Paola Volonghi

 

 

 

appunti tratti dalle lezioni di filosofia del
 prof. Maurilio Lovatti 
(anno scolastico 2006-07)

 

Sigmund Freud

 

 

VITA: Nasce a Freiberg (Moravia, oggi nella Repubblica Ceca) nel 1856 in una famiglia ebraica. Frequenta a Vienna il ginnasio della città e nel 1873 si iscrive alla facoltà di medicina dove si laurea nel 1881. Ancora studente inizia a svolgere un'attività di ricerca presso il laboratorio di neurofisiologia di Ernst Brücke. Nel 1882 si fidanza. Nonostante le soddisfazioni scientifiche, abbandona la ricerca e si dedica alla pratica clinica. Lavora quindi presso l'ospedale di Vienna con la qualifica di assistente nel reparto psichiatrico. Nel 1885 una borsa di studio gli consente di recarsi a Parigi (alla Salpêtrière) dove insegna Charcot, noto in tutto il mondo come clinico dell'isteria e come praticante di ipnosi. Charcot, attraverso lo studio della persona sotto ipnosi era arrivato alla conclusione che era falsa la tesi, allora molto accreditata, secondo la quale i disturbi psichici sono causati da danni celebrali permanenti (perciò una persona pazza ha qualcosa nel cervello che non funziona). Ad esempio, sotto ipnosi persone che erano soggette ad attacchi di panico, non ne soffrivano più.
Al suo ritorno a Vienna si sposa. Nel decennio 1886-96 la sua vita cambia notevolmente: sono anni di intenso impegno famigliare e professionale. Nel 1896 muore il padre e Freud vive un periodo di grande sofferenza, che affronterà attraverso l'analisi dei suoi stessi conflitti profondi. L'autoanalisi sarà soprattutto analisi dei sogni. Nel 1900 viene pubblicato il poderoso risultato del lavoro svolto su se stesso e con i suoi pazienti: "L'interpretazione dei sogni". Nel 1902 è nominato professore straordinario. Nel 1904-5 vengono pubblicate due delle sue opere più importanti: "Psicopatologia della vita quotidiana"(parla della dimenticanze delle azioni della vita quotidiana, spiegate attraverso la psicoanalisi) e "Tre saggi sulla teoria sessuale". Diventa celebre e molto ricercato come terapeuta.
Nel 1908 viene organizzato il primo congresso internazionale di psicoanalisi: università inglesi e statunitensi lo invitano a tenere conferenze sulla teoria e sul metodo da lui elaborato. Pubblica Introduzione alla psicoanalisi, opera divisa in due parti.
Nel 1920 pubblica Al di là del principio di piacere, che segna una svolta del suo pensiero. Nel 1930 pubblica Il disagio della civiltà, che tratta di temi antropologici.
Pur non essendo un filosofo (conosce bene solamente Schopenhauer e Nietzsche) ha notevolmente influenzato la filosofia dopo di lui e quindi la cultura contemporanea. Infatti i filosofi dopo di lui dovranno fare i conti con l'inconscio.
Con l'avvento del nazismo la psicoanalisi viene fortemente osteggiata in quanto "scienza ebraica". Nel 1933 a Berlino vengono bruciati i testi psicoanalitici. Nel 1938, quando i nazisti entrano a Vienna, Freud decide di emigrare con la famiglia a Londra, dove morirà un anno dopo, nel 1939.

