Franco Gheza - Maurilio Lovatti
 Lavoro e politica. Il circolo culturale Michele Capra a Brescia (1958-1989),
 Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2017, pag. 263

Introduzione di Roberto Rossini, presidente nazionale delle ACLI

 

Il Giornale di Brescia, 22 gennaio 2018, p. 7

Punto & Virgola 

Il circolino e il contenitore mancante

Adalberto Migliorati

Quando la storia aiuta a cogliere il presente

 

Monsignor Gennaro Franceschetti, sacerdote bresciano che coltivava la crescita del laicato cattolico, raccomandava: chi non ha il proprio passato non può avere futuro. Nello stesso giorno, lo scorso 16 gennaio, il nostro giornale pubblicava un'ampia intervista ali'on. Mario Sberna, che non si ricandida, con il titolo «In Italia manca il contenitore che rappresenti i cattolici» - ci torneremo in altra occasione - mentre in un un'altra pagina dava conto della partecipata presentazione del libro che ripercorre 30 anni (dal 1958 al 1989) della vicenda del Circolo culturale Michele Capra. Indaga politica, sindacato, ACLI, cultura, Chiesa in quel tumultuoso trentennio. «Lavoro e politica» titola l'impegnativa e documentata ricerca curata da Franco Gheza e Maurilio Lovatti, edita da Fondazione civiltà bresciana. Affronta come a Brescia si è vissuto quel connubio permanente e sempre innovativo. Peculiarità: trasversalmente ad una brescianità spalancata sul mondo, non in un unico ambito. Altri stanno rivisitando, con diverse angolature, il modo di abitare la politica che ha caratterizzato quei decenni. 

A Gheza e Lovatti viene riconosciuto di aver tirato fuori documentazione medita e di averla proposta in una logica storiografica. Pur essendo stati partecipi di quella fase - e Gheza anche dall'interno del Circolino - chi ha scorso il libro vi riconosce da un lato la puntigliosa ricerca di ulteriore documentazione che narra di suo gli accadimenti; dall'altro, nella introduzione dei diversi capitoli, l'esplicita declinazione di una interpretazione delle vicende. C'è un retroscena: il merito di chi ha dato corpo all'esperienza - la prefazione è firmata da Mario Fappani, Giovanni Landi, Piero Lussignoli, Egidio Papetti; in appendice vi è un parzialissimo elenco dei tanti che la hanno fatta propria - di non puntare a darsi comunque ragione. Piuttosto di non far andare nel dimenticatoio qualcosa che può aiutare a navigare nelle attuali tempeste marittime e documentare una passione che ha contribuito a far crescere le condizioni di vita di tante persone. Ragione non solo verso protagonisti concorrenti: senza negare il dibattito interno che ha attraversato il Circolino. La grande scommessa fu cercare alleanze tra lavoro operaio e dipendente, borghesia dei mestieri e delle professioni, imprenditoria, mondo della scuola e della cultura, ambienti ecclesiastici ed ecclesiali. Aprire le cento città che assemblano Brescia a dialogare tra loro. Perché quella storia è arrivata nel deposito della stazione apparentemente sconfitta? 

Il libro chiude con domande che hanno risposte difformi. Qualcuno avrebbe azzardato l'accenno di una risposta operativa. Rimettendo in campo una capacità di indirizzo non per conto terzi, diretta. Dando volto agli attuali continuatori di Capra, Lussignoli, Fappani e dei tanti che hanno operato nelle amministrazioni comunali. In un contesto tutto diverso, con lo stesso spirito garibaldino. Operazione che richiede di dare risposte dure alle mutazioni della classe operaia, della borghesia, dell'università, delle scuole cattoliche, del sindacato, delle ACLI, della Chiesa e della fede a Brescia. Di sondare più le responsabilità proprie che le colpe altrui. Qui si innesta l'analisi di Mario Sberna. Persona squisita, che a sua volta declina una sconfitta. Ma - ci torneremo - la risposta vincente è nel forte contenitore cattolico che non c'è e, pare di capire dalla scelta di Sberna, non ci sarà? Il lavoro di Gheza e Lovatti su trent'anni di impegno attorno a politica e lavoro.

 

 

Indice del volume

 

 

 

 

 

 

 

 

Franco Gheza - Maurilio Lovatti
 Lavoro e politica. Il circolo culturale Michele Capra a Brescia (1958-1989),
 Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2017, pag. 263

Introduzione di Roberto Rossini, presidente nazionale delle ACLI

 

 

 

 

 

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