocazione sacerdotale. Solo così, attraverso l'esame di casi concreti, "in carne ed ossa" per così dire, penso si possa riuscire a comprendere la mentalità, le intenzioni, la generosità e talvolta anche l'umana paura dei sacerdoti perseguitati dal fascismo. Per questo il secondo capitolo è stato pensato come rivolto in particolare ai giovani e agli studenti.
Nel terzo capitolo ho cercato di formulare una valutazione complessiva sull'antifascismo della chiesa bresciana, chiedendomi essenzialmente quanta parte della comunità cristiana si sia impegnata coraggiosamente e quanta sia invece rimasta passiva o distaccata, per paura, legittima e comprensibile, o per un'inadeguata consapevolezza della posta in gioco o, talvolta, anche per interessato opportunismo.
Nell'appendice, preparata dal gruppo di studenti liceali coordinato da Francesca Varisco, è contenuto un censimento del clero bresciano antifascista. Pur consapevole dell'inevitabile incompletezza dell'elenco, e anche di una certa disomogeneità dei dati raccolti, prevedibile considerando che il lavoro è stato compiuto da studenti per quanto volonterosi, ritengo opportuno pubblicarlo, sia perché il censimento dei sacerdoti il cui antifascismo è documentato è stata la base delle proiezioni e delle valutazioni complessive sull'antifascismo della chiesa bresciana che ho svolto nel terzo capitolo, sia perché, soprattutto, a settanta anni dalla fine della guerra, mi sembra giusto ricordare chi con coraggio e generosità si è impegnato nella lotta di liberazione.
Brescia, luglio 2015


Maurilio Lovatti



 

 

Maurilio Lovatti
 Testimoni di libertà. Chiesa bresciana e Repubblica sociale italiana (1943-1945),
 Opera San Francesco di Sales, Brescia 2015, pag. 336, € 24

 

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