Franco Manni

 

25 aprile 1945

 

 

Da quando sono piccolo (io ho 60 anni) sento dire e predicare che “i partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo” e che il 25 APRILE è la data che ricorda questa Liberazione… e che i partigiani erano o tutti o la maggior parte degli Italiani… almeno “nel cuore e nella mente”.

Questo ritornello l’ho sentito e lo sento ancora oggi dovunque: dalla televisione alla politica alla stampa alla scuola ai “discorsi della gente”. Io però vicino, nella mia stessa casa contro questa velenosa falsità avevo l’antidoto di mio padre (che era stato fascista repubblichino combattente nella guerra e era rimasto coerente fascista fino alla morte nel 1995) il quale mi diceva spesso che invece i fascisti eravamo noi Italiani alleati dei Nazisti e che chi sconfisse gli Italiani (fascisti) e i loro alleati tedeschi (nazisti) erano stati “gli Anglo-Americani”.

John Keegan, nel suo libro La Storia Militare della Seconda Guerra Mondiale, definisce la Resistenza europea una noiosa zanzara sul collo del Terzo Reich. Di 300 divisioni del Terzo Reich solo dieci furono assegnate da Hitler per il “fronte interno”, e queste 10 divisioni furono principalmente dislocate nei seguenti teatri: Jugoslavia Centrale e Russia Occidentale, e – ma in subordine – in alcune zone della Albania, della Grecia e della Francia di Vichy. Keegan non parla dell’uso di queste 10 divisioni in Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria… come non parla dell’Italia!

Il Regno d’Italia era alleato di Hitler fino all’8 settembre del 1943… ma dopo di allora fu occupato dalle truppe tedesche che non si fidavano delle forze morali e militari dei neo-fascisti della Repubblica di Salò. Il Re di questo Regno d’Italia addirittura dichiarò guerra a Hitler, e in Italia dopo l’8 settembre ci fu una Resistenza anti-nazifascista. Cosa si intende per “Resistenza”? Keegan opportunamente la chiama “guerriglia e sabotaggio”: cioè esclude di definire “resistenza” altre attività, come per esempio quella di “corrucciato e silenzioso pensiero ostile al nazifascismo, pensiero che si consumi (o si dichiari che sia consumato, vista la non controllabilità dell’assunto) all’interno ermeticamente sigillato dei lobi cerebrali di un individuo che si guarda bene da esternare tali pensieri corrucciati”.

Quanti furono i “guerriglieri e sabotatori” (quelli che tedeschi ed italiani fascisti chiamavano “banditi” e gli Italiani dopo la fine della Guerra “partigiani”) nell’Italia nazifascista (quella centro-settentrionale della Repubblica di Salò dall’8 settembre del 1943 al 25 aprile del 1945, visto che in quella meridionale era occupata dagli Anglo-Americani)? A questa importante (“importante” , visto il cruciale ruolo politico, intellettuale e morale della propaganda della “Italia librata dal nazifascismo da parte degli Italiani stessi in maggioranza partigiani” di cui dicevo all’inizio e che è durata fino ad oggi per 74 anni!) domanda storica, da parte degli storici di professione non ci sono riposte uniformi né chiare ad interpretarsi.

In primo luogo è doveroso ricordare che nessun “partigiano” (cioè “guerrigliero”) esistette prima dell’8 settembre del 1943: mentre in Russia, Jugoslavia e Vichy la Resistenza esisteva già dal 1941, in Italia anche dopo il capovolgimento delle sorti della Guerra del 1942 (da allora in poi fino alla fine l’Asse arretrò sempre di fronte agli Alleati), e anche dopo l’invasione Anglo-Americana dell’Italia meridionale del giugno 1943 e la caduta del governo fascista e l’arresto di Mussolini del luglio 1943, non esisteva alcun “partigiano”!

Dopo l’8 settembre le cifre dei combattenti armati della Resistenza italiana sono queste: 9.000 nell’inverno 1943-44, 12.000 nella primavera 1944, 50.000 i “partigiani estivi” dell’agosto del 1944, 20.000-25.000 nell’inverno 1944-45, 100.000 dopo lo sfondamento Alleato della Linea Gotica e il dilagare dell’Armata Alleata nella Pianura Padana nei giorni della “insurrezione”, cioè i giorni attorno al 25 aprile del 1945. La Repubblica di Salò ebbe una popolazione che variò (secondo l’arretramento progressivo del fronte) dai 36 milioni ai 30 milioni di abitanti. Ecco che la percentuale di Partigiani sugli Italiani dello Stato Nazifascista di Salò era all’inizio un partigiano su 3.600 persone, alla fine e al suo meglio quando gli AngloAmericani entro due o tre giorni sarebbero entrati in tutte le città del NordItalia, erano un partigiano su 300 persone!

