IL CONSIGLIO PASTORALE MUOVE I SUOI PRIMI PASSI

    
               
                                                                                

di Maurilio Lovatti
             

  Il cantiere - dicembre 2005

 

 

Domenica 23 ottobre, alla casa delle suore di Fantecolo in Franciacorta, si è svolta la prima giornata di lavori del nuovo Consiglio pastorale parrocchiale, eletto prima dell’estate e che durerà in carica fino al 2010.

Al mattino Gianni Omodei ha svolto una relazione sulla situazione e le prospettive della Chiesa in Italia, alla quale è seguita la discussione. Prima di pranzo, abbiamo partecipato alla Messa, celebrata da don Arturo.

Nel pomeriggio abbiamo cercato di analizzare la situazione della nostra parrocchia, per capire quale ruolo può assumere il consiglio pastorale par­rocchiale per svolgere in modo efficace il suo compito. Il compito più importante del consiglio consiste nel coadiuvare il parroco ad esercitare il carisma della sintesi. Cosa significa? Questa for­mulazione, a prima vista un po’ astrusa e poco usuale, esprime un’esigenza importante in ogni comunità. Mi spiego: nella nostra parrocchia esi­stono numerosi gruppi e molteplici settori d’attività che, com’è umanamente comprensibile, tendono a concentrarsi nella loro azione e a migliorare l’efficacia del loro agire, rischiando però di perdere di vista la visione d’insieme; è compito del parroco valorizzare le specificità e le competenze dei vari gruppi e delle persone, indirizzandole al bene complessivo della comunità e creando le condizioni affinché si radichino valori qua­li la condivisione, l’amicizia reciproca, la collaborazione efficace. Una funzione importante del consiglio pastorale parrocchiale consiste proprio nel collaborare col parroco in questo impegnativo compito, sia collegialmente con pareri, suggeri­menti e proposte, sia tramite le commissioni in cui si articola, collaborando alle varie attività a livello organizzativo e funzionale.

Dall’analisi e dalla discussione è emersa evidente la necessità di creare occasioni di conoscenza reciproca e di possibile collaborazione tra gruppi e realtà, presenti così significativamente nella nostra comunità parrocchiale.

Alla fine della giornata il parroco ha riassunto le principali decisioni emerse:

1)    Organizzazione, entro dicembre, di un incontro di tutti i gruppi parrocchiali, per favorire la conoscenza reciproca e per farli conoscere meglio a tutti i fedeli interessati. Le modalità organizzative sono state delegate ad un gruppo ristretto di consiglieri.

2)    Predisposizione di un organico progetto educativo per l’oratorio da parte della commissione oratorio coordinata da don Luca; sulla base delle esigenze emergenti da questo progetto, sarà definito il progetto per la costruzione del nuovo oratorio.

3)    Impegno del consiglio pastorale affinché nell’oratorio sia assicurata la presenza di persone adulte.

4)    Redazione collegiale della relazione sulla situazione pastorale della parrocchia, in preparazione della visita pastorale del Vescovo, prevista per marzo 2006; a tal fine l’incarico di predisporre le bozze dei vari capitoli in cui si articolerà la relazione da presentare al Vescovo è stato distribuito tra i vari consiglieri, per piccoli gruppi sulla base degli ambiti d’impegno.

Verso sera siamo rientrati a Brescia, contenti del­la bella giornata trascorsa insieme con spirito comunitario e consapevoli del contributo positivo che il Consiglio pastorale parrocchiale può porta­re alla vita della comunità parrocchiale, se saprà svolgere le funzioni a cui è chiamato.

Particolarmente confortante è stata la presenza convinta e attiva dei giovani che fanno parte del Consiglio.

 Il Cantiere, dicembre 2005, pag. 7  

 

 

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