La musica e i giovani della Circoscrizione: chi la fa e chi la consuma

interviste di Maurilio Lovatti

(da Quattroquartieri, notiziario della prima Circoscrizione, quartieri di Borgo Trento, Casazza, S. Bartolomeo, S. Eustacchio, marzo1984, pag.4-5)

 

 

Le tre interviste e i brevi "flash" che seguono cercano di mettere in luce il "senso" e il valore che i giovani attribuiscono alla musica. I tre artisti intervistati, tutti residenti nella Prima Circoscrizione, spiegano le loro scelte nei diversi campi musicali e l'importanza della musica nella loro vita. Le successive risposte - brevi e spontanee - di gente tra i sedici e i diciannove anni, intendono essere una sommaria panoramica dei gusti musicali e dei significati che i giovani attribuiscono alla musica. I lettori che intendono esprimere il loro parere su questo argomento possono scrivere a:

 Prima CIRCOSCRIZIONE - I giovani e la musica - Via Monte Grappa, 37, 25126 BRESCIA.

Le loro lettere saranno pubblicate sul prossimo numero del giornalino. Desideriamo inoltre informare che la Circoscrizione organizza ogni anno, direttamente o tramite il Centro Socio-Culturale, attività di promozione culturale. Tra queste possono essere incluse iniziative atte a diffondere la cultura musicale. Chiunque avesse idee o proposte in merito alla promozione dell'ascolto musicale è invitato a scrivere alla Prima Circoscrizione; le proposte saranno pubblicate sul giornalino e tenute in considerazione nella programmazione delle attività culturali della Circoscrizione.

MUSICA CLASSICA:  LEONARDA DE NINIS

Leonarda ha ventidue anni; insegna musica nelle scuole medie. Suona la chitarra classica. Ha iniziato a suonare a dieci anni. Dopo nove anni di studio, ha conseguito il diploma di chitarra classica al Conservatorio di Padova. Fa parte dell'orchestra bresciana "Costantino Quaranta" e di alcune formazioni da camera: il duo mandolino e chitarra con Dorina Frati, il duo flauto e chitarra con Raffaele Ciavarella e un quartetto (mandolino, violino, viola e chitarra). La intervisto a casa sua, in Via Baracca, mentre prova con la più celebre Dorina Frati. Veste casual, ma con molta grazia. Nel rispondere ad alcune domande esita a lungo, riflette e poi mi confida che le è difficile spiegare "con le parole", perché le piace la musica del periodo barocco. Mi sembra un tipo molto allegro, pronta all'ironia e alla battuta, serena e riflessiva.

D. - Perché tra tanti strumenti esistenti hai scelto la chitarra?

R. - E' stata una scelta istintiva: da piccola un mio vicino di casa suonava la chitarra e questo strumento mi ha affascinato fin da allora.

- Quali sono i tuoi autori preferiti? E perché?

- Gli autori del periodo barocco (ad es. Bach o Handel). E' difficile dire perché, però mi comunicano un sensi di finitezza e di certezza. Nella musica barocca ogni idea musicale è ben definita, conclusa, nulla viene lasciato al caso, ma tutto rientra in uno schema di rapporti e di simmetrie. Per quanto riguarda gli autori di musica per chitarra il mio preferito, tra quelli del barocco, è Bach, mentre tra i moderni prediligo il messicano Manuel Ponce e Castelnuovo-Tedesco.

- Come mai la musica classica attira meno i giovani, rispetto ad altre forme musicali (rock, disco-music, ecc.)?

- Secondo me, manca una sensibilizzazione adeguata alla musica in generale. Ad esempio, l'educazione musicale nella scuola dell'obbligo è insufficiente; alle elementari manca quasi del tutto, mentre per le medie poche scuole sono fornite di strutture adeguate (strumenti musicali, impianti di riproduzione, ecc.). C'è anche una sproporzione a livello di diffusione delle varie forme musicali.

- Cosa pensi della Disco-Music?

- E' monotona, ripetitiva ed alienante. E' un genere di musica che coinvolge molto la massa, facendo leva sui ritmi scatenati e sulla reiterazione esasperata.