LA PSICOANALISI

Freud capisce che le malattie mentali non sono paragonabili ad una mancata funzionalità del cervello, ma hanno spesso altre cause. Si rende conto che le malattie mentali non sono malattie puramente fisiologiche.
Possiamo distinguere i disturbi mentali in due categorie:
PSICOSI: è caratterizzata da una scissione interiore, si ha quando un persona crede di essere un'altra persona. Si può esemplificare con la pazzia, follia. Se una persona è malata di psicosi, la psicoanalisi non può far nulla.
NEVROSI: sono le varie manie e fobie. Tutte le persone sono nevrotiche. La nevrosi comprende le manie, le fobie (come la claustrofobia) e l'isteria.
Secondo Freud se la nevrosi è tale da produrre difficoltà nelle relazioni personali o causa sofferenza, allora la terapia psicanalitica deve intervenire per togliere la nevrosi. Nonostante questo la maggior parte delle persona vivono tutta la vita con le loro nevrosi. Solo le nevrosi che impediscono lo sviluppo gratificante delle persone necessitano di essere curate.
La terapia analitica è una terapia eziologica: non serve a occultare il sintomo, ma interviene direttamente sulla causa. La nevrosi da cosa è prodotta? Noi abbiamo le pulsioni (desiderio, volontà di fare qualcosa) che Freud vedeva come una sorta di dolore. Di fronte a queste pulsioni abbiamo varie possibilità. La pulsione può essere:
Soddisfatta: ho sete e quindi bevo
Repressa: supponiamo che io ho fame però sto guardando un bel film. Decido di aspettare e quindi la pulsione risulta repressa, perché si è consapevoli di aver rinviato il compiacimento.
Rimossa: si ha quando una persona è totalmente presa da un'attività che non sente la pulsione. In questo caso non si ha la consapevolezza del rinvio. Più in generale, la rimozione può essere concepita come un'operazione con la quale il soggetto cerca di respingere nell'inconscio immagini e ricordi che gli risultano spiacevoli, perché legate a desideri contrari a norme morali o sociali interiorizzate dalla persona.
Sublimata: la pulsione prende una direzione diversa. Secondo Freud i sacerdoti cattolici che fanno il voto di castità reprimono la pulsione sessuale, e questa energia viene indirizzata verso altre vie; per questo motivo si tratta di sublimazione. Un altro esempio di sublimazione è quello dell'artista.
Tutte le pulsioni sono manifestazione di un'unica energia vitale originaria che Freud chiama LIBIDO (energia, grinta). Secondo Freud tutte le nevrosi derivano da rimozioni infantili (prima dei 6 anni) delle pulsioni. Le pulsioni che rimuoviamo dopo i 6 anni hanno la loro spiegazione in rimozioni compiute nell'infanzia. Il nostro carattere è plasmato tra 0-6 anni. Freud vuole curare le nevrosi rimuovendo la causa, che è appunto la rimozione delle pulsioni.

I TOPICA: riguarda il livello di consapevolezza umana
CONSCIO
PRECONSCIO
INCONSCIO
Il conscio è consapevole, mentre preconscio e inconscio sono inconsapevoli. Es: quando una persona guida da un po' è talmente abituata che non pensa più a cosa deve fare. Questo è il preconscio, perché è facilmente richiamabile alla coscienza. L'inconscio, invece, non è facile farlo emergere. Solo la psicoanalisi può farlo emergere dopo un lungo lavoro. Secondo Freud molti comportamenti hanno motivazioni inconsce. Le motivazioni inconsce si possono scoprire dopo un lungo studio psicoanalitico.
Noi che siamo razionali, in realtà siamo guidati da motivazione che hanno origine nell'inconscio. Per Freud, però, la psicoanalisi ha il compito di spiegare questi comportamenti rimandandoli alla razionalità. Perciò Freud non è irrazionalista.

II TOPICA: definisce 3 tendenze della mente umana (3 istanze psichiche)
IO
ES (pronome neutro tedesco, corrispondente al latino id)
SUPER-IO

