Pierangela Martina

 

Aspetti teorici dell'aggressività

 

 

Introduzione

 

 

 

L'oggetto di questo scritto è costituito dagli aspetti teorici dell'aggressività.
Il termine "teorico" è qui inteso, secondo la definizione normalmente utilizzata anche nel linguaggio comune, come ciò che si riferisce ad un insieme organico di ipotesi volte alla spiegazione di un fenomeno o di un ordine di fenomeni.
Si cercherà quindi di individuare, in relazione ai principali indirizzi della psicologia, sia la nozione stessa dell'aggressività (e quindi l'insieme di comportamenti che possono definirsi aggressivi), sia le cause che inducono i comportamenti aggressivi.
Non rientra fra gli scopi di questa ricerca l'esame degli aspetti particolari dell'aggressività, quali ad esempio l'aggressività nell'infanzia o in altre fasi dello sviluppo, le manifestazioni patologiche, sia a livello individuale (ad esempio autolesionismo, suicidio, ecc.), sia a livello sociale (criminalità, terrorismo, ecc.). Si accennerà ad alcuni tra questi aspetti soltanto per quelle posizioni teoriche che attribuiscono ad essi un valore essenziale nella definizione del fenomeno aggressivo.
Analogamente non si esamineranno in dettaglio le proposte delle varie scuole teoriche volte a ridurre o limitare la pericolosità sociale dei comportamenti aggressivi, se non nei casi in cui esse possano contribuire a facilitare la comprensione della nozione teorica stessa dell'aggressività.
Inoltre i contribuiti provenienti da discipline non strettamente inerenti la psicologia quali la sociologia, l'etologia e la filosofia saranno utilizzati soltanto quando si riterrà che essi abbiano effettivamente influenzato la comprensione del fenomeno aggressivo nelle varie teorie psicologiche.
E' invece completamente tralasciata la problematica del rapporto tra aspetti neurofisiologici del funzionamento del cervello e comportamento aggressivo. Su tale tema esistono numerosi studi e pubblicazioni che prendono in esame anche la possibilità di trattamento terapeutico con psicofarmaci: tali argomenti non possono venire trattati in questa sede perché presuppongono competenze mediche e scientifiche specifiche.
Nel primo capitolo saranno trattate le immagini dell'ira e dell'aggressività nella filosofia occidentale, dal IV secolo a.C. fino alla fine del secolo scorso, cioè fino al sorgere della psicologia come scienza. Si ritiene che il pensiero di alcuni filosofi, che hanno affrontato in modo significativo il tema dell'aggressività, contenga alcuni spunti che in qualche modo anticipano aspetti che la psicologia ha poi sviluppato in modo sistematico nel corso del nostro secolo.
Nel capitolo secondo si tratterà il tema dell'aggressività nella psicanalisi.
Dopo aver percorso l'evoluzione del pensiero di Freud fino all'ipotesi che attribuisce la causa dell'aggressività al principio di morte, si cercherà di delineare la posizioni di altri psicanalisti rispetto all'ipotesi freudiana.
Nel capitolo terzo verranno esaminate alcune fra le più significative ipotesi interpretative del fenomeno dell'aggressività avanzate in campo etologico e biologico. In particolare saranno esaminati quegli argomenti che si possono addurre a sostegno della natura istintiva dell'aggressività, e in questa prospettiva verrà esaminato più ampiamente il pensiero di K. Lorenz.
Nel quarto capitolo si affronterà l'interpretazione dell'aggressività nella psicologia americana da Skinner a Bandura. In particolare sarà ampiamente esaminata la celebre ipotesi frustrazione - aggressività di Dollard e collaboratori, con le varie revisioni e critiche a cui è stata sottoposta.
Sempre nel capitolo quarto sarà esaminata l'interpretazione dell'aggressività elaborata dalle teorie dell'apprendimento sociale, come quella di A. Bandura. Nel corso di questo capitolo il termine inglese aggression, che letteralmente andrebbe tradotto con "aggressione", sarà spesso reso con "aggressività", seguendo l'uso della maggior parte dei traduttori italiani delle opere di Skinner, Dollard e collaboratori e Bandura, anche se la conseguente ambiguità terminologica potrà in qualche caso generare difficoltà di immediata comprensione.
Nel capitolo quinto verrà esaminato il pensiero di T. Adorno, E. Fromm e A. Heller che, pur facendo riferimento ad ambiti disciplinari diversi (rispettivamente sociologico, psicoanalitico e filosofico-antropologico) sono accomunati dall'importanza che attribuiscono all'aspetto sociale nell'interpretazione del fenomeno aggressivo.
In questa trattazione si mirerà prevalentemente ad enucleare quegli argomenti che possono fornire elementi utili alla confutazione dell'ipotesi istintivistica dell'aggressività, in particolare nella formulazione di K. Lorenz.
Infine nelle conclusioni, dopo aver brevemente riepilogato i limiti delle varie interpretazioni teoriche, si accennerà sinteticamente alle prospettive di ricerca degli anni '80. A titolo puramente esemplificativo si esporrà in breve (perché non rientra nei fini del presente lavoro lo studio analitico delle strategie operative e delle modalità di ricerca), la proposta di Kornadt che, tra quelle emerse nel corso degli anni Ottanta, appare come la più in grado di portare delle conseguenze sulla definizione della nozione stessa di aggressività.



 

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