La giornata del Consiglio pastorale a Fantecolo

    
                                  
                                                             

 

di Maurilio Lovatti

  Il cantiere - dicembre 2006

 

 
  

  Domenica 22 ottobre si è riunito il Consiglio pastorale parrocchiale, che ha tenuto nella casa delle suore di Fantecolo la tradizionale giornata annuale di formazione.
Abbiamo trascorso la mattinata esaminando il testo della nota pastorale 2006-07 del Vescovo, che s'intitola Iniziazione cristiana ed eucaristia. Ha aiutato la nostra riflessione un'efficace introduzione di Francesco Venturi (Franz), che non si è limitato a riassumere lo scritto del Vescovo, ma ha anche posto a tutti noi una serie d'interrogativi, a cui dare risposta partendo dalla nostra esperienza nella vita parrocchiale.
L'ampio scritto del Vescovo si divide in due parti: nella prima un'articolata riflessione teologico-dottrinale riafferma la centralità dell'eucaristia nella vita della comunità ecclesiale, con numerosi riferimenti alle Scritture; nella seconda sono proposti alla riflessione dei fedeli alcune indicazioni pastorali. Queste ultime sono gradualmente precedute da una serie di domande che il Vescovo pone alle comunità locali, per aiutarle in una sorta di esame di coscienza. Si domanda il Vescovo: ci si preoccupa della qualità delle intenzioni della preghiera universale dei fedeli? Queste tengono conto delle letture, oltre che della vita della Chiesa e del mondo di oggi? I fedeli hanno la coscienza che la parrocchia manifesta la sua identità di "popolo radunato" soprattutto nel momento liturgico? Vanno abitualmente alla Messa in parrocchia oppure cercano la più comoda, la più breve o la preferita per qualche altro motivo? Quali attenzioni possiamo avere perché coloro che entrano nell'assemblea liturgica si sentano realmente accolti e a casa loro?
Questi e altri numerosi interrogativi del Vescovo ci hanno "costretti" a fare una valutazione realistica della celebrazione dell'eucaristia nella nostra parrocchia e hanno dato il via ad una appassionata discussione, che è stata sospesa alle 12 e trenta, quando con teutonica precisione le suore ci hanno annunciato che il pranzo era pronto. Il pranzo è stata un'occasione per conoscerci meglio e per trascorrere un'ora serena e si è concluso con uno splendido spumante satin (grazie Beppe!).
Nel primo pomeriggio si è conclusa la discussione sulla nota del Vescovo con la decisione di dedicare particolare attenzione nella catechesi al tema dell'eucaristia e di ripetere, durante le celebrazioni, le occasioni di spiegazione e di chiarimento del significato dei vari momenti della Messa.
Si è poi passati agli altri punti all'ordine del giorno. Don Arturo ha precisato il ruolo dei sacerdoti e i loro compiti, dopo le modifiche intervenute con l'arrivo di don Andrea: don Luca seguirà in particolare l'oratorio, la catechesi e l'Azione cattolica, coprendo tutta la fascia di età dai sei anni ai giovani universitari; don Andrea seguirà i giovani-adulti, la famiglia e il gruppo missionario, don Arturo gli adulti e gli anziani e le commissioni cultura e pastorale del Creato, Caritas e liturgia. Queste aree di competenza saranno attuate sia per la parrocchia di Chiesanuova, sia per quella della Noce.
Successivamente, don Arturo ha invitato il consiglio a valutare l'andamento dell'anno giubilare appena concluso. E' emersa un'unanime soddisfazione per le iniziative svolte per ricordare i primi cinquant'anni della nostra parrocchia.
Dopo un breve presentazione dell'attività che le singole commissioni intendono avviare per l'anno pastorale 2006-07, si è passati alla discussione della bozza di un documento contenente riflessioni e proposte sulle questioni ritenute prioritarie per il governo della città (in risposta alla richiesta di don Ruggero Zani, a nome della commissione diocesana della Pastorale Sociale, ai consigli pastorali della città) in previsione delle elezioni amministrative del 2008 per il Comune di Brescia.
La Diocesi ha ritenuto opportuno, prima di presentare all'opinione pubblica le proposte della Chiesa bresciana alle varie forze politiche, conoscere le esigenze e le indicazioni delle varie comunità parrocchiali della città, affinché possa risultarne una posizione largamente condivisa.
Nel documento conclusivo, approvato all'unanimità, il consiglio pastorale ha affrontato con particolare attenzione, tra gli altri, i temi della famiglia, dell'immigrazione, della difesa dell'ambiente e della mobilità e dei giovani.
Non è possibile, per motivi di spazio riportare qui tutti i contenuti del documento (chi fosse interessato può richiederne il testo ai Sacerdoti), ma penso possa essere utile riassumere almeno le proposte sul tema degli immigrati, che è di grande attualità.
Il fenomeno migratorio ha interessato in maniera massiccia la nostra città, causando o accrescendo, da un lato, pregiudizi, scontento, lamentele e talvolta avversione, ma dall'altro mettendo in luce momenti positivi di accoglienza e solidarietà.
All'immigrato la città deve chiedere il riconoscimento leale di quei valori essenziali che costituiscono il patto di convivenza sociale sancito dalla Costituzione italiana e il pieno rispetto della legalità in ogni ambito della società.
Ciò non è tuttavia sufficiente: le istituzioni devono farsi carico delle difficoltà derivanti dall'inserimento degli stranieri nei vari ambiti della società, impegnandosi per ridimensionarle e riducendo le occasioni potenzialmente foriere di conflittualità sociale.
La scuola è uno degli ambiti in cui la presenza degli extracomunitari, se mal gestita, può divenire problematica. La presenza di numerosi alunni stranieri, soprattutto nella scuola elementare, può causare difficoltà relativamente all'efficacia dell'apprendimento e alla qualità dell'istruzione, nonostante la presenza in classe di bambini di cultura e tradizioni diverse costituisca un'indubbia ricchezza per i bambini della città, oltre che un importante momento di integrazione per i bambini e le famiglie extracomunitari. Attualmente i bambini stranieri sono semplicemente inseriti nelle classi in funzione dell'età, anche se ignorano completamente la lingua italiana e non sono in grado di frequentare proficuamente le lezioni.
Per migliorare la situazione esistente è necessario al contempo ridurre le occasioni che ledono l'efficacia della didattica e valorizzare invece quelle d'arricchimento culturale e d'integrazione sociale. Pensiamo che il Comune di Brescia debba farsi promotore di un progetto che faciliti il rapido apprendimento dell'italiano da parte dei bambini stranieri. Proponiamo di costituire presso alcune scuole-polo dei gruppi-classe di bambini stranieri che non conoscono l'italiano, per facilitare un rapido apprendimento delle strutture comunicative minime della lingua italiana con insegnanti specializzati. Ciò consentirebbe un successivo inserimento dei bambini nelle classi ordinarie più vantaggioso per gli extracomunitari e più efficace dal punto di vista didattico.
Ampio spazio è stato dedicato, infine, alle proposte per la difesa dell'ambiente e per la riduzione dell'inquinamento e del traffico veicolare.

Maurilio Lovatti

 Il Cantiere, dicembre 2006, pag. 9-10  

 

 

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