- Vai mai a ballare?

- No.

- Che posto occupa la musica nella tua vita?

- Per me rappresenta uno dei valori principali, ma non assoluto.

- In che senso dici che la musica è un valore? Perché è arte, mezzo di comunicazione o semplice fatto culturale?

- E' un valore perché è tutto questo; in particolare mi attira per l'immediatezza con cui diffonde il proprio messaggio.

 

JAZZ: PAOLO TOSONI

Paolo ha ventun'anni. Suona il pianoforte in un quartetto jazz. Ha iniziato a suonare a nove anni; per sei anni ha studiato pianoforte. Poi, parallelamente agli studi classici, ha ampliato le sue esperienze con lo studio di altri generi musicali, approdando gradatamente al Jazz. E' diplomato all'ITIS e nella professione è perito nel settore assicurativo. Risiede in Via Monte Baldo. Lo intervisto in un intervallo delle prove del suo quartetto. Sono tutti ragazzi, il più giovane ha vent'anni, il più "vecchio" ventisei. Paolo mi sembra un tipo allegro e cordiale. Veste in modo classico, pizzo di barba e occhiali alla "Cavour".

D. - Cosa ti ha portato a passare dalla musica classica al Jazz?

R. - Il Jazz, oltre a suscitare delle sensazioni ugualmente intense quanto la musica classica, è autentica espressione del sentimento umano e popolare ed anzi storicamente è sorto proprio come protesta dei negri d'America nei confronti della repressione bianca.

- Vuoi forse dire che il Jazz si contrappone alla musica classica, in quanto quest'ultima non riesce appieno ad esprimere il sentimento umano? 

- No, anche la musica classica riesce in questo intento; abbiamo esempi illustri in Cajkovskij, Wagner e Malher, per citare soltanto i più vicini al nostro tempo. Nel Jazz, invece, durante l'esecuzione di un brano, si abbandona il motivo induttore, che rimane pur sempre ben chiaro nella mente dell'esecutore, per consentire una serie di variazioni, di improvvisazioni. Infatti nel Jazz nessun esecutore riproporrà il pezzo di un altro jazzista nello stesso identico modo, come invece è d'obbligo nella musica classica. A conferma di ciò basti pensare che le partiture jazz, oltre a contenere le "note" del motivo tematico, presentano proprio una serie di battute in bianco, entro le quali l'esecutore avrà modo di esprimere la propria sensibilità sul tema iniziale.

- Che posto occupa la musica nelLa tua vita? (come la collochi nella scala dei valori?)

- Come interesse mio, senz'altro al primo posto. Di fatto, a meno che non si abbiano a disposizione grandi quantità di tempo e denaro per intraprendere la professione, la musica non ti sfama.

- Perché così pochi giovani apprezzano il Jazz?

Il Jazz, come ogni altra forma artistica o musicale, va capita e maturata. Come non si può comprendere un'opera teatrale senza un minimo di conoscenza dell'autore e del suo contesto culturale, così non può piacere Giorgio Gaslini se non si conosce e apprezza l'evoluzione della musica Jazz. Devo aggiungere che i mezzi di comunicazione di massa non stimolano certamente il pubblico ad avvicinarsi a questa musica. La televisione, ad esempio, presenta spesso il Jazz come sottofondo di insulsi spettacoli di cabaret e la stampa tratta talvolta il Jazz o come ripiego per chi non sa suonare o come genere musicale privo di "fondamenti tecnici", lasciato alla più disordinata spontaneità.

 

ROCK: MARCO FREDDI

Marco ha ventisei anni. E' studente universitario di psicologia. Sta preparando la tesi sulla psicologia infantile. Marco suona la batteria in un complesso rock di sette elementi. Ha iniziato a suonare questo strumento a dieci anni. Per otto anni si è esercitato come autodidatta. Poi ha frequentato una scuola di batteria a Milano. Risiede in Via Cantore. Risponde senza esitazioni alle mie domande, con precisione di linguaggio e talvolta in modo molto ampio. Per motivi di spazio sono costretto a sintetizzare alcune risposte.

