Franco Manni

 

 

I mondi alternativi al mondo reale

 

 

Ø questa è la settima edizione di Fantàsia … corso pomeridiano dedicato a fornire un "apparato critico" per interpretare la fiction (romanzi, film, fumetti) di genere fantastico. Questa fiction è sempre più abbondantemente prodotta - a partire dalla Seconda Guerra Mondiale - da parte degli Autori, ed è sempre più richiesta e fruita da parte del Pubblico. Ma essa - però - riceve pochissima attenzione da parte della Critica, così che la fruizione rimane una esperienza irrelata (slegata) da quel complesso ed enorme "sistema" di segni e idee che è la Cultura. La fruizione della fiction di genere fantastico troppo spesso dunque rimane una esperienza solo estetica - di Intuizioni e Sentimenti - senza produrre Pensieri (concetti, giudizi, ragionamenti) e senza fornire - quindi - spunto per l'Azione.
Ø Il tema specifico di questa settima edizione di Fantàsia è l'analisi di alcuni Mondi Alternativi, e dei loro rapporti col Mondo reale.
Ø non è facile definire cosa sia il Mondo Reale… per approssimazione lo faccio partendo dall'esperienza che abbiamo della nostra vita. Esso è quello che: a) non prevediamo; b) non è in nostro potere, almeno in massima parte; c) è come una "terra di mezzo", e cioè né ci soddisfa completamente né ci lascia del tutto insoddisfatti; d) implica una certa dose di fatica del nostro pensiero nel cercare di capirlo
Ø I Mondi Alternativi (Utopie, Distopie, Ucronie) - invece - si differenziano dal Mondo Reale per almeno uno di quei punti sopraelencati
Ø Le Utopie. Esse ci rimandano a ciò che la Psicanalisi freudiana chiama "idealizzazione", ma anche "ritiro psichico"... indicando con queste parole una realtà fittizia che la mente Depressa costruisce allo scopo di eliminare dolori insopportabili, riempire vuoti incolmabili, evitare conflitti insuperabili... tali Costrutti seducono, perchè offrono un piacere facile ed intenso, e sono "sogni ad occhi aperti"... la seduzione avvince, lega, schiavizza e la mente si fa trascinare in un "claustrum", cioè in una dimensione di isolamento esperienziale e logico... un "ritiro" che diventa un "carcere" prima, e - poi - una "sepoltura"
Ø quali Utopie, tanto per esemplificare? Come esempi culturali cito il Marxismo (che idealizzava il lavoro e l'uguaglianza sociale) e il Positivismo (che idealizzava le scienze e le tecnologie) nel XIX secolo; e il Nazismo (che idealizzava forza, salute, potere) e la Beat/Hippy Generation (che idealizzava piacere, libertà anarchica, pacifismo) nel XX secolo. Ma per essere più incisivo voglio citare un esempio attuale, qui ed ora in Italia... la "laus temporis acti"...
Ø Le Distopie. Esse ci rimandano a ciò che la Psicanalisi freudiana chiama "delirio paranoide"... indicando con queste parole una realtà fittizia che la mente Narcisista - piena di senso di superiorità verso le Altre Persone - costruisce inconsciamente, come per difendersi dalla persecuzione che le Altre Persone faranno (o farebbero), a causa della vendetta per esser state disprezzate, ignorate, non riconosciute, maltrattate. Ecco allora che senza rendersene conto la mente costruisce un mondo umano molto più cattivo di quello reale... la mente narcisista è incapace di riconoscere le cose buone nelle Altre Persone, sia quando ad esse si sente superiore sia quando da esse si sente perseguitata. E in entrambi i casi si sente al centro di tutto, è fortemente "egocentrica".
Ø quali Distopie, tanto per esemplificare?.... per il passato, pensiamo alla distopia che la propaganda sovietica creava del "mondo capitalistico", e quella che la propaganda nazista creava degli "Ebrei"... per oggi, guardiamo come tanti Italiani pensano all'Islam estero e ai "giargianesi" immigrati in Italia: li pensano superstiziosi e fanatici, sporchi, ignoranti e lazzaroni, che schiavizzano e maltrattano le proprie mogli, tutti dediti a traffici illegali, pronti a derubare gli onesti cittadini , e a stuprare le loro donne...
