Franco Manni

 

 

Recensione del film

 

 

Buffalo '66

 

Regista : Vincent Gallo

Titolo originale : Buffalo ’66

Produzione : Cinepix film properties , USA 1998

Soggetto : Vincent Gallo  Sceneggiatura : Vincent Gallo &  Alison Bagnall

Musiche originali : Vincent Gallo

Cast : Vincent Gallo, Christina Ricci , Ben Gazzara , Mickey Rourke , Rosanna Arquette , J. M. Vincent , Anjelica Houston

Durata : 112 minuti

 

 

 

 

A Buffalo , sede della squadra di football più sbeffeggiata dgli USA, il nevrotico Billy Brown esce di carcere - dopo cinque anni per un delitto che non ha commesso - con un’idea fissa : vendicarsi di un giocatore dei Buffalo Billls , indiretto responsabile delle sua disgrazie. Vuole ucciderlo e poi uccidersi . Anomala miscela di realismo e romanticismo, moderna favola sul potere dell’amore , apologo di formazione sull’uscita da un’infanzia infelice .  Ideato, scritto (con Alison Bagnall), musicato e interpretato da Vincent Gallo , è un nevrotico film d’autore anche nell’assillo stilistico con cui il regista-attore cerca , riuscendovi in parte , di staccarsi dai codici narrativi in vigore a Hollywood : uso dello split screen al posto dei flashback ; ricorso a una pellicola Kodak invertibile per ottenere una fotografia irrealistica , molto saturata nei colori e nei contrasti .  La sequenza del rientro in casa dei genitori è di una terribile tristezza . Un’opera prima  anomala .

 

 

La prima cosa che il film presenta allo spettatore è l’individualità tormentata del protagonista : progressivamente scopriremo che è così a causa dei forti disturbi dell’ambiente famigliare . C’è abbastanza realismo : mentre in Shine  la tormentata infanzia del protagonista provocava una “follia” all’acqua di rose, con effetti solo pittoreschi alla “giullare di Dio” , in Buffalo 66 invece il protagonista è “cattivo”, e cioè prepotente e ingrato (ingrato verso l’amico Tonto e verso la ragazza Laila) . Solo l’happy end stona col realismo generale : sembra un ‘ artificiale appiccicatura della produzione. Non conosciamo infatti conversioni subitanee della personalità , i siparietti alla Frank Capra coi pasticcini a forma di cuore non ci convincono ; Billy avrebbe potuto non uccidere Scott Wood , ma comunque non avrebbe lo stesso cominciato una serena vita di amore e amicizia .

 La seconda cosa presentata è la deplorevole famiglia del protagonista . La madre vive delle partite di football dei Buffalo Bills e porta rancore a Billy perché la sua nascita all’ospedale nel 1966 le ha fatto perdere una partita della squadra (fu l’unica volta) . Lei lo ritiene brutto da grande e bello da bambino , non lo capisce , non lo vede (parla della sua golosità per la cioccolata come se avesse in mente un altro bambino , probabilmente quello di una pubblicità televisiva) . Il padre non ha il minimo affetto per il figlio , lo disprezza e lo offende continuamente , è vittimista e violentemente paranoico (aggredisce Billy perché ha l’allucinazione che lui lo minacci col coltello) , è tirchio e animalmente egoista (quando ha fame le mani gli tremano e la poca umanità di cui dispone sparisce totalmente) . Entrambi i genitori sono schiavi dei mass media  : televisione, radio, dischi, football e Frank Sinatra . Religione, cultura , politica sono tre cose assenti dal loro orizzonte mentale . Il figlio in parte si accorge dei difetti dei suoi genitori, ma in parte li idealizza e costruisce delle messeinscena per figurare bene di fronte a loro, sperando che apprezzino un figlio che ha successo nel lavoro e che è felicemente sposato.

 La terza cosa (continuo contorno delle prime due) presentata è una certa società americana di gente comune con pochi soldi e niente cultura . Tutto è mediocre e un po’ malandato : i bar, il bowling, la scuola di ballo, la caffetteria, il motel, il locale notturno, le case di Billy e di Tonto:

 Il messaggio principale sembra essere : il Destino ti dà due cose : la prima è la Famiglia , che è qualcosa di vuoto , sbagliato, deludente ; la famiglia non è poi altro che il tuo Carattere, anche esso sbagliato e deludente , contro i cui difetti puoi fare poco o nulla .  La seconda cosa che il Destino ti dà è l’Amicizia  (Tonto, Sonny, Laila) , che è qualcosa di buono e di giusto che , almeno fino a un certo punto , accetta e sopporta il tuo Carattere rovinato dalla Famiglia . Tu , come persona, devi sforzarti  affinchè quel “certo punto” non sia superato .

 Il film somiglia un po’ a quelli di Woody Allen e di Nanni Moretti , sia per alcune scene comiche ( la pipì frustrata , l’allergia al cioccolato) , sia per l’insistenza sui tic del protagonista .

                                                                       

 

 

 

 

 

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