Nella seconda topica è come se Freud paragonasse la nostra mente a un consiglio di amministrazione di 3 soci: se io devo decidere se oggi studio o esco, ci sono 3 soci che decidono. Questi 3 sono chiamati istanze psichiche. Nel consiglio di amministrazione la decisione presa è il risultato del confronto tra i soci. Queste 3 istanze cercano di orientare la decisione, che è una, perché unica è la persona; ci sono 3 "voci" che hanno però diverso interesse. Freud dice che l'io è come un servo che deve soddisfare due padroni: l'es e il super-io. Freud pensa che l'unica di queste tre istanze innata sia l'es, cioè l'insieme delle nostre pulsioni, istinti naturali, desideri.
Questo insieme di pulsioni è l'energia libidica (libido) che ogni uomo o animale ha per natura. L'istinto animale, la sopravvivenza sono tutte pulsioni innate che non sono frutto dell'esperienza.
L'es è inconscio in gran parte. Fame, sete, sonno sono consapevoli. Gli impulsi sessuali non sempre sono consapevoli. L'es è guidato dal principio di piacere (il principio che ci porta a sciegliere le azioni che rendono massimo il piacere e minimo il dolore immediati causati dall'azione). Il bambino nel primo anno di vita impara a fare i conti con la realtà e non segue più solo ciò che desidera. L'io è dato dalla struttura razionale di una persona.
Es: se si avvicina una candela accesa a un bambino di pochi mesi, il bambino cercherà di toccarla, gli piacciono la luminosità e la forma mobile della fiamma, e si scotterà. Riavvicinando la candela il bambino non la toccherà più, perché ha imparato dall'esperienza (principio di realtà). L'io nasce come correzione del principio di piacere e segue il principio di realtà. Il bambino, a cui piacerebbe toccare la fiamma, non la tocca più per il principio di realtà, perciò fa qualcosa che va contro al suo piacere immediato.
Si potrebbe obiettare che questo è sempre un comportamento guidato dal principio di piacere, perché al bambino conviene non toccare la fiamma. Però già pensando che conviene non fare una cosa, si usa già la ragione. Quindi l'es è innato, l'io nasce nei primi mesi di vita.
Il super-io è una sorta di coscienza morale: una serie di divieti che impediscono di fare certi atti che il bambino assorbe dall'ambiente, in particolare dai genitori o da altre figure adulte, dai 3 ai 6 anni.
Queste 3 fasi, definite nei primi 6 anni, condizionano i comportamenti della persona nella vita adulta.
Es: una psicologa bresciana, Elsa Belotti,  ha proposto una metafora: se la persona e paragonabile ad una casa, caratterizzata da un ridotto pian terreno e da un'ampia cantina e un altrettanto ampio primo piano, la cantina rappresenta l'es (perché è disordinata, confusa, piena di cose che non si usano da tempo) e il primo piano rappresenta il super-io con tutto il peso dei divieti, si ha subito l'idea che l'io (il piano terra) sia schiacciato.
Freud dice "l'io è un servo oppresso da due padroni, che danno ordini contrastanti", da un lato il super-io che censura, dall'altro l'es che desidera.
Secondo Freud i filosofi in maniera errata consideravano l'io come la parte più importante dell'uomo. Ma l'io è solo una parte. Dato che gli ordini di super-io e es sono per la maggior parte inconsci, non ce ne rendiamo conto. La razionalità è quindi solo una delle 3 istanze psichiche schiacciata dall'es e super-io.

