Franco Manni

 

 

Introduzione all'estetica

 

 

 

Definizioni e problemi

 

·        L’estetica come “teoria dell’arte” è moderna , come “teoria del bello” è antica

 

  • Non è bello ciò che è bello...Voltaire e la relatività del bello (Dizionario  Filosofico, pp. 93-94). Discussione.

 

  • Storicità del bello e dell’arte. Varie dinamiche di emergenza. Varie dinamiche di obsolescenza .

 

  • I trascendentali : essere , vero, bene, bello

 

  • Bellezza e :  verità, moralità, utilità, piacere .  Scopi “allotri” e teoria dell’autonomia.

 

  • Bellezza naturale, bellezza spirituale (morale, intellettuale) , bellezza artistica

 

  • Sistematica filosofica : l’estetica è scienza teoretica o scienza poietica ? E , se è scienza teoretica, di quale tipo ?

 

  • Certamente le varie arti hanno tra loro diversità sia nel modo sia nello scopo della fruizione Si pone il problema , però, se abbiano qualcosa in comune. Tutte le arti hanno una stessa funzione e dunque possono avere una teoria unificata ? Oppure l’eterogeneità è irriducibile ?

 

  • Imitazione (immaginazione riproduttiva) ,  Idealizzazione (immaginazione selettiva e proiettiva), Creazione (immaginazione produttiva)

 

  • Arte e realismo : figurativa e astratta, lirica e prosastica

 

  • Lessico estetico : fantasia,  intuizione, rappresentazione, forma e contenuto, sublime, armonia, proporzione, gusto, genio, comico/tragico, “belle arti”, sentimento, realismo/astrattismo, generi letterari, liricità, tecniche espressive

 

  • La fantasia (l’arte)  è contraria alla ragione ? Tesi intellettualista (sì, lo è, e dunque è da condannare), tesi irrazionalista (sì, lo è , e dunque è da esaltare) , tesi razionalista (no, non lo è)

 

  • Morte dell’arte nella società “adulta” e nell’individuo adulto ?. Discussione sulla rilevanza dell’esperienza estetica nelle varie fasi della storia della civiltà e della vita della persona

 

Tesi

 

·        L’estetica come teoria dell’arte è moderna , come teoria del bello è antica

 

Questo perchè in generale la cultura occidentale ha compreso che (Kant) l’esterno nella nostra mente è in gran parte sintesi con l’interno

 

  • “Non è bello ciò che è bello...”

 

Contro il soggettivismo si risponde che esiste una  oggettività  del bello basata sulla interpersonalità. Essa però è di tipo storico e non iperuranico : 1) le diverse società ne danno canoni condivisi via via diversi ; e 2) le società successive nella storia non nascono da zero, ma mantengono – integrandoli in una visione più vasta ed articolata  – i canoni passati. Dunque a un uomo del passato non sembrerebbero belle cose che a noi lo sembrano, mentre a noi sembrano belle anche quelle cose  ciò che sembravano belle  a lui (Croce). 

 

  • I “trascendentali” : Essere , Vero, Bene, Bello

I trascendentali in sè stessi coincidono, ma nella nostra mente sono distinti. Il Bello è questo: una Verità la cui conoscenza a noi appare sensibilmente (coi sensi e coi sentimenti e non solo intellettualmente) come un Bene per noi (Tommaso d’Aquino). Questa definizione vale sia per il Bello di Natura sia per il Bello d’Arte 

 

  • Bellezza e :  verità, moralità, piacere . 

Se questa è l’essenza specifica del Bello,  però, “per accidens”, alla percezione del Bello (atto “estetico”) possono essere e di norma sono collegati altri atti : quello morale, quello utilitario, quello intellettuale. L’importante ( e questa è la verità del motto “l’art pour l’art”)  è non confondere questi con quello, se no si cade negli errori delle estetiche moralistiche, edonistiche e intellettualistiche (Croce).

 

  • Imitazione . Bello e Brutto

il bello di natura è quando una cosa imita (sembra a noi imitare)  in maniera riconoscibile un’idea (per esempio l’uomo bello imita l’idea di giovinezza, forza, vitalità, salute, etc.) , il bello d’arte è quando  un artefatto imita in maniera riconoscibile (arte figurativa) una cosa . Una statua (bello d’arte) può imitare un uomo brutto ed essere bella , mentre un uomo brutto è appunto brutto e non bello perchè non imita un’idea ? No, evidentemente, perchè un uomo brutto imita l’idea di malattia, sporcizia, vecchiaia, debolezza, etc. Dunque un uomo è brutto perchè non imita una idea che già in sè stessa ci sembra bella, e cioè un’idea desiderata, un’ideale. Mentre una statua bella di un uomo brutto ci sembra bella perchè imita non questo ideale (chiamiamolo ideale A) ma un altro ideale (B) : quale ?, quello che possiamo chiamare  “Capacità di Imitare”

 

·        Idealizzazione. Fantasia

Il discorso va però integrato con la concezione di Fantasia , perchè da solo il concetto di Imitazione ci suggerisce un  rispecchiamento di qualcosa che già esiste. Invece la fantasia forma (se non “crea”) entità nuove. Si può dire che tutte queste realtà o idee imitate sono “idealizzate” ? Cioè che l’uomo bello , il paesaggio bello, il palazzo bello, la musica bella, la poesia bella imitano non idee realistiche ma idee fantastiche, secondo le nostre convinzioni di come la realtà dovrebbe essere ? sembra di no perchè , se questo è vero per  il bello di natura e per un certo bello d’arte, per un certo altro bello d’arte non è vero : c’è un’arte realistica o “seria” che non vuole abbellire la realtà. Forse, con Freud,  si può dire che il bello di natura e il bello d’arte idealizzato sono segni di una psicologia “infantile” (che comunque ha un suo posto legittimo).