D. - Perché tra tutti gli strumenti esistenti hai scelto la batteria?

R. - E' un fatto istintivo, naturale. Fin da piccolo ribaltavo una bacinella e la percuotevo con dei bastoni. Quando vedevo suonare la batteria in TV mi affascinava moltissimo. Per me è stato un modo per scaricare la mia aggressività su di uno strumento, poi successivamente con la maturazione è diventato un modo di esprimersi alternativo a quello parlato. Il fatto poi che la batteria presuppone il gruppo musicale mi ha facilitato, perché è più agevole affrontare il pubblico in gruppo che non da solo. "Parlare" in mezzo alla gente, essere ascoltato senza essere maltrattato, è una esigenza primaria dell'uomo.

- Quale tipo di rock preferisci?

- Il genere "rock-fusion" che raccoglie in sé diversi stili musicali e nobilita il rock perché lo arricchisce di influenze Jazz, che è una musica più colta

- Forse è utile chiarire cosa si intende per rock e in quali generi principali si suddivide.

- Il rock è "musica della strada" nel senso che trae le origini dalla vecchia musica negra americana, con la differenza che, diversamente dal Jazz, è diventato una musica apprezzata e "sentita" sia dalla gente comune sia dai giovani anticonformisti. E ciò perché il rock si avvicina di più al rumore e al ritmo di tutti i giorni. E' una musica molto semplice e molto ritmata. Non richiede una cultura particolare per essere apprezzata e si è diffusa a macchia d'olio in tutto il mondo. Il rock si suddivide principalmente in due rami: quello americano e quello europeo (in particolare inglese). Il rock americano è in genere più vivo, più vicino alla cultura delle zone in cui viene suonato. In Europa invece risente maggiormente dell'influsso della musica classica e anche della musica folkloristica locale. Dopo la morte di Jimy Hendrix, lo scioglimento dei Beatles la "commercializzazione" dei gruppi rock (come i Rolling Stones) e l'affievolirsi della contestazione giovanile, il rock europeo si scinde in due rami principali. Da un lato il rock "progressivo-romantico" dei Genesis, dei Pink Floyd e, in Italia, della Premiata Forneria Marconi; dall'altro l'"hard-rock" (Deep Purple, Black Sabbath, Urriah Heep) dove la ritmica e la durezza di questo genere musicale vengono esasperate. Verso la metà degli anni '70 l'"hard rock" ha assunto nuovamente un valore di "contestazione", però questa volta più violento, tipico delle frange più estreme, denominato "Punk".

- Cosa ne pensi della "disco-music" e della musica da ballo? Concordi con chi la definisce monotona ed alienante?

- No. Anzi, apprezzando la musica, devo dire che mi piace, perché mantiene le caratteristiche del rock, cioè l'esaltazione del ritmo, inoltre la musica ha soprattutto lo scopo di divertire e, certamente, la disco-music raggiunge il suo obiettivo. La disco-music è una musica creata da computer e sintetizzatori. Questa innovazione tecnica porta ad un genere "sintetico" cioè priva di "feeling", di sentimento: è meccanica e troppo ripetitiva, i contenuti musicali e dei testo scompaiono. Scompare perfino il pentagramma, raggiungendo melodie composte prevalentemente da suoni elettronici. Riassumendo si può dire: la discomusic è piacevole, ma priva di contenuti culturali. E' la classica musica da consumare e da dimenticare.

- Che posto occupa la musica nella tua vita?

Direi che occupa uno spazio fondamentale, in quanto è un mezzo di comunicazione in più. E' una forma di sublimazione istintiva che dà la possibilità di realizzarmi completamente, in "mezzo alla gente", in "modo sociale". Spesso la gente vede con diffidenza i "complessi" giovanili. Invece la ritengo esperienza estremamente utile, culturalmente perché si impara a conoscere la musica e socialmente perché favorisce l'aggregazione tra i giovani con interessi in comune, che cercano di raggiungere obiettivi in comune, rinunciando spesso ad altri divertimenti più facili.