FORMAZIONE DEL CARATTERE

Possiamo definire il Temperamento come la parte innata del carattere di una persona, mentre il Carattere in senso stretto è la parte acquisita con l'esperienza.
Come un nuotatore vince la gara non solo perché ha talento, ma anche perché si è allenato, così la componente acquisita è più importante di quella innata. Uno può anche avere un quoziente intellettivo eccezionale, ma se non esercita il pensiero si troverà sullo stesso piano di quello che ha un quoziente intellettivo minore, ma è "allenato". Quindi la parte innata è ridimensionata da quella acquisita, che è molto importante. Il temperamento diventa quasi irrilevante rispetto al carattere.
L'idea rivoluzionaria di Freud è che la parte acquisita del carattere si forma da 0 a 6 anni.
Vi sono 3 fasi in cui si forma il carattere, fasi che possono essere vissute in modo gratificante o frustrante e questo influenza profondamente il carattere:
1) ORALE: primo anno di vita. La massima forma di piacere è la suzione del latte materno, anche per il contatto fisico con la madre. Recenti studi dicono che il bambino si sente un tutt'uno con la madre fino ai 6 mesi, non si percepisce come persona autonoma. In questa fase il bambino prova questo piacere principale attraverso la bocca. Se si vive in maniera gratificante questa fase, si sviluppa l'ottimismo e una forte autostima di sé. Se invece è frustrante si tende al pessimismo e alla depressione. Questa esperienza è diversa da bambino a bambino per il diverso comportamento della mamma nei suoi confronti. Se il bambino ha uno sviluppo normale, positivo (che lo aiuta a crescere) c'è un passaggio naturale alla fase successiva. Se invece lo sviluppo è difficoltoso il carattere orale tende a fissarsi e non evolve naturalmente, perciò alcuni aspetti di questa fase rimangono nelle fasi successive:
Esempi di comportamento o di bisogno riconducibili a fissazione di caratteri orali:
eccessiva dipendenza dalle altre persone;
eccessivo bisogno di affetto;
paura di essere abbandonati;
narcisismo;
golosità;
fumo, bacio e il masticare la gomma.
2) ANALE, fase che aveva destato più incredulità al tempo. Da 1 a 2 anni. Secondo Freud nella fase anale il maggior piacere del bambino è nel defecare, il bambino vede le feci come un regalo ai genitori. In questa fase viene creato un valore simbolico nella defecazione. Se il carattere anale si fissa e non evolve naturalmente, rimangono nella vita adulta alcune caratteristiche:
possessività;
scrupolosità eccessiva;
ossessività;
masochismo e autolesionismo;
aggressività (mascherata o manifesta).
Secondo Freud narcisismo e ossessività, due difetti combinati assieme sono spesso presenti nel carattere dei grandi uomini (scienziati, politici, riformatori religiosi, ecc.). La fissazione di una fase è vista come negativa se la guardiamo dal punto di vista dell'autorealizzazione, però può essere positiva per l'umanità (come nel caso di Leopardi).
3) FALLICA, va dai 3 ai 6 anni. La fase prende il nome in riferimento al complesso di Edipo re. Freud ha preso questa metafora dal mondo classico per indicare che il bambino maschio inizialmente ha come unico riferimento la madre, poi inizia a capire che la madre è innamorata del padre e che quindi il padre ha un ruolo all'interno della famiglia. Si crea così un rapporto ambivalente tra bambino e padre. Siccome il bambino vede che la madre è innamorata del padre, vuole essere il padre. Perciò il bambino inizia a temere il padre perché lo vede come un rivale, teme, inconsciamente, di essere castrato dal padre. Si ha quindi un difficile equilibrio tra il desiderio di imitare il padre e la paura del padre. Lo sviluppo equilibrato del bambino, secondo Freud, è dato da un giusto equilibrio tra ammirazione, imitazione del padre e paura del padre. L'ammirazione e l'imitazione sono indispensabili per l'identificazione sessuale del bambino. La paura del padre porta a non avere desideri incestuosi. La mancata identificazione del padre secondo Freud porta all'omosessualità, che per Freud è patologica. Oppure porta all'impotenza (l'uomo identifica le altre donne come la madre) o al dongiovannismo.
La paura (di essere castrati) è all'origine della nascita del super-io. I divieti morali nascono inizialmente dal timore e sono in gran parte inconsci. Il divieto dell'incesto non viene dato dalla ragione, ma è fissato dentro di noi, è un tabù. Si forma quindi tramite la nascita del super-io la coscienza morale, concepita come una serie di divieti. I divieti morali sono inconsci, noi li percepiamo come dei sensi di colpa.
La femmina è più complicata. Questo perché prima c'è il distacco dalla madre e poi si deve "innamorare" del padre. Ha un passaggio in più rispetto al maschio. Superata poi la fase di distacco emotivo dalla madre è la stessa cosa del bambino maschio.
Al tempo di Freud il capofamiglia era l'uomo. Per il maschio è quindi più facile assorbire i tabù perché ha paura del padre rispetto alla femmina. La formazione della coscienza morale nella femmina è più lunga. Secondo Freud tra i sentimenti delle bambine c'è la mancanza del pene. Le bambine vedono la loro sessualità come forma di inferiorità (perché nella società si attribuiva più valore all'uomo). Il bambino teme il padre e quindi è più facile obbedirgli, mentre la bambina teme la madre, che però non è percepita così minacciosa come il padre.