 

  • L’Arte   è contraria alla Ragione ?

La tesi intellettualista (Platone) lo afferma, aggiungendo che ciò è negativo, la tesi razionalista (Aristotele, Baumgarten, Hegel, Croce,Tolkien) lo nega, la  tesi irrazionalista (Romantici, Nietzsche) lo afferma , aggiungendo che ciò è positivo

 

  • “Morte dell’arte” nella società adulta e nell’individuo adulto ?

Hegel pensava che le società mature (“adulte”) non avessero più un importante bisogno di arte. Croce pensava che il bisogno di arte rimane lo stesso in tutte le società. Tolkien pensava che gli adulti abbiano più bisogno di fantasia dei bambini. Freud pensava che l’adulto e la società adulta abbiano bisogno di sublimare (anche) attraverso l’arte le proprie pulsioni più di quanto ne abbiano il bambino  e le società bambine. Bisognerebbe, comunque, mettere in discussione l’importanza dell’esperienza estetica, senza dare per scontata l’idea neoromantica della sua (suprema) importanza, idea tra l’altro complicata dai fenomeni del mercato e del  collezionismo feticistico (Goodman, Danto).

 

·        Genio e genialità

Baumgarten, Hegel,  Croce,  Goodman pensavano che l’atto estetico fosse un atto conoscitivo, dovuto a una facoltà mentale che hanno tutti gli uomini. Baumgarten e Hegel però pensavano che la conoscenza di tipo estetico fosse inferiore e imperfetta rispetto a quella di tipo logico. I Romantici e Nietzsche  invece hanno sottolineato che essa non è né inferiore né imperfetta. Però hanno anche aggiunto : 1) che essa è superiore ; e 2) che essa è propria solo di alcuni pochi fortunati chiamato “Geni”. Croce  e Goodman hanno colto  un  contributo del Romanticismo (la conoscenza estetica non è inferiore), ma hanno rigettato le altre due idee (essa è superiore, essa è per pochi) e sono tornati all’idea di Baumgarten che essa riguardi una facoltà mentale posseduta da tutti gli uomini.

 

·        Catarsi

Aristotele,  Freud e Segal hanno sottolineato la funzione psicoterapeutica dell’arte. Questo non per dare uno statuto privilegiato all’arte, ma per riconoscere che la conoscenza – nelle sue varie forme e dunque anche in quella estetica – è terapeutica. 

 

BIBLIOGRAFIA 

  • Platone, Ippia Maggiore

  • Platone, La Repubblica (libri II, III e X)

  • Aristotele, Poetica

  • Aristotele, Politica (libro VIII)

  • Umberto Eco, capitolo Tommaso d’Aquino in Arte e bellezza nell’estetica medievale, Bompiani, 1987

  • Sofia Vanni Rovighi, capitolo Il Bello in Elementi di filosofia vol. III, La Scuola Editrice, 1963

  • G. W. F. Hegel, Lezioni di estetica

  • Friedrich Nietzsche, La nascita della tragedia dallo spirito della musica

  • Benedetto Croce, Estetica , Laterza, 1902

  • John R. R. Tolkien, Sulle fiabe (1938), in Albero e foglia, Rusconi, 1976

  • Sigmund Freud, Il poeta  e la fantasia (1906), Boringhieri , 1977

  • Sigmund Freud, Caducità (1915), Boringhieri, 1976

  • Hanna Segal, Sogno, fantasia e arte, Raffaello Cortina, 1991

  • Flavia Tricomi, Estetica e psicanalisi, Rubbettino, 2001

  • Nelson Goodman, I linguaggi dell’arte (1968), Il Saggiatore, 1991

  • Pietro Montani, Arte e verità dall’antichità alla filosofia contemporanea. Un’introduzione all’estetica, Laterza, 2002 [è un’antologia commentata, da qui ho tratto alcuni passi dei Romantici]

  • Elio Franzini, I nomi dell’estetica, Bruno Mondadori, 2003 [è una sorta di dizionario storico di concetti estetici tipo Imitazione, Sublime, Genio, Gusto, Brutto,etc.]

  • Umberto Eco, Storia della bellezza, Bompiani, 2004 [dopo un’introduzione problematica, offre una serie di illustrazioni ordinate in maniera cronologica per mostrare i cambiamenti del viso e del corpo maschili e femminili lungo la storia dell’arte]

F. Vercellone – A. Bertinetto – G. Garelli, Storia dell’estetica moderna e contemporanea, Il Mulino, 2003 [è sia un profilo storico sia un’antologia da cui ho tratto passi dei Romantic

 

 

 

 

 

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