Ø Le Ucronie. Esse ci rimandano a una visione del passato diviso in fatti buoni e fatti cattivi: cosa sarebbe accaduto alla mia vita se quel fatto buono non fosse successo? Sarei più infelice!.... cosa sarebbe accaduto alla mia vita se quel fatto cattivo non fosse successo? Sarei più felice! Una critica a tale visione è questa: il passato era necessario, e niente poteva andare diversamente da come è andato: chi fa ipotesi ucroniche dimentica che se le cose fossero andate diversamente non ci sarebbe lui così come è , con quelle idee e ideali e convinzioni etc. che ora egli ha effettivamente, e dunque - essendo egli diverso - non farebbe la stessa distinzione tra fatti buoni e fatti cattivi del passato che ora sta facendo.
Ø Il concetto fondamentale che voglio presentarvi è questo: riguardo ai Mondi Alternativi la mente umana può comportarsi in due modi diversi: a) può confondersi, e così non riesce a distinguere i Mondi Alternativi dal Mondo reale, e crede che quelli facciano parte di questo, cioè siano anche essi reali; oppure b) può vederne la distinzione, e così si accorge che i Mondi Alternativi, pur esistendo, non esistono alla stessa maniera del Mondo Reale, e non devono esser creduti "veri" alla stessa maniera di questo.
Ø quale rischio c'è nell'immersione nei Mondi Alternativi? Penso quasi sempre non vi sia alcun rischio, se si ha chiara consapevolezza che essi sono mondi fantastici e non sono mondi reali: chi legge un romanzo o guarda un film sa che esso è opera della fantasia e dunque non lo prende per descrizione vera della realtà. Il bambino, che giocando a Guardie & Ladri fa il ladro, sa che quello è "solamente un gioco", e non lo interpreta come un apprendistato per una carriera di ladro...
Ø quale utilità ha l'immersione nei Mondi Alternativi inventati dalla fantasia umana? Come tanto tempo fa scriveva Aristotele nella sua Poetica, l'utilità è nella "catarsi", cioè una "purificazione" dei pensieri che avviene nella simulazione della realtà che si conosce bene essere simulazione. 1) La simulazione utopica ci rafforza la consapevolezza e l'analisi approfondita dei valori buoni che apprezziamo ed amiamo e per i quali cercheremo di lottare; 2) la simulazione distopica fa lo stesso riguardo i disvalori dei quali vedremo meglio gli effetti distruttivi e che cercheremo di combattere con più determinazione e coraggio; 3) la simulazione ucronica ci rafforza la convinzione di come nulla sia accidentale e slegato, ma vi siano sempre - invece - coerenza e collegamento sistematico tra tutti gli avvenimenti - nel bene e nel male - e ci spinge così ad essere più riflessivi e meno superficiali, e a non sottovalutare i singoli avvenimenti della nostra vita o della storia dell'umanità, perchè ciascuno di essi è gravido di importanti e durature conseguenze.




Bibliografia

- per l'inquadramento concettuale delle Utopie secondo la psicanalisi freudiana si legga il libro di John Stirner I rifugi della mente del 1993
- per l'utopia comunista si legga di Karl Marx Il Manifesto del 1848
- per l'utopia positivista si leggano di Herbert Spencer, The Principles of Sociology, del 1876-96
- per l'utopia del nazionalsocialismo si veda il film della regista nazista Leni Riefenstahl, Il Trionfo della Volontà del 1934, lo trovate su internet
- per l'utopia beat/hippy si leggano di Kerouac Sulla strada del 1957, e di Herbert Marcuse Eros e Civiltà del 1955
- per l'inquadramento concettuale delle Distopie secondo la psicanalisi freudiana si legga il libro di Franco De Masi Vulnerabilità alla psicosi del 2006
- per l'inquadramento concettuale delle Ucronie si legga il capitolo "Il significato storico di necessità" nel libro di Benedetto Croce, La storia come pensiero e come azione del 193

 

 

 

 

 

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