Sono queste le 3 fasi di formazione del carattere. Però si possono avere durante la vita delle regressioni: eventi traumatici dal punto di vista psicologico che fanno regredire alla fase precedente. Ritornano tendenze inconsce che si sarebbero già dovute oltrepassare. A questo sono dovute le disfunzioni sessuali.
6-11 anni: fase di latenza (non succede nulla di rilevante per la formazione del carattere).
12-16 anni: fase preadolescenziale che può portare a esaltare alcuni aspetti del carattere ma sono cambiamenti del tutto marginali, rispetto a quelli infantili. Se uno da timido diventa estroverso si dice che ha cambiato carattere. Secondo Freud invece è probabile che la causa che ha portato alla sua timidezza (per esempio la bassa autostima) rimanga, mentre cambia solamente la manifestazione di tale causa. Secondo Freud le radici strutturali del carattere non cambiano, o cambiano molto difficilmente tramite la terapia analitica.
Lui si occupa quindi della cura delle nevrosi che sorgono perché nella fase infantile si sono scatenate delle pulsioni represse. Il sintomo nevrotico nasce come sintomo a queste pulsioni represse. Quindi la rimozione di alcune pulsioni porta alla nevrosi.


TERAPIA

La terapia non è farmacologica e nemmeno chirurgica, ma è verbale. La sua durata è di molti anni. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, l'analista sta alle spalle per non metterlo in imbarazzo. La terapia si basa su:
interpretazione dei sogni
analisi dei lapsus e degli atti mancati
sistema di associazioni libere

Gli atti mancati succedono per esempio quando uno va in un posto e si dimentica qualcosa. La tesi di Freud è che "questi atti non sono mai casuali" ma derivano dall'inconscio. Uno tende a dimenticare più frequentemente un oggetto in un posto dove inconsciamente vuole tornare. Tra gli atti mancati c'è anche la dimenticanza del nome di una persona, perché magari quel nome è associato a qualcosa di brutto. I lapsus si hanno quando una dice una parola al posto di un'altra (oggi è stato dimostrato che non derivano solo da cause psicologiche, ma anche da stanchezza, assonanze, ecc.).
Le associazioni spontanee si hanno quando di fronte a una parola o a un'immagine il paziente deve dire cosa associa a tali cose. Nell'immediatezza dell'associazione l'azione di censura del super-io è meno determinante di quanto si ha in un ragionamento che richiede tempo.

L'INTERPRETAZIONE DEI SOGNI



Nel sogno Freud distingue un contenuto manifesto e un contenuto latente. Sembra che i sogni durino pochi attimi, ma non si sa bene. Freud chiama contenuto manifesto del sogno il racconto del sogno. Mentre il contenuto latente del sogno è il suo significato nascosto. C'è quindi un significato nascosto diverso dal manifesto.
Il sogno, come ogni nostra scelta, è controllato dal super-io, che censura e vieta, paragonato a un corpo di guardia in un castello. In pieno giorno la guardia è efficace, di notte lo è di meno, quindi qualcuno potrebbe riuscire ad entrare nel castello. Secondo Freud quei nostri desideri che durante la veglia non riusciamo a esprimere, si esprimono in maniera subdola nel sogno. Perciò il sogno è espressione di un desiderio (non è che si desidera proprio quello che si sogna, ma magari si desidera qualcosa che appare emotivamente legato al contesto del sogno). Una persona che sogna di andare al funerale di un'amica non è che vuole che l'amica muoia, ma magari il funerale è collegato al desiderio dell'incontro con una persona in particolare.
Solo chi conosce bene le esperienze infantili di una persona può interpretare i sogni.
Secondo Freud ci sono dei meccanismi classici che si verificano ripetutamente nel sogno che possono aiutare a ricostruire il latente:
Lo spostamento si ha quando un personaggio del sogno manifesto, non è quello che è nel racconto del sogno, ma è un altro. Es: una donna sogna di essere picchiata dal marito. La persona nel contenuto manifesto è il marito, mentre nel contenuto latente è un'altra persona (per esempio il padre). Questo avviene perché se il personaggio fosse quello vero il desiderio risulterebbe più chiaro e quindi il super-io dovrebbe intervenire censurando.
La condensazione è per Freud uno dei caratteri più rilevanti del sogno: il contenuto manifesto del sogno è scarno, laconico, povero rispetto alla ricchezza dei pensieri e delle emozioni espresse nell'atto di sognare. L'interpretazione del sogno non esaurisce quasi mai tutti i significati latenti presenti nel sogno stesso. Un esempio semplice di condensazione si ha quando un personaggio del sogno assume la sembianze di un'altra persona durante lo svolgimento del sogno, pur mantenendosi continuità di ruolo. Oppure un personaggio del contenuto manifesto manifesta i caratteri e il ruolo emotivo di due.
Il simbolismo è la presenza di simboli abbastanza universali. Per esempio se uno sogna di essere in mare per il simbolismo è come se volesse ricreare l'atmosfera dell'utero materno. Jung, discepolo di Freud, sosteneva che ci fosse una sorta di simbolismo universale (fin dalle origini) che fa parte del patrimonio genetico dell'uomo.
Jung dice che gli uomini tendono a creare dei simboli e siccome gli uomini conoscono e comunicano fra loro questo simbolismo diventa comune. Parla di inconscio collettivo e di strutture simboliche comuni: per natura gli uomini tendono a creare dei simboli che diventano comuni e universali. Per Freud il simbolismo era solo un fatto pratico che veniva sfruttato per interpretare i sogni (concezione metodologica).

