Franco Manni

 

 

Recensione del film

 

Harry Potter

Ultimo film

 

 

 

Breve questo mio commento, per due motivi: il poco tempo che ho, e il fatto che abbia visto il film una volta sola.
Il secondo motivo è legato al fatto che - in sostanza - non mi è piaciuto!
Già il libro non mi era piaciuto (vedi il mio commento: Harry Potter Saga, in Living Force Anthology, Yavin4 Edizioni, Reggio Emilia, 2009, p. 210-211), e il film accentua rispetto al libro i lati che secondo me sono negativi (“buonisti”, “dolciastri”) per es. omettendo quei commenti sui Doni della Morte del libro in cui si dice che essi - per quanto mitizzati dalla Tradizione - in realtà non hanno poi questa grande importanza... non sono essi ad essere Risolutivi nelle lotte e nella vita...
Sia nel libro sia nel film l'errore poetico più grande è la morte e la risurrezione di Harry... il pathos crolla quando un personaggio che muore poi risorge e cammina tra noi facendo firulì e firulà... Tolkien nelle Lettere scriveva che avere fatto risorgere Gandalf dopo il duello col Balrog è stato il suo più grave “errore artistico” nel Signore degli Anelli... La risurrezione di Gesù non è certo una cosa del genere... la Maddalena presso il sepolcro, i discepoli di Emmaus per strada , Pietro e Giovanni sul lago non lo riconoscono!... Ed egli non rimane con loro individuo tra gli individui a condividere la vita e le sue vicende, il “risorto” è piuttosto la non riconoscibile Icona fisica di qualcosa di fortemente diverso...

Altro errore è il problema delle Ferite del Male …le incarnazioni del Male come Hitler, Sauron o Voldemort (o un altro Voi Sapete Chi italiano di oggidì... sapete, quello non molto alto...eh, eh!) possono essere sconfitte e perire, ma il male che hanno prodotto non scompare, le ferite di esso rimangono anche molto a lungo... è quello che Tolkien continuamente prima fa dire ai suoi personaggi (“questa di Sauron è solo una delle maree di questo mondo, è quella che dobbiamo affrontare noi qui e ora, ma non è certo l'unica... e le ferite da lui fatte rimarranno...”), e poi lo mostra nella Contea degradata, nel pulsare della ferita di Frodo e nel suo non poter restare a casa, nel lancinante desiderio del Mare di Legolas, nell'esodo degli Elfi dalla Terra di Mezzo... Tolkien addirittura scrisse un racconto incompiuto (The New Shadow) in cui descrive adolescenti di Minas Tirith dopo anni dalla morte di Aragorn Elessar che si travestono da Orchi e adorano Sauron...

Qui invece - alla fine della saga di Harry Potter - tutto o si trasforma o scompare... non si sa dove vadano a finire i tantissimi Mangiamorte, né cosa succeda al Ministero, e Draco Malfoy viene mostrato come un bravo padre che accompagna l'erede alla stazione

Altro errore poi è la ripetitività dei duelli con Voldemort e dei duelli in generale... è vero che nel libro ci sono, ma in mezzo a tante altre cose perchè il libro è lunghissimo , qui il regista dovendo di necessità selezionare, questo aspetto avrebbe dovuto ridurre...

E poi troppe facce compunte che dicono “frasi lapidarie”, ma che - nella ripetizione del Commuovente - scadono nello Stucchevole e non ci si crede, non ti prendono più, un po' come l'analogo difetto nei film di Narnia...

E poi il manicheismo (teoria filosofica dei Due Principi, il Dio del Male che è tutto male, e il Dio del Bene che è tutto bene, e così i loro seguaci...) verso Voldemort... non c'è nulla di buono del bambino e ragazzo Tom Riddle che in qualche modo possa essere salvato... e d'altra parte - con errore speculare - tutto è buono in Harry... egli non ha mai fini meschini, spietatezze, invidie, risentimenti isterici, disperazioni, perversità anche piccole....

Cosa ho trovato di positivo nel film (e nel libro) ? Che il Limbo sia una stazione ferroviaria... questa cosa mi piace! Descrive qualcosa che “prende” nella nostra vita dei nostri tempi!...è poco retorico...!
… e poi la scena di Harry bambino nella camera da letto... mi rimanda a esperienze psicanalitiche di idealizzazione della mamma... come quelle che racconta non ricordo dove Pier Paolo Pasolini a proposito di quando era bambino piccolissimo a Bologna in una camera con la finestra aperta e le tende che ondeggiavano al vento... e poi le immagini in generale della Scuola e i costumi... fatti benissimo... così come le facce degli attori, assai bene scelte...

Credo comunque che non ci si potesse aspettare un “colpo d'ala” del Regista rispetto a ciò che aveva già determinato l'Autrice nel suo romanzo... questo lo riescono a fare solo i grandi registi come Stanley Kubrik fece nel suo film tratto dal romanzo di Stephen King Shining.

Andiamo a fondo, per concludere : … questa saga di narrativa ci ha lasciato la realizzazione di una scrittura sperimentale, un qualcosa di nuovo: fare crescere i personaggi nel mentre crescono i lettori e così far crescere lo stile, il tono, i concetti trasmessi romanzo per romanzo... e questo è degno di essere ricordato, secondo me.

Ma i film – per quanto molto pubblicizzati – non credo che siano affatto memorabili... non voglio esagerare e dire che siano inutili, perchè in fin dei conti hanno potuto indirizzare molti spettatori verso la saga narrativa scritta, ma memorabili no! Quelli di Starwars lo sono perchè del tutto originali e indipendenti da libri, quelli del Signore degli Anelli lo sono (anche se di meno) perchè arrivano dopo molti decenni dal libro di origine e costituiscono per i lettori appassionati di esso come una sorta di “compensazione” alla carestia di critica, di dibattito, di condivisone interpersonale, di visività , carestia durata decenni... quelli di Harry Potter – invece - non lo sono perchè sono solo “doppioni facilitati” dei libri di origine, usciti quasi in contemporanea ad essi...

 

 

 

 

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