Io però ho voluto fare un esperimento diretto di ricerca storica ho chiesto (essendo in tema col programma di storia del secondo quadrimestre della quinta liceo) a tre mie quinte, nel corso degli ultimi anni, di chiedere a i genitori e ai nonni vivi questo importantissimo dato della tradizione famigliare: se tra gli ascendenti maschi in età di combattere durante il 1943-44 (e cioè i due nonni maschi e i 4 bisnonni maschi) ci fosse qualche “partigiano”, cioè “guerrigliero” anti-nazifascista. Si trattava (sommando le tre quinte) di 53 studenti con sei ascendenti maschi dell’età giusta ciascuno, per un totale di 378 ascendenti maschi. Ecco il risultato della mia ricerca: su 378 uomini abitanti nel cuore del territorio della Repubblica di Salò in quei venti mesi della “Resistenza” NEANCHE UNO ERA STATO PARTIGIANO (“guerrigliero, sabotatore” anti-nazifascista) !

Ci sono stati i Partigiani in Itali ? Sì, ci sono stati, e una minoranza di essi sono stati eroi e martiri, pensiamo per esempio al bresciano Teresio Olivelli! Hanno dato essi una testimonianza di Coraggio per i valori della Libertà e della Giustizia ? Sì, la hanno – in varia misura secondo i casi personali – data!

Il punto importante per noi Italiani è però questo: i partigiani (i guerriglieri e sabotatori anti-fascisti) sono stati pochissimi! L’Italia non è stata liberata dal nazifascismo da parte degli Italiani presuntivamente nella maggioranza “partigiani”! I fascisti alleati dei nazisti non sono venuti da Marte, perché i fascisti eravamo noi, noi Italiani! E noi Italiani in estrema maggioranza fascisti di fede più o meno tiepida o accesa o opportunisti di varia sorta siamo stati sconfitti e conquistati dall’Armata Anglo-Americana prima comandata dal generale inglese Alexander e poi dal generale americano Clark. 
Perche' per 74 anni e oggi come allora in Italia continua questa grave e distruttiva confusione tra due cose che sono del tutto tra di loro diverse, e cioe' : 1) onorare i pochi martiri eroi della Resistenza (contro tutti i revisonismi falsificanti alla Pansa , etc), e 2) pretendere che gli Italiani erano (e sono) un popolo di eroici partigiani guerriglieri anti-fascisti ?

Grande domanda che implica una analisi spregiuficata sia del carattere degli Italiani sia piu' in particolare della politica e della cultura (nei loro aspetti trasversali, e non di schieramento ) nella storia italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale....

25 APRIL 1945

Since I was a child (I am 60 years old) I have heard and preached that "the partisans have liberated Italy from Nazi-Fascism" and that APRIL 25th is the date that recalls this Liberation... and that the partisans were either all or most of the Italians... at least "in their hearts and minds".

I have heard this refrain and I still hear it everywhere today: from television to politics, from the press to the school to the "speeches of the people". But close to me, in my own home against this poisonous falsity, I had the antidote of my father (who had been a fascist republican fighter in the war and remained a consistent fascist until his death in 1995) who often told me that instead the fascists were we Italians allied with the Nazis and that those who defeated the Italians (fascists) and their German allies (Nazis) had been "the Anglo-Americans".

John Keegan, in his book The Military History of the Second World War, defines the European Resistance as a boring mosquito on the neck of the Third Reich. Of the 300 divisions of the Third Reich only ten were assigned by Hitler for the "internal front", and these 10 divisions were mainly located in the following theatres: Central Yugoslavia and Western Russia, and - but subordinately - in some areas of Albania, Greece and Vichy France. Keegan does not speak of the use of these 10 divisions in Holland, Belgium, Denmark, Norway, Poland, Czechoslovakia, Hungary... as he does not speak of Italy!