Lo psicanalista deve individuare le rimozioni infantili che hanno causato il sintomo nevrotico e cercare di eliminarlo radicalmente, oppure se non ci si riesce, solo il fatto che il paziente è consapevole della sua situazione costituisce già un già un passo avanti, un risultato parziale della cura. Sorge però un problema pratico: siccome le nevrosi nascono dall'attività del super-io che, ha bloccato il soddisfacimento delle pulsioni dell'es, esistono delle forme di difesa inconscia. Il paziente che va dallo psicanalista da un lato desidera farsi curare, eliminando le cause della sua infelicità. C'è il desiderio di cambiare. C'è però anche un desiderio inconscio di difesa e questa difese sono difficili da vincere da parte dello psicanalista. Perciò non basta una motivazione razionale del paziente, ma occorre, per vincere questa resistenza, il transfert, un meccanismo di immedesimazione, empatia, che si viene a creare tra paziente e medico. Questo perché il paziente sente che il medico è buono e che lo vuole aiutare. È come se il paziente si "innamorasse" del medico, ha un atteggiamento di benevolenza che lo porta a pensare che se non collabora delude il medico. Questo feeling emotivo aiuta notevolmente la rimozione delle difese del super-io. Al transfert si contrappone un controtransfert: anche il medico si affeziona al paziente, quindi il medico potrebbe inconsciamente tendere a proteggere il paziente; per esempio per evitare che soffra potrebbe non andare a fondo del problema. Il transfert è perciò benefico per l'efficacia della cura, mentre il controtransfert va ridimensionato. Se il medico è consapevole del fatto che potrebbe affezionarsi (anche per una sorta di narcisismo, perché si sente ammirato e stimato dal paziente) deve stare attento a non farsi condizionare. Per evitare che avvenga il controtransfert è necessario che il medico si stato precedentemente psicoanalizzato (la cosiddetta analisi didattica). Freud, essendo il primo psicanalista, non poteva certo farsi psicanalizzare. Freud era però motivato da un forte desiderio di scoprire i meccanismi di funzionamento della psiche umana e quindi in questo modo si crea da solo l'autoconsapevolezza per il ridimensionamento del controtransfert.