 

MARIA PALUMBO Via Aquileia (anni 18)

Per me la musica è molto importante. Per esempio mi aiuta a concentrarmi nello studio e rende più "pieni" certi momenti della mia vita. In certi momenti mi sento grintosa ed ascolto un "Vasco Rossi", in altri ho bisogno di riposare e ascolto "Baglioni". Comunque aborro le canzonette tipo Sanremo "dove amore fa rima con cuore", così come mi indispongono le canzoni di Battiato, piene di parole che hanno la pretesa di nascondere profondi significati.

LUCA TABLADINI Via Oberdan (anni 17)

Mi piace il rock e la disco-music perché amo ballare. Tra i cantautori mi piace "Lucio Dalla".

PAOLA BORRELLI Via M. D'Azeglio (anni 18)

Tra i cantautori italiani apprezzo quelli che curano di più i testi rispetto alla parte musicale; cerco più il messaggio che la validità dell'accompagnamento musicale. Mi piace la musica classica. La disco-music? All'inizio era molto curata, i "Bee Gees" mi piacevano. Adesso ce n'è troppa; è ripetitiva, banale, assordante.

PAOLA RESBELLI Via Leopardi (anni 16)

Mi piace la musica disco per il ritmo, quella di "Vasco" perché originale anche se i testi sono scadenti. Apprezzo i contenuti delle canzoni di Baglioni e Cocciante in quanto stimolano la mia fantasia.

LUISA VORTESI (pseudonimo di Luisa Restivo, ndr) Via Tommaseo (anni 17)

La musica è un linguaggio che ogni individuo può interpretare in maniera personale, a secondo delle sensazioni che gli provoca. Risulta quindi difficile capirla e di conseguenza saperla gustare nel suo vero valore, perché non esistono uguali canoni di giudizio per poter distinguere ciò che è musica (cioè melodia), da ciò che può essere solo un insieme di suoni, di sensazioni uditive scombinate. A me piace la musica classica; penso che quelli che prediligono la musica rock o disco-music corrano spesso il rischio di non distinguere più la musica dal baccano.

NADIA CHIRARDI Via S. Donino (anni 16)

La musica classica? Mi hanno regalato le "Quattro Stagioni" di Vivaldi e non l'ho ascoltata nemmeno una volta.

DANIELE GUSSAGO Via Randaccio (anni 19)

Per la musica classica mi piacciono Cajkovskij, Beethoven e Bach. Mi piace la musica con effetti speciali elettronici (es. Pink Floyd), ma purché non sia disco-music, che è sempre quella. lo non cerco un messaggio culturale nella musica, ma ricerco il piacere che mi danno le combinazioni di suoni: meno è il "parlato" e meglio è.

GIOVANNA BARBACCINI Via Casazza (anni 18)

A me piacciono i "Dire Straits", gli "Eagles" e in genere tutti i cantautori americani, specie il genere "country". Non cerco quindi contenuti nelle canzoni, cerco invece musiche belle, armoniose, ma non per questo nervose e ripetitive. La musica classica? Chopin! Ho sempre desiderato saper suonare il pianoforte e mi piacciono tutti i cantautori italiani che sento a seconda degli stati d'animo in cui mi trovo.

MASSIMO GODANO Via Pasubio (anni 18)

In genere preferisco il rock morbido, in quanto trovo che meglio di ogni altro genere riesca ad esprimere stati d'animo. Non mi piace invece la musica classica, o meglio, quella musica non so come dire barocca, mi piacciono le cose semplici, lineari, per esempio non sopporto Vivaldi.

GRAZIANO CAMPANA Via S. Eustacchio (anni 18)

La dolcezza e la musicalità nelle parole e nelle note è la caratteristica che mi attira superficialmente. In queste ricerco poi il contenuto, il messaggio che il cantante o il complesso vuole esternare. Ritengo che nel campo della musica leggera non ci si debba assolutamente uniformare alla moda corrente, ma seguire quei tipi di musica che ci toccano nell'intimo. La musica potrà essere classica, jazz, country, disco, non ha importanza, basta che aiuti a cantare il proprio "io".

 

 

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