The Kingdom of Italy was an ally of Hitler until 8 September 1943... but after that it was occupied by German troops who did not trust the moral and military forces of the neo-fascists of the Republic of Salò. The King of this Kingdom of Italy even declared war on Hitler, and in Italy after September 8th there was an anti-Nazi-Fascist resistance. What is meant by "Resistance"? Keegan rightly calls it "guerrilla and sabotage": that is, he excludes the definition of "resistance" other activities, such as, for example, that of "concerned and silent thought hostile to Nazi-fascism, a thought that is consumed (or declared to be consumed, given the uncontrollability of the assumption) within the hermetically sealed brain lobes of an individual who looks well enough to express in public externally such highly moral thoughts".

How many were the "guerrillas and saboteurs" (those who were called "bandits" by the fascist Germans and Italians , and, after the end of the war, by the allegedly ‘anti-fascist’ Italians were called "partisans") in Nazi-fascist Italy (the central-northern Italy of the Republic of Salò from 8 September 1943 to 25 April 1945, given that in the south was occupied by the Anglo-Americans)?

To this important ("important" given the crucial political, intellectual and moral role of the propaganda of the "Italy liberated from Nazi-Fascism by the Italians themselves, mostly partisans" of which I said at the beginning and which has lasted until today for 74 years!) historical question, by historians of profession there are no uniform answers or clear to interpret.

First of all, it should be remembered that no "partisan" (i.e. "guerrilla") existed before September 8, 1943: while in Russia, Yugoslavia and Vichy the Resistance had already existed since 1941, in Italy even after the reversal of the fate of the War in the crucial 1942 (from then on until the end the Axis always fell back before the Allies), and even after the Anglo-American invasion of southern Italy in June 1943 and the fall of the fascist government and the arrest of Mussolini in July 1943, there was no "partisan"! No partisans means 0 (zero) partisans!

After September 8, the figures of the armed fighters of the Italian Resistance are as follows: 9,000 in the winter of 1943-44, 12,000 in the spring of 1944, 50,000 the "summer partisans" of August 1944, 20,000-25,000 in the winter of 1944-45, 100,000 after the breakthrough of the Allied Gothic Line and the spread of the Allied Army in the Po Valley in the days of the "insurrection", that is, the days around April 25, 1945. The Republic of Salò had a population that varied (according to the progressive retreat of the front) from 36 million to 30 million inhabitants. Here is that the percentage of Partisans on the Italians of the Nazi-Fascist State of Salò was at first a partisan out of 3,600 people, at the end and at its best when the Anglo-Americans within two or three days would enter all the cities of Northern Italy, were a partisan out of 300 people!

But I wanted to do a direct experiment in historical research I asked (being on the subject of the history program of the second quarter of the fifth year of Italian high school) three class groups of mine, over the past few years, to ask parents and living grandparents this very important fact of family tradition: if among the male ancestors of the age of fighting during 1943-44 (namely, the two male grandparents and the 4 male great-grandparents) there was some "partisan", that is "guerrilla" anti-Nazi fascist. It was (summing up the three class groups) 53 students with six male ascendants of the right age each, for a total of 378 male ascendants.
Here is the result of my research: out of 378 men living in the heart of the territory of the Republic of Salò (the province of Brescia) in those twenty months of the "Resistance" NOT EVEN ONLY ONE HAD BEEN A “PARTISAN” ("guerrilla, saboteur" anti-nazifascist)!

Were there Partisans in Italy? Yes, there have been, and a minority of them have been heroes and martyrs, think for example of the Brescian Teresio Olivelli! Have they given a testimony of Courage for the values of Freedom and Justice? Yes, they have - to varying degrees according to personal cases - given it!

The important point for us Italians, however, is this: the partisans (the anti-fascist guerrillas and saboteurs) have been very few! Italy has not been freed from Nazi-fascism by the Italians, allegedly in the majority "partisans"! The fascist allies of the Nazis did not come from Mars, because the fascists were us, we Italians! And we Italians, the vast majority of whom were fascists of a more or less lukewarm or heated faith or opportunists of various kinds, were defeated and conquered by the Anglo-American Army, first commanded by the English General Alexander and then by the American General Clark.
Why for 74 years and today as then in Italy continues this serious and destructive confusion between two things that are completely different from each other, and that is: 1) honor the few martyrs heroes of the Resistance and 2) claim that the Italians were (and are) a people of heroic partisans anti-fascist guerrillas?

This long lasting lie, poured into the minds of all the Italian for several generations has prevented the Italians form self-criticism, unlike the Germans, and this is the reason why fascism has come back to Italy . It has come back because the Italians never acknowledge their real history and deeds.

 

 

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