AL DI LÀ DEL PRINCIPIO DEL PIACERE

Dalla pubblicazione di questa opera, nel 1920, si notano dei cambiamenti del pensiero di Freud. Molti soldati tornati dalla trincea alla fine della prima guerra mondiale avevano incubi continui. Si trattava delle cosiddette nevrosi di guerra. Freud era ormai molto conosciuto, e gli viene perciò affidato il compito di analizzare le nevrosi di guerra e trova qualcosa che lo fa dubitare di quello che aveva fino ad ora pensato.
Secondo Freud i comportamenti umani sono determinati sulla base del principio di piacere, che ci induce a cercare il piacere e evitare il dolore, consapevole e inconsapevole, principio che guida l'es, ma quando si forma l'io, seguono anche il principio di realtà: se un'azione ci provoca un piacere immediato, ma poi un dolore molto più grave in seguito, noi cerchiamo di evitarla. Prendiamo in considerazione i sogni di un nevrotico di guerra. Siccome il sogno è espressione di un desiderio, allora anche l'incubo potrebbe esprimere un desiderio, che sicuramente non era di rivivere la paura e l'angoscia che si provavano nel sogno. Esaminando i nevrotici di guerra Freud conclude che in molti casi non si riesce a trovare un motivo (un desiderio inconscio di qualcosa di piacevole) per sogni così ricorrenti. Non c'è un motivo per cui si sogna sempre la trincea a cui non sono collegati elementi positivi, ma c'è solo una coazione di ripetere il sogno che non dipende dal principio di piacere.
Prova così a ribaltare la sua teoria: afferma che l'uomo è mosso da due principi:
L'istinto vitale, eros o pulsione di vita: si manifesta nel principio di piacere e nel principio di realtà.
La pulsione di morte: una pulsione ci fa tendere a tornare allo stato inorganico. È la tendenza a lasciarci andare, a non reagire. Freud vede questa pulsione come un limite per l'uomo, un'incapacità di soddisfare i desideri. Accettare o non accettare l'esistenza della pulsione di morte può essere vista come una scelta filosofica. Alcuni caratteri negativi dell'uomo (come l'aggressività) sono spiegabili come conseguenza della pulsione di morte e quindi sono considerati come una componente innata della natura umana. Freud sostiene che i mali della società derivano da questa pulsione. Chi invece la rifiuta tende a vedere come causa dell'aggressività la frustrazione dovuta ad un ambiente ostile o ai comportamenti delle altre persone. Es: nella psicologia americana non freudiana (da anni '50 a oggi) si è avuto un continuo dibattito sul tema dell'aggressività: sono stati fatti anche degli esperimenti per verificare se l'aumento di frustrazione portava all'aumento dell'aggressività. Il problema è se la frustrazione è una componente intrinseca dell'uomo o se è provocata dalla società. Chi sostiene la seconda opzione è convinto che creando una società migliore l'aggressività possa diminuire. Questo è un esempio di metapsicologia. Freud partendo da dati empirici (esperienza) ha modificato il suo modello antropologico. Queste questioni psicologiche hanno una forte rilevanza antropologica e filosofica.

DISAGIO DELLA CIVILTÀ

Viene scritto nel 1930. La società è fatta da leggi e regole che servono a imbrigliare le pulsioni. Perché la civiltà esista, la società deve contenere le nostre pulsioni. È vero che il super-io causa delle nevrosi, però non bisogna pensare che se non ci fosse il super-io le cose andrebbero meglio, perché senza di esso non si avrebbe la civilizzazione. Il super-io ha anche la funzione di contenere l'aggressività, la pulsione di morte intrinseca alla natura umana. L'infelicità provocata dalle nevrosi è un prezzo da pagare perché sussista la civiltà, perciò chi vede solo il lato negativo del super-io coglie solo un aspetto parziale della realtà. Se il super-io fosse meno forte e presente, l'uomo non sarebbe in grado di intrattenere rapporti sociali con le altre persone, perciò la civiltà collasserebbe.
Per Freud il desiderio incestuoso è un desiderio inaccettabile per la società, ma è meglio la sua sublimazione piuttosto che la rimozione. La psicoanalisi deve lenire i danni del super-io senza arrivare allo sradicamento di esso. Affinché venga ridotto il disagio sul singolo si interviene con la terapia, mentre a livello sociale si agevolano tutti i meccanismi di sublimazione (che rende meno drammatico il fatto di rimuovere le pulsioni).
La sublimazione rende meno drammatico il fatto di rimuovere le pulsioni. Alcune pulsioni vanno sublimate in attività che coinvolgono la mente: è un modo sano per bloccare le tendenze antisociali dell'uomo (che sono l'aggressività derivata dalla pulsione di morte e le pulsioni libidiche che sono incompatibili con la società).

 

 

N. B. Gli appunti sono stati presi durante le lezioni e non sono stati rivisti, ne integrati con le spiegazioni del manuale di filosofia in